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Domande e risposte sullo strumento di sostegno tecnico 2021-2027

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Cos’è lo strumento di sostegno tecnico?

Lo strumento di sostegno tecnico (SST) è il principale strumento di cui dispone la Commissione per sostenere sotto l’aspetto tecnico le riforme negli Stati membri dell’UE.

L’SST fa parte del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e del piano per la ripresa dell’Europa. Il suo obiettivo generale è quello di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione sostenendo gli sforzi degli Stati membri volti ad attuare le riforme. L’SST si basa sul successo del suo predecessore, il programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP). Dal 2017, grazie all’SRSP, la Commissione ha fornito assistenza tecnica a tutti i 27 Stati membri con oltre 1000 progetti in un’ampia gamma di settori strategici.

A quanto ammonta il bilancio dell’SST e qual è l’entità dei finanziamenti ricevuti da ciascuno Stato membro? 

Mentre l’SRSP ha operato con un bilancio di 222,8 milioni di € per il periodo 2017-2020, l’SST dispone di un maggior bilancio e di una durata più lunga che corrisponde a quella del QFP (864 milioni di € per 7 anni, circa 115 milioni di € all’anno).

La Commissione non fornisce finanziamenti diretti agli Stati membri, ma li assiste mettendo a loro disposizione competenze. Gli Stati membri rimangono responsabili dell’attuazione delle riforme. Le competenze messe a disposizione dalla Commissione non richiedono cofinanziamenti nazionali, ma il successo del sostegno alle riforme dipende dall’impegno e dalla responsabilità delle autorità degli Stati membri. In molti casi il sostegno è fornito sotto forma di una combinazione di diversi tipi di assistenza esterna associati alle competenze della Commissione (DG REFORM e/o altri servizi della Commissione), che viene utilizzata in base alle esigenze specifiche di ciascun caso.

Infine, sebbene la Commissione fornisca competenze per sostenere gli Stati membri nello sviluppo e nell’attuazione delle riforme, le riforme stesse non sono finanziate dall’SST. Esse possono essere finanziate con fondi nazionali o dell’UE, come il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) o il Fondo per una transizione giusta (JTF).

Chi è responsabile della gestione dell’SST?

La direzione generale per il Sostegno alle riforme strutturali (DG REFORM) della Commissione europea.

Che tipo di riforme sono ammissibili? 

L’SST può sostenere una gamma molto ampia gamma di potenziali riforme. I settori di intervento ammissibili al sostegno alla riforma sono definiti all’articolo 5 dello strumento di sostegno tecnico. Le azioni possono riguardare i seguenti ambiti:

– gestione delle finanze pubbliche, delle politiche fiscali e dell’amministrazione delle entrate

– governance, pubblica amministrazione e stato di diritto

– contesto imprenditoriale, crescita, commercio e investimenti

– mercato del lavoro, istruzione e politiche sociali

– assistenza sanitaria, assistenza sociale e assistenza all’infanzia

– politiche verdi e digitali

– settore finanziario e accesso ai finanziamenti

– dati e statistiche

– preparazione per l’adesione alla zona euro

– sanità pubblica, rischi per la sicurezza, continuità del servizio.

Mediante l’SST la Commissione può anche aiutare gli Stati membri a preparare, modificare e attuare i loro piani di ripresa e resilienza (RRP), necessari per accedere ai finanziamenti del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF).

Lo Stato membro come può presentare una domanda di sostegno alle riforme? 

Gli Stati membri hanno la possibilità di indicare le loro esigenze di sostegno entro la fine del mese di ottobre di ogni anno. La Commissione analizza le domande ricevute e avvia un dialogo con le autorità nazionali di coordinamento per valutare le esigenze specifiche del paese e le opzioni per sostenere l’elaborazione e l’attuazione delle riforme. La Commissione inizia a realizzare i progetti sul campo dopo l’adozione del programma di lavoro annuale dell’SST. Occorrono in media 24 mesi dalla domanda dello Stato membro al completamento del progetto di sostegno tecnico.

Come funziona nella pratica il sostegno alle riforme?

Il sostegno può coprire tutte le fasi delle riforme, dalla fase iniziale di progettazione e ideazione fino alla fase di attuazione, gestione dei cambiamenti e valutazione. Il sostegno può assumere la forma di consulenza strategica o tecnica, studi che valutano le esigenze o le opzioni di riforma in settori specifici, formazione o missioni nazionali da parte di esperti (articolo 8 dell’SST).

Il sostegno alla riforma fornito attraverso strumento di sostegno tecnico:

  • inizia con una domanda dello Stato membro. La sua responsabilità e il suo impegno sono fondamentali per il successo delle riforme.
  • è fatto su misura per ciascun caso e per ciascun paese. La Commissione individua e analizza le esigenze particolari di ogni situazione.
  • apporta al paese una combinazione unica di competenze. La Commissione risponde alle esigenze con la migliore combinazione di competenze.
  • è pratico e concreto in termini di realizzazione. Su ricevimento della domanda di sostegno, la Commissione avvia un dialogo con lo Stato membro per comprendere nel dettaglio la necessità di riforme e come utilizzare al meglio il sostegno più pertinente il più rapidamente possibile.
  • rafforza la capacità istituzionale e amministrativa di uno Stato membro dell’UE di i) sviluppare e attuare riforme, ii) agevolare le transizioni verde e digitale, iii) affrontare le sfide individuate nel semestre europeo o iv) applicare il diritto dell’UE. 

Che cosa sono la decisione di esecuzione e il programma di lavoro annuale dell’SST adottati oggi? 

Il programma di lavoro annuale dell’SST definisce le priorità, gli obiettivi e i risultati attesi e descrive le azioni che saranno attuate nel 2021.

L’SST si basa sulla domanda e il sostegno offerto è fatto su misura per le esigenze di ciascuno Stato membro. In questa prima fase dell’SST, tutti gli Stati membri dell’UE hanno presentato alla Commissione oltre 700 domande per l’approvazione.

La decisione di esecuzione elenca le domande di sostegno tecnico selezionate con il massimo potenziale d’impatto sul campo, nonché la più forte connessione con le priorità strategiche dell’Unione. I progetti sono stati selezionati a seguito di una procedura di gara, in linea con i criteri definiti dal regolamento SST.

Quali progetti sono stati scelti?

Quest’anno il sostegno tecnico è stato concesso a 226 progetti selezionati. Le principali sfide in materia di riforme indicate nelle domande degli Stati membri riguardano le transizioni verde e digitale.

  • 99 domande selezionate contribuiscono alla transizione digitale (44 % del totale selezionato)
  • 68 domande selezionate contribuiscono al Green Deal europeo (30 % del totale preselezionato).

Alcune delle domande sostengono riforme in diversi Stati membri.

Inoltre 18 Stati membri beneficeranno di una specifica formazione congiunta in materia di gestione delle finanze pubbliche nell’ambito di un bilancio verde.

Quali criteri utilizza la Commissione per selezionare le domande di sostegno tecnico nell’ambito dell’SST?

I criteri di valutazione utilizzati per valutare le domande sono definiti nel regolamento sullo strumento di sostegno tecnico:

  • urgenza, ampiezza e profondità delle sfide individuate;
  • esigenze di sostegno nei settori strategici interessati;
  • analisi degli indicatori socioeconomici e della capacità istituzionale e amministrativa generale dello Stato membro richiedente.

Nella valutazione si tiene conto anche di una serie di altri elementi, tra cui:

  • i principi di trasparenza, parità di trattamento e sana gestione finanziaria;
  • definizione delle priorità da parte dello Stato membro per l’SST.

Perché la Commissione sostiene le riforme negli Stati membri?

Grazie allo strumento di sostegno tecnico la Commissione offre un servizio unico sotto forma di consulenza (tecnica e/o strategica). A volte le competenze provengono dalla Commissione europea o da esperti riconosciuti nel settore. Possono anche provenire da altri Stati membri che condividono la loro esperienza nell’attuazione di riforme analoghe.

Può fornire ulteriori esempi concreti di ciò che la Commissione sta già facendo per aiutare gli Stati membri?

Per un elenco completo dei progetti sul campo si veda il sito web dedicato al sostegno alle riforme.

Opuscoli dettagliati per i settori di intervento sostenuti sono disponibili qui.

Informazioni sul sostegno specifico agli Stati membri per il 2021 sono disponibili qui.

In che modo l’SST si ricollega a NextGenerationEU e al dispositivo di ripresa e resilienza?

Il finanziamento fornito dal dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF), imperniato su NextGenerationEU (NextGenEU), rappresenta un’opportunità unica per rendere le economie dell’UE più sostenibili, resilienti e meglio preparate ad affrontare le sfide delle transizioni verde e digitale.

La possibilità di fornire sostegno mediante l’SST per l’utilizzo dell’RRF è prevista sia nel regolamento RRF che nel regolamento SST. Mediante l’SST la Commissione può anche aiutare gli Stati membri a preparare, modificare e attuare i loro piani di ripresa e resilienza (RRP), che devono contenere un pacchetto coerente di riforme e progetti di investimenti pubblici. I piani devono affrontare efficacemente le sfide individuate nel semestre europeo, in particolare le raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio. Inoltre devono includere misure per affrontare le sfide e cogliere i benefici delle transizioni verde e digitale.

Gli Stati membri possono richiedere sostegno tecnico nell’ambito dell’SST, che può assumere la forma di un sostegno guidato dalla Commissione o di consulenze esterne, per contribuire ad attuare con successo riforme e investimenti specifici. Tali domande devono essere indirizzate alla DG REFORM tramite l’autorità nazionale di coordinamento dello strumento di sostegno tecnico. Inoltre, a norma dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento RRF, gli Stati membri possono includere specificamente come stima dei costi nel piano di ripresa e resilienza un contributo nazionale volontario all’SST per consentire un ulteriore sostegno tecnico da parte della Commissione (nel limite del 4 % della dotazione totale del piano). Tale contributo deve essere discusso tra la Commissione e gli Stati membri prima della presentazione del piano. Gli Stati membri dovranno proporre target intermedi e/o finali specifici connessi all’uso dei fondi per il sostegno tecnico.

I volumi senza precedenti di finanziamenti disponibili richiedono particolare attenzione alla qualità della pubblica amministrazione, poiché essa svolgerà un ruolo chiave nell’attuazione efficace delle riforme e degli investimenti in tutti i settori. Mediante l’SST la Commissione può aiutare gli Stati membri a sviluppare le proprie capacità amministrative, ad esempio valutando e migliorando le procedure interne, istituendo organismi appropriati per la gestione dei fondi o sviluppando metodologie per la determinazione dei costi.

In che modo l’SST può sostenere la preparazione e l’attuazione dei piani di ripresa e resilienza?

Grazie all’SST la Commissione può aiutare gli Stati membri a preparare, modificare e attuare i loro piani di ripresa e resilienza, necessari per accedere ai finanziamenti del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza (RRF). Per queste azioni il sostegno allo sviluppo di capacità può essere fornito anche attraverso l’SST.

In questa prima fase dell’SST, 6 Stati membri hanno chiesto sostegno per sviluppare la loro capacità di preparare e attuare i propri piani di ripresa e resilienza. Diversi altri Stati membri hanno inoltre chiesto assistenza tecnica per lo sviluppo o l’attuazione delle riforme che dovrebbero essere incluse nei piani. In totale, oltre il 60 % dei progetti SST preselezionati per il 2021 riguarda l’attuazione dei piani di ripresa e resilienza.

In che modo l’SST si ricollega agli obiettivi del Green Deal europeo e al meccanismo per una transizione giusta?

L’SST può aiutare gli Stati membri ad attuare riforme per la transizione verde in molti settori diversi, dal bilancio verde e l’energia rinnovabile all’economia circolare e la finanza sostenibile. Nell’ambito dell’SST 2021, 68 domande selezionate contribuiscono al Green Deal europeo (30 % del totale preselezionato)

Inoltre l’SST può essere applicato per sostenere la transizione verde aiutando gli Stati membri a preparare i loro piani territoriali per una transizione giusta (TJTP) nell’ambito del meccanismo per una transizione giusta (JTM). Il meccanismo è parte integrante del Green Deal europeo e fornisce un sostegno mirato per attenuare gli impatti socioeconomici della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. L’approvazione dei piani territoriali (TJTP) da parte della Commissione sbloccherà il sostegno agli Stati membri attraverso i 3 pilastri del meccanismo per una transizione giusta: il Fondo per una transizione giusta, un regime dedicato nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico. La Commissione, mediante l’SRSP, ha già fornito assistenza tecnica per l’elaborazione di tali piani in 18 Stati membri. 

Può fornire un esempio di come l’SST/SRSP contribuisca alle transizioni verde e digitale? 

  • Transizione verde: sostenere la transizione verde nei Paesi Bassi

La Commissione offre sostegno ai Paesi Bassi per le riforme relative all’idrogeno. La strategia dell’UE sull’idrogeno sottolinea che l’idrogeno a basse emissioni di carbonio potrebbe svolgere un ruolo importante nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per conseguire la crescita prevista delle applicazioni dell’idrogeno nell’UE e nei Paesi Bassi, i progetti pilota sono importanti per raccogliere informazioni, aiutare le tecnologie a diventare mature e ridurre i costi. I processi di autorizzazione per i progetti pilota sull’idrogeno possono tuttavia essere lenti a causa della mancanza di conoscenze, ad esempio per quanto riguarda il comportamento dell’idrogeno in determinate applicazioni. La Commissione offrirà sostegno ai Paesi Bassi mediante l’elaborazione di orientamenti pratici sull’uso della precauzione nella transizione energetica e l’ampliamento della base di conoscenze per la regolamentazione dei rischi delle nuove applicazioni dell’idrogeno. Un altro progetto selezionato riguarda il trasporto marittimo verde, che applica la tecnologia delle celle a combustibile alla flotta mercantile olandese. Entrambi i progetti riguardano le riforme all’avanguardia nella politica dell’energia pulita e forniscono un forte valore aggiunto dell’UE, producendo e condividendo risultati che potrebbero essere rilevanti per altri Stati membri dell’UE.

  • Sostegno multinazionale alle pratiche di bilancio verdi

La comunicazione sul Green Deal riconosce che i bilanci nazionali svolgono un ruolo chiave nella transizione verde. Un maggior ricorso a strumenti di bilancio verdi ha il potenziale di riorientare gli investimenti pubblici, i consumi e la tassazione verso le priorità verdi, abbandonando le sovvenzioni dannose. In tale contesto l’SST svilupperà la capacità di introdurre uno strumento di bilancio verde in 18 Stati membri attraverso una formazione su misura. Questo tempestivo intervento di formazione fa parte degli sforzi della Commissione di sostenere gli Stati membri nell'”inverdimento” delle finanze pubbliche ed è collegato al quadro di riferimento per il bilancio verde elaborato dalla Commissione (DG ECFIN) nonché ai requisiti stabiliti per i piani di ripresa e resilienza degli Stati membri.

  • Transizione digitale: sostegno alla strategia in materia di TIC e modernizzazione dell’amministrazione pubblica in Spagna

La Commissione sostiene la Spagna nello sviluppo del piano digitale spagnolo 2025 che promuove la trasformazione digitale del paese che costituisce una delle forze motrici fondamentali per rilanciare la crescita economica, aumentare la produttività e di conseguenza sfruttare tutte le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti e trasformative. Il sostegno si concentrerà sulla trasformazione digitale della pubblica amministrazione, dando seguito a raccomandazioni strategiche e tecniche sulla pianificazione della realizzazione degli investimenti. I lavori comprenderanno anche un’analisi delle migliori pratiche per la diffusione di strategie digitali negli Stati membri dell’UE e una strategia di comunicazione per garantire la partecipazione dei portatori di interessi.

  • Transizione digitale: garantire un’istruzione superiore digitale di qualità in Ungheria

La pandemia di coronavirus ha evidenziato l’urgente necessità di modernizzare e internazionalizzare l’istruzione superiore in Ungheria. Durante la crisi alcuni istituti di istruzione superiore hanno fatto del loro meglio per adattarsi e hanno accelerato la transizione digitale. Tuttavia la qualità dell’istruzione digitale varia ancora molto nel paese e restano necessari ulteriori sforzi per garantire che la digitalizzazione non vada a scapito della qualità. La garanzia della qualità è uno dei fondamenti della creazione e dell’applicazione di un sistema efficace e sostenibile di apprendimento/insegnamento/ricerca digitale. Il sostegno della Commissione, che si basa sulla cooperazione esistente, apporterà competenze internazionali per sviluppare le capacità delle autorità ungheresi di progettare un quadro di garanzia della qualità insieme agli istituti di istruzione superiore e agli altri portatori di interessi. Il sostegno contribuirà pertanto in modo significativo alla trasformazione digitale dell’istruzione superiore in Ungheria nonché al miglioramento della qualità, dell’impatto e della sostenibilità di tale trasformazione.  

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

Compromesso su bilancio lungo termine UE: PE ottiene 16 miliardi in più per programmi chiave

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  • Importanti integrazioni ai programmi faro dell’UE come Salute, Ricerca, Erasmus+
  • Concordata tabella di marcia vincolante per l’introduzione di nuove risorse UE
  • Rafforzato ruolo del Parlamento nel controllo dei finanziamenti per la ripresa
  • Disposizioni più forti garantite per la biodiversità e l’uguaglianza di genere

I negoziatori del Parlamento e la Presidenza del Consiglio hanno raggiunto un compromesso che delinea un accordo politico sul futuro finanziamento dell’UE.

Dopo 10 settimane di intense negoziazioni, martedì pomeriggio i deputati che negoziano in nome del Parlamento hanno concordato con la Presidenza del Consiglio le linee guida per un accordo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027 – MFF in inglese) e sulle nuove risorse proprie. Il compromesso deve essere ancora approvato da entrambe le istituzioni.
Il Parlamento ha ottenuto, nel compromesso, 16 miliardi di euro in aggiunta al pacchetto concordato dai capi di Stato e di governo al Vertice di luglio. Di questi, 15 miliardi di euro rafforzeranno i programmi faro dell’UE per proteggere i cittadini dall’attuale pandemia Covid-19, fornire opportunità alla prossima generazione e preservare i valori europei, mentre il restante miliardo di euro andrà ad aumentare la flessibilità di bilancio per far fronte a possibili esigenze e a crisi future.
La massima priorità del Parlamento è stata quella di garantire aumenti per i programmi faro che rischiano di essere sottofinanziati, secondo l’accordo del Consiglio europeo del luglio 2020, e di mettere a repentaglio gli impegni e le priorità dell’UE, in particolare il Green Deal e l’Agenda digitale.
I fondi aggiuntivi saranno attinti principalmente da importi provenienti da multe per la violazione della concorrenza leale (che le aziende devono pagare quando non rispettano le regole dell’UE), in linea con la richiesta originale del Parlamento che i fondi generati dall’Unione rimangano nel bilancio dell’UE.
Grazie a questo compromesso, in termini reali, il Parlamento europeo, tra l’altro, triplica la dotazione per EU4Health, garantisce l’equivalente di un anno supplementare di finanziamento per Erasmus+ e assicura che i finanziamenti per la ricerca continuino ad aumentare.


Nuove risorse proprie

I negoziatori di entrambi le istituzioni hanno accettato il principio secondo cui i costi a medio e lungo termine del rimborso del debito che deriverà dal Fondo di ripresa non devono andare a scapito di programmi di investimento già esistenti, né devono tradursi in contributi più elevati da parte degli stati membri. Pertanto, i negoziatori del PE hanno elaborato una tabella di marcia per l’introduzione di nuove risorse proprie nei prossimi sette anni.
Tale tabella di marcia è integrata nell'”Accordo interistituzionale”, un testo giuridicamente vincolante. Oltre al contributo basato sull’uso della plastica a partire dal 2021, la tabella di marcia prevede una risorsa propria basata sul sistema di scambio delle quote di emissione di carbonio (ETS) (dal 2023, eventualmente collegata a un meccanismo di adeguamento), un prelievo digitale (dal 2024), nonché una risorsa propria basata su una imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) e un contributo finanziario legato al settore delle imprese o una nuova base imponibile comune per l’imposta sulle società (dal 2026).


Controlli su come saranno spesi i fondi UE

Per quanto riguarda la spesa dei fondi UE, il Parlamento ha assicurato che le tre istituzioni si riuniranno regolarmente per valutare l’attuazione dei fondi messi a disposizione. La spesa sarà effettuata in modo trasparente e il Parlamento, insieme al Consiglio, controllerà eventuali scostamenti dai piani nazionali precedentemente concordati.
Lo strumento UE di ripresa (Next Generation EU) si basa su un articolo del Trattato UE (art. 122 del TFUE) che non prevede alcun ruolo per il Parlamento europeo. I negoziatori del PE hanno ottenuto una nuova procedura, che istituisce un “dialogo costruttivo” col Consiglio, sulla base di una valutazione della Commissione, al fine di concordare le implicazioni di bilancio di qualsiasi nuovo atto proposto sulla base dell’articolo 122.


Questioni orizzontali: obiettivi di biodiversità e pari opportunità

Ci sarà un monitoraggio rafforzato sul rispetto degli obiettivi in tema di clima e biodiversità, al fine di garantire che almeno il 30% dell’importo totale del bilancio dell’Unione e delle spese dell’UE per la ripresa sostenga gli obiettivi climatici. Inoltre, è stato inserito l’obiettivo di raggiungere il 7,5% della spesa annuale dedicata agli obiettivi della biodiversità a partire dal 2024 e il 10% a partire dal 2026.
Un’altra priorità orizzontale del nuovo QFP sarà la promozione della parità di genere, accompagnata da un’approfondita valutazione dell’impatto di genere dei programmi comunitari.


Citazioni

Le dichiarazioni (in inglese) dei negoziatori del Parlamento in seguito al compromesso sono disponibili qui


Contesto

Il compromesso raggiunto tra i deputati e la Presidenza del Consiglio deve essere ancora approvato dal Consiglio e dal Presidente e dai capigruppo del Parlamento, e sarà poi sottoposto al voto della commissione parlamentare per i bilanci e, successivamente, in Plenaria.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO

Consiglio europeo (17-21 luglio 2020): accordo raggiunto sul QFP post 2020 e sul Next Generation EU

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Durante il summit svoltosi dal 17 al 21 luglio scorsi, i capi di Stato e di governo dell’UE hanno raggiunto l’accordo sul Quadro Finanziario Pluriennale per il periodo 2021-2027 e sul Next Generation EU.

Il testo integrale dell’accordo è consultabile qui.

Futuro finanziamento e ripresa UE: i deputati valutano i risultati del Summit

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I deputati discuteranno, giovedì dalle 9.30, i risultati del Consiglio europeo del 17-21 luglio con i Presidenti di Consiglio e Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen.

Sempre giovedì, a conclusione del dibattito della sessione plenaria straordinaria in programma dalle 9:30 alle 12:30, i deputati adotteranno una risoluzione sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), sul sistema di risorse proprie e sul Piano di ripresa per l’Europa.
Martedì, nel commentare i risultati del Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo del 17-21 luglio a Bruxelles, il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha dichiarato: “Dopo giorni di discussioni i cittadini europei si aspettano una conclusione all’altezza di questa fase storica. Siamo preoccupati per un futuro che mortifichi la solidarietà europea e il metodo comunitario. Il Parlamento europeo ha indicato le proprie priorità e si aspetta che vengano rispettate. Il Quadro finanziario pluriennale deve assicurare nel medio periodo la copertura adeguata delle principali sfide europee, come il green deal, la digitalizzazione, la resilienza e la lotta alle disuguaglianze.”
“Occorrono subito nuove risorse proprie e una efficace difesa dei principi dello stato di diritto. Inoltre, il Parlamento ha più volte chiesto la soppressione dei rebates. Senza queste condizioni il Parlamento non darà il proprio consenso. Il Covid 19 non si è esaurito e ci sono nuovi focolai in Europa. È più che mai necessario agire presto e con coraggio”, ha aggiunto.


Prossime tappe

Il Consiglio finalizzerà ora il suo mandato per avviare i negoziati con il Parlamento su QFP 2021-2027, riforma delle risorse proprie e piano di ripresa. Il Parlamento avrà l’ultima parola sul QFP prima della sua entrata in vigore. L’attuale bilancio pluriennale scade il 31 dicembre 2020.
I deputati definiranno le loro condizioni in Plenaria, nella risoluzione di giovedì. Il team negoziale del Parlamento europeo avvierà il prima possibile i negoziati con la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO

Il momento dell’Europa: riparare e preparare per la prossima generazione

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La Commissione europea ha presentato oggi la proposta relativa a un piano di ripresa di ampio respiro. La ripresa dev’essere sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri: a questo fine la Commissione propone di varare un nuovo strumento per la ripresa, Next Generation EU, incorporato in un bilancio dell’UE a lungo termine rinnovato, potente e moderno. La Commissione ha inoltre presentato il programma di lavoro 2020 adattato, in cui è data priorità agli interventi necessari per sospingere la ripresa e aiutare la resilienza dell’Europa.

Il coronavirus ha sconvolto l’Europa e il mondo, mettendo alla prova i sistemi sanitari e previdenziali, le nostre società, le nostre economie e il nostro modo di vivere e lavorare insieme. Per tutelare la vita umana e i mezzi di sostentamento, per riparare il mercato unico e per costruire una ripresa duratura e prospera, la Commissione propone di liberare tutte le potenzialità del bilancio dell’UE. Con i 750 miliardi di € di Next Generation EU e il potenziamento mirato del bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027, la potenza di fuoco complessiva del bilancio dell’UE arriverà a 1 850 miliardi di €.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Con il piano per la ripresa trasformiamo l’immane sfida di oggi in possibilità, non soltanto aiutando l’economia a ripartire, ma anche investendo nel nostro futuro: il Green Deal europeo e la digitalizzazione stimoleranno l’occupazione e la crescita, la resilienza delle nostre società e la salubrità dell’ambiente che ci circonda. Il momento dell’Europa è giunto: La nostra determinazione dev’essere all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Next Generation EU ci permette di dare una risposta ambiziosa.

Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio dell’UE, ha dichiarato: “Il nostro bilancio comune è il perno del piano per la ripresa dell’Europa. Grazie alla potenza di fuoco supplementare messa a disposizione da Next Generation EU e grazie al rafforzamento del quadro finanziario pluriennale saremo in grado di mostrare la forza della solidarietà a sostegno degli Stati membri e dell’economia. Insieme, l’Europa si risolleverà più competitiva, più resiliente e più sovrana di prima.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, ha dichiarato: “La ripresa avrà bisogno di una direzione politica forte. Adattando il programma di lavoro alla nuova realtà dimostriamo la volontà di far convergere tutte le nostre iniziative verso l’obiettivo del superamento della crisi, del rilancio dell’economia europea e del saldo instradamento dell’Unione su un percorso di ripresa resiliente, sostenibile ed equa. Potremo così risollevarci più forti di prima.

INVESTIRE PER LE GENERAZIONI FUTURE

Andando a integrare gli sforzi nazionali, il bilancio dell’UE occupa una posizione privilegiata per dare equità alla ripresa socioeconomica, riparare e rilanciare il mercato unico, garantire condizioni di parità e sostenere quegli investimenti urgenti, in particolare nella transizione verde e digitale, che sono la chiave della prosperità e della resilienza dell’Europa in futuro.

Next Generation EU reperirà risorse finanziarie grazie all’innalzamento temporaneo del massimale delle risorse proprie al 2,00 % del reddito nazionale lordo dell’UE, il che consentirà alla Commissione, forte del suo elevato rating creditizio, di contrarre sui mercati finanziari prestiti per 750 miliardi di €. Questi finanziamenti supplementari saranno convogliati verso i programmi dell’UE; il loro rimborso sarà spalmato nei futuri bilanci dell’UE sull’arco di un lungo periodo, con inizio non prima del 2028 e completamento non oltre il 2058. L’obiettivo dev’essere perseguito all’insegna dell’equità e della condivisione, e per questo la Commissione propone varie risorse proprie nuove. Per mettere a disposizione i fondi il prima possibile così da poter rispondere ai bisogni più urgenti, la Commissione propone una modifica dell’attuale quadro finanziario pluriennale 2014-2020 al fine di provvedere già nel 2020 risorse per ulteriori 11,5 miliardi di €.

I fondi reperiti da Next Generation EU s’incanaleranno in tre pilastri.

1. Sostegno agli Stati membri per investimenti e riforme

  • Un nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza da 560 miliardi di € offrirà sostegno finanziario per investimenti e riforme, anche nell’ottica della transizione verde e digitale e per la resilienza delle economie nazionali, assicurandone il collegamento con le priorità dell’UE. Il dispositivo, che sarà integrato nel semestre europeo, avrà una capacità di sovvenzionamento che potrà arrivare a 310 miliardi di € e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a un massimo di 250 miliardi di €.Tutti gli Stati membri avranno accesso al sostegno, che tuttavia si concentrerà verso quelli che sono stati colpiti più duramente e in cui più acuto è il bisogno di aumentare la resilienza.
  • Gli attuali programmi della politica di coesione riceveranno 55 miliardi di € in più da qui al 2022 nell’ambito della nuova iniziativa REACT-UE; i fondi così reperiti saranno assegnati in funzione della gravità delle conseguenze socioeconomiche della crisi, tra cui il livello di disoccupazione giovanile e la prosperità relativa degli Stati membri. 
  • Il proposto potenziamento del Fondo per una transizione giusta con un importo che potrà arrivare a 40 miliardi di € aiuterà gli Stati membri ad accelerare l’approdo alla neutralità climatica.
  • Un rinforzo di 15 miliardi di € per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale aiuterà le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti ai fini del Green Deal europeo e a centrare gli ambiziosi obiettivi delle nuove strategie sulla biodiversità e “Dal produttore al consumatore”.

2. Rilanciare l’economia dell’UE incentivando l’investimento privato

  • Un nuovo strumento di sostegno alla solvibilità mobiliterà risorse private al fine di aiutare con urgenza le imprese europee economicamente sostenibili che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti.Lo strumento, in grado di essere operativo fin dal 2020, avrà in dotazione 31 miliardi di € e mirerà a reperire sostegno alla solvibilità per 300 miliardi di € a favore delle imprese di tutti i settori economici e a prepararle all’economia più pulita, digitale e resiliente del futuro.
  • Il potenziamento di InvestEU, il programma faro d’investimento europeo, fino a concorrenza di 15,3 miliardi di € permetterà di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l’Unione.
  • Un nuovo dispositivo per gli investimenti strategici incorporato in InvestEU genererà, grazie al contributo di 15 miliardi di € di Next Generation EU, investimenti per un importo fino a 150 miliardi di € nel miglioramento della resilienza dei settori strategici, specie quelli collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.

3. Trarre insegnamento dalla crisi

  • Il nuovo programma per la salute EU4Health, forte di una dotazione di 9,4 miliardi di €, potenzierà la sicurezza sanitaria e permetterà di prepararsi alle crisi sanitarie del futuro.
  • Grazie a un rinforzo di 2 miliardi di €, il meccanismo di protezione civile dell’Unione RescEU sarà ampliato e potenziato così da attrezzare l’Unione per le crisi future e permetterle di farvi fronte.
  • Orizzonte Europa riceverà 94,4 miliardi di €, potenziamento che gli permetterà di finanziare attività essenziali di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale.
  • Per sostenere i suoi partner nel mondo, l’Unione assegnerà una dotazione supplementare di 16,5 miliardi di € all’azione esterna, assistenza umanitaria compresa
  • Saranno potenziati altri programmi dell’UE per allineare completamente il futuro quadro finanziario ai bisogni della ripresa e alle priorità strategiche.Saranno rafforzati altri strumenti per aumentare la flessibilità e la reattività del bilancio dell’UE.

Solo se sarà possibile giungere celermente, entro luglio, a un accordo politico in sede di Consiglio europeo su Next Generation EU e sul bilancio complessivo dell’UE per il periodo 2021-2027, s’imprimerà un rinnovato dinamismo alla ripresa e si potrà dotare l’UE di un potente strumento per far ripartire l’economia e costruire per il futuro.

FONDAMENTI POLITICI DELLA RIPRESA

Rilanciare l’economia non significa tornare alla situazione precedente la crisi, bensì compiere un balzo in avanti. Dobbiamo riparare i danni a breve termine causati dalla crisi in modo da investire anche nel nostro futuro a lungo termine. Le risorse finanziarie reperite tramite Next Generation EU convoglieranno verso i programmi dell’Unione nel rinnovato bilancio a lungo termine dell’UE.

Green Deal europeo in quanto strategia dell’UE per la ripresa:

  • imponente ondata di ristrutturazioni del parco immobiliare e delle infrastrutture e più economia circolare, con conseguente creazione di occupazione a livello locale;
  • realizzazione di progetti basati sulle energie rinnovabili, in particolare eolica e fotovoltaica, e partenza in Europa di un’economia pulita dell’idrogeno;
  • trasporti e logistica più puliti, compresa l’installazione di un milione di punti di ricarica per veicoli elettrici, e stimolo del trasporto ferroviario e della mobilità pulita nelle città e regioni d’Europa;
  • rafforzamento del Fondo per una transizione giusta per sostenere la riconversione professionale, così da aiutare le imprese a creare nuove possibilità economiche.

Rafforzamento del mercato unico adattandolo all’era digitale:

  • investimenti in una maggiore e migliore connettività, specie in termini di rapida diffusione delle reti 5G;
  • maggiore presenza industriale e tecnologica nei settori strategici, non da ultimo intelligenza artificiale, cibersicurezza, supercalcolo, cloud;
  • costruzione di un’autentica economia basata sui dati che funga da volano per l’innovazione e la creazione di posti di lavoro.
  • maggiore ciberresilienza.

Una ripresa equa ed inclusiva per tutti:

  • tramite il regime europeo a breve termine di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione (SURE), disponibilità di 100 miliardi di € per sostenere lavoratori e imprese;
  • competenze digitali per tutti i cittadini dell’UE tramite un’agenda per le competenze per l’Europa e un piano d’azione per l’istruzione digitale;
  • salari minimi equi e misure vincolanti di trasparenza delle retribuzioni per aiutare i lavoratori vulnerabili, in particolare le donne;
  • intensificazione delle attività della Commissione europea di contrasto dell’evasione fiscale, aiutando gli Stati membri a recuperare entrate.

COSTRUIRE UN’UE PIÙ RESILIENTE

L’Europa deve rafforzare l’autonomia strategica in vari settori specifici, tra cui le catene del valore strategiche e il rafforzamento dei controlli sugli investimenti esteri diretti. Per migliorare la preparazione alle crisi e la relativa gestione la Commissione rafforzerà l’Agenzia europea per i medicinali e attribuirà al Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) un ruolo più incisivo nel coordinamento della risposta medica alle crisi.

La ripresa deve imprescindibilmente basarsi sui diritti fondamentali e sul totale rispetto dello stato di diritto. Qualsiasi misura d’emergenza dev’essere limitata nel tempo e rigorosamente proporzionata alla situazione. La Commissione includerà la valutazione nella prima relazione prevista nell’ambito del meccanismo per lo stato di diritto.

Da questa crisi si può e si deve trarre insegnamento, ma questo sarà possibile soltanto con il coinvolgimento dei cittadini, delle comunità, delle città d’Europa. Nel mondo che uscirà dalla crisi del coronavirus la conferenza sul futuro dell’Europa svolgerà una funzione importante di ulteriore consolidamento delle fondamenta democratiche dell’Unione.

LEADERSHIP RESPONSABILE NEL MONDO

L’Unione è intenzionata a svolgere un ruolo trainante nelle iniziative internazionali mirate a una ripresa realmente mondiale, in particolare coordinandosi con le Nazioni Unite, il G20 e il G7, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e l’Organizzazione internazionale del lavoro. L’UE manterrà una collaborazione particolarmente stretta con i paesi del suo vicinato immediato orientale e meridionale e con i partner in Africa.

CONTESTO

Nella dichiarazione comune adottata il 26 marzo 2020 i membri del Consiglio europeo hanno invitato la Commissione ad approntare una strategia di uscita coordinata, un piano di rilancio globale e investimenti senza precedenti, così da poter tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrando, tra l’altro, la transizione verde e la trasformazione digitale. In base a tale mandato i presidenti della Commissione e del Consiglio hanno presentato il 15 aprile, come primo passo, una tabella di marcia europea per revocare le misure di contenimento del coronavirus. Basato su una proposta rinnovata di prossimo bilancio a lungo termine dell’UE e sull’aggiornamento del programma di lavoro della Commissione per il 2020, il pacchetto odierno concreta la seconda parte del mandato presentando un piano globale per la ripresa.

L’UE ha già dato una risposta collettiva coordinata e potente per attutire il colpo che la crisi del coronavirus ha inferto all’economia: ha allentato i criteri in materia di bilancio e di aiuti di Stato per lasciare più margine di manovra agli Stati membri, sta usando ogni euro disponibile nel bilancio per sostenere il settore sanitario, i lavoratori e le imprese e mobilita risorse finanziarie dai mercati per aiutare a salvare posti di lavoro.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

La comunicazione della Commissione “The EU budget powering the recovery plan for Europe è consultabile qui e l’allegato qui, entrambi in inglese. La comunicazione contiene il prospetto delle allocazioni finanziarie del QFP 2021-2027 per priorità/programma, tra cui quelle destinate al capitolo Natural Resources and Environment (a prezzi correnti ed a prezzi 2018).

Bilancio a lungo termine: piano di emergenza per garantire continuità fondi UE

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Secondo i deputati, l’attuale crisi sanitaria richiede un intervento urgente contro il rischio che il prossimo bilancio a lungo termine UE non entri in vigore il 1° gennaio 2021.

  • Rischio di perturbazione dei finanziamenti se non si raggiunge in tempo l’accordo sul bilancio a lungo termine 
  • I deputati chiedono alla Commissione di presentare un piano di emergenza per garantire la continuità dei finanziamenti UE post COVID-19

 

Mercoledì, i deputati hanno adottato una risoluzione legislativa in cui si chiede alla Commissione europea di presentare una proposta per un piano d’emergenza del QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) entro il 15 giugno 2020.

La risoluzione è stata approvata con 616 voti favorevoli, 29 contrari e 46 astensioni.

Anche se gli attuali massimali di bilancio sarebbero automaticamente estesi qualora l’anno prossimo non ci fosse un nuovo QFP, molti programmi risulterebbero comunque in scadenza alla fine del 2020, ad esempio Erasmus o i programmi di coesione e di ricerca.

L’obiettivo della proposta è quello di fornire una rete di sicurezza per cittadini, regioni, città, agricoltori, università e imprese che beneficiano dei programmi UE ed escludere il rischio che l’attuale QFP e i relativi programmi siano interrotti o estesi in modo disordinato.

Focalizzarsi sulle conseguenze del COVID-19

Secondo i deputati, il piano dovrebbe riorientare temporaneamente le risorse in bilancio per affrontare e mitigare le immediate conseguenze economiche e sociali dell’epidemia COVID-19 e per aiutare la ripresa, aggiungendo flessibilità e finanziamenti, come già fatto con il budget di quest’anno.

Il 17 aprile, il Parlamento europeo ha chiesto un massiccio pacchetto di misure per la ripresa e la ricostruzione che prevede un aumento del QFP. Secondo la risoluzione legislativa approvata oggi, il piano di emergenza fornirebbe una base migliore rispetto a un QFP tardivo o inadeguato alle priorità politiche alla ripresa dell’Unione Europea.

Citazioni

Il correlatore Jan Olbrycht (PPE, PL) ha dichiarato: “La situazione attuale richiede soluzioni straordinarie. Temiamo che il nuovo QFP 2021-2027 non sia pronto in tempo a causa dei gravi ritardi accumulati. Pertanto, esortiamo la Commissione europea a proporre un piano di emergenza per il bilancio del prossimo anno. In tempi di crisi e di instabilità, i beneficiari del bilancio UE dovrebbero avere una visione chiara del prossimo anno. I membri del Parlamento europeo sono alla ricerca di tutte le soluzioni possibili per garantire la stabilità del bilancio dell’UE”.

La correlatrice Margarida Marques (S&D, PT) ha dichiarato: “I cittadini, le imprese e la società civile non capirebbero per quale ragione il 1° gennaio 2021 non ci sia un bilancio dell’UE. Se era già difficile accettarlo prima di questa pandemia, ora è molto più difficile, con il grave impatto del COVID-19 sulle famiglie, le scuole, le imprese e le economie.”

“Chiediamo alla Commissione europea di presentare in tempo una proposta ambiziosa di bilancio UE per i prossimi sette anni, con un Fondo di recupero vincolato che soddisfi le aspettative dei cittadini. La Commissione è già in ritardo nel presentare la sua nuova proposta. Il Consiglio europeo deve raggiungere un accordo e il Parlamento europeo deve dare il suo consenso. Ma non possiamo correre altri rischi. Chiediamo ancora una volta alla Commissione europea di presentare un piano d’emergenza. Questo piano deve essere efficace e fornire una rete di sicurezza per i beneficiari dei programmi UE”, ha aggiunto.

Contesto

Poiché l’attuale bilancio a lungo termine dell’UE termina il 31 dicembre 2020, l’UE ha bisogno di un nuovo orizzonte di pianificazione di bilancio per i prossimi sette anni. La Commissione UE ha presentato le sue proposte per il prossimo QFP 2021-2027 nel maggio 2018 e ha annunciato una nuova proposta, a maggio 2020, per tener conto della crisi sanitaria e delle sue implicazioni. Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione nel novembre 2018 e l’ha riconfermata nell’ottobre 2019. Il Consiglio non è ancora riuscito a trovare un accordo su una posizione comune.

Prossime tappe

La risoluzione legislativa è stata approvata dalla maggioranza dei deputati. Di conseguenza, la Commissione deve presentare una proposta pertinente oppure informare il Parlamento sui motivi di una mancata proposta, ai sensi dell’articolo 225 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Dopo la sua approvazione come Presidente della Commissione da parte del Parlamento nel luglio scorso, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato: “quando quest’Aula, deliberando a maggioranza dei suoi membri, adotta risoluzioni che chiedono alla Commissione di presentare proposte legislative, mi impegno a rispondere con un atto legislativo nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità, di sussidiarietà e del legiferare meglio”.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO

Discorso della Presidente von der Leyen al Parlamento europeo sul nuovo QFP, sulle risorse proprie e sul piano per la ripresa

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Nei 70 anni trascorsi dalla dichiarazione Schuman, le crisi e le sfide non sono state estranee all’Europa. Sotto molti punti di vista, da sempre il motto dell’Europa non è stato soltanto  «uniti nella diversità» ma anche «uniti nell’avversità».

E oggi,

in questo periodo di avversità,

e in risposta a questa crisi

l’Europa ha più che mai

bisogno di unità, determinazione e ambizione.

Ed è in questo spirito

che la Commissione sta lavorando ad un piano ambizioso di rilancio per l’Europa

– proprio come state chiedendo voi oggi nella vostra risoluzione.

Onorevoli deputati,

tutti noi sappiamo perché occorre agire.

E nel corso delle ultime settimane

mi avete sentito spesso dire cosa deve fare l’Europa.

Oggi intendo affrontare il come.

Vi voglio presentare l’architettura e le caratteristiche principali

dell’ambizioso piano di rilancio per l’Europa sul quale stiamo lavorando.

Ma per procedere

dobbiamo innanzitutto

capire bene l’anatomia di questa crisi del tutto particolare.

Abbiamo già assistito a periodi di rallentamento economico

ma non abbiamo mai dovuto affrontare un blocco delle attività economiche come negli ultimi tre mesi.

Le nostre economie sono in sospeso.

Le catene di approvvigionamento sono state sconvolte e la domanda è crollata.

E la verità è che

non torneremo alla normalità tanto presto.

Le nostre economie e le nostre società ripartiranno lentamente, con cautela e gradualità.

Finché le scuole rimarranno chiuse

la maggior parte dei genitori dovrà continuare a lavorare da casa.

E finché le misure di distanziamento sociale rimarranno giustamente in vigore

le imprese dovranno ripensare l’ambiente e le modalità di lavoro.

In altri termini:

ne usciremo, ma ci vorrà del tempo.

Secondo punto:

Il virus che ha colpito gli Stati membri è lo stesso

ma la capacità di farvi fronte e assorbire lo shock è molto diversa.

Per fare un esempio, i paesi e le regioni in cui le economie si basano su servizi a contatto diretto con i clienti

– come il turismo o la cultura –

hanno pagato il prezzo più alto.

Non dovremmo nemmeno dimenticare

che chi è stato colpito per primo dal virus è stato spesso anche colpito più pesantemente.

Perché è stata l’esperienza dolorosa di Italia e Spagna e la totale trasparenza

con la quale hanno gestito la pandemia

che ha aiutato gli altri a prepararsi all’impatto.

Terzo:

Ogni Stato membro ha sostenuto i lavoratori e le imprese al meglio delle sue possibilità

– in larga misura grazie alla rapidità e all’efficacia dell’intervento a livello europeo.

Abbiamo attivato la clausola di salvaguardia generale e concesso piena flessibilità riguardo alle normative dell’Unione che disciplinano i finanziamenti e gli aiuti di Stato.

Ma è anche vero che ogni Stato membro ha un diverso margine di bilancio,

per cui il ricorso agli aiuti di Stato varia notevolmente da un paese all’altro.

Iniziamo ora ad osservare una certa disparità di condizioni all’interno del mercato unico.

Per questo motivo

  •      dobbiamo sostenere quanti ne hanno maggior bisogno
  •      dobbiamo dare impulso agli investimenti e alle riforme
  •      e dobbiamo rafforzare le nostre economie puntando su priorità comuni

quali il Green Deal europeo, la digitalizzazione e la resilienza.

E poiché si tratta di una ripresa europea incentrata su priorità europee,

è essenziale che il Parlamento europeo svolga appieno il suo ruolo.

Dal mio punto di vista, è fuori di dubbio che questo Parlamento deve assicurare la responsabilità democratica

e prendere posizione sull’intero pacchetto per la ripresa

– esattamente come fa per il bilancio dell’Unione.

Ed è da qui che partiamo oggi.

Onorevoli deputati,

Il pacchetto per la ripresa consta di due parti.

In primo luogo, il bilancio europeo – il QFP che conoscete bene.

In secondo luogo, in aggiunta alla dotazione di bilancio, uno strumento per il rilancio finanziato con un margine più ampio.

Questo margine stabilisce l’importo massimo dei prestiti che la Commissione può

contrarre sui mercati dei capitali

con la garanzia degli Stati membri.

E, cosa ancora più importante,

la dotazione del fondo per la ripresa sarà interamente erogata attraverso programmi UE.

Per questo motivo

– lo ribadisco –

il Parlamento europeo potrà dire la sua su come viene spesa la dotazione destinata alla ripresa esattamente come fa per la dotazione del QFP.

Ora, dove va questo denaro?

La spesa si articolerà intorno a tre pilastri.

  1.          
    Il primo pilastro è destinato a sostenere gli Stati membri perché possano riprendersi e uscire ancora più forti dalla crisi.

Il grosso della dotazione sarà speso nell’ambito di questo primo pilastro per un nuovo strumento a favore della ripresa e della resilienza,

destinato a finanziare investimenti pubblici e riforme essenziali in linea con le nostre priorità europee:

la duplice transizione verso un’Europa climaticamente neutra e un’Europa resiliente e digitalizzata.

Ciò sarà realizzato nell’ambito del semestre europeo.

Questo strumento sarà messo a disposizione di tutti gli Stati membri, a prescindere dalla loro appartenenza alla zona euro

– e andrà a sostenere le parti dell’Unione che sono state maggiormente colpite

e in cui è più forte il bisogno di resilienza.

Nell’ambito del primo pilastro, la Commissione proporrà una dotazione integrativa per la coesione

che andrà ad aggiungersi a quella normalmente prevista nell’ambito del QFP.

L’assegnazione di queste risorse integrative terrà conto della gravità delle ripercussioni economiche e sociali della crisi.

Il secondo pilastro è volto a rilanciare l’economia e aiutare gli investimenti privati a rimettersi in marcia.

Sapevamo già, prima della crisi,

che abbiamo anche bisogno di ingenti investimenti privati nei settori e nelle tecnologie fondamentali:

dallo standard 5G all’intelligenza artificiale,

dall’idrogeno pulito all’energia rinnovabile offshore.

La crisi che attraversiamo ha solo reso queste esigenze più acute di quanto lo fossero prima.

Pertanto rafforzeremo il programma InvestEU.

Introdurremo inoltre per la prima volta un nuovo meccanismo strategico per gli investimenti.

Esso contribuirà agli investimenti nelle principali catene del valore fondamentali per la nostra resilienza e autonomia strategica futura,

ad esempio nel settore farmaceutico.

L’Europa deve essere in grado di produrre direttamente i farmaci di importanza vitale.

Ma per tutto ciò,

abbiamo bisogno di imprese sane in cui investire.

Per questo proporremo anche un nuovo strumento per la solvibilità.

Esso contribuirà a far fronte alle esigenze di ricapitalizzazione delle imprese sane

che sono state esposte a rischi

a seguito del blocco di tutte le attività

– ovunque siano stabilite in Europa.

Infine, il terzo pilastro consiste nell’imparare gli insegnamenti più immediati della crisi.

Nel corso degli ultimi mesi,

abbiamo capito cosa è importante,

cosa ha funzionato bene

e cosa deve essere migliorato.

Rafforzeremo i programmi che hanno dimostrato la loro utilità durante la crisi,

quali RescEU o Orizzonte Europa.

Creeremo un nuovo programma specificamente dedicato alla salute.

E faremo in modo

di essere in grado di sostenere i nostri partner

rafforzando i nostri strumenti per la politica di vicinato, la cooperazione allo sviluppo e la cooperazione internazionale

nonché per l’assistenza preadesione.

Onorevoli deputati,

In sintesi, così si presenterà lo strumento per la ripresa:

  •      Sarà incentrato sui settori in cui vi è la maggiore necessità e il maggiore potenziale.
  •      Lo strumento per la ripresa è di breve durata e si concentra sui primi anni della ripresa.
  •      Includerà sovvenzioni –
  •      ed anche la possibilità di anticipare parte dell’investimento già quest’anno.

applicando modelli di finanziamento comprovati

sulla base di garanzie nazionali.

Lo strumento per la ripresa integrerà le tre importanti reti di sicurezza

approvate dai leader in aprile,

  •      il programma SURE,
  •      e i finanziamenti disponibili dalla Banca europea per gli investimenti
  •      e dal meccanismo europeo di stabilità.

Insieme al nostro prossimo QFP,

questa sarà l’ambiziosa risposta alle esigenze dell’Europa.

Una risposta che comprenderà nuove risorse proprie

di cui abbiamo bisogno per il nostro bilancio

– proprio come aveva proposto la Commissione nel 2018.

Una risposta che rifletta i nostri valori comuni con un meccanismo atto a proteggere lo Stato di diritto.

Una risposta basata sulla necessità,

ma concepita per il futuro.

Ciò rafforza la solidarietà tra i paesi e le persone;

così come tra le generazioni.

Prima o poi i nostri scienziati e ricercatori troveranno un vaccino contro il coronavirus.

Ma non c’è vaccino contro i cambiamenti climatici.

Per questo motivo l’Europa deve ora investire in un futuro pulito.

I nostri investimenti per la ricostruzione saranno fatti a caro prezzo.

Vale a dire l’aumento dell’onere del debito.

Ma se dobbiamo aumentare il debito:

che i nostri figli dovranno pagare in futuro,

il minimo che possiamo fare,

è usare il denaro per investire nel loro futuro;

affrontare i cambiamenti climatici

e ridurre la pressione sul clima.

e non solo fare piccoli miglioramenti.

Una volta superata la crisi non dobbiamo ricadere nei vecchi modelli,

non dobbiamo avviare la ripresa per ricostruire il modello economico di ieri.

Dovremmo invece ora cogliere coraggiosamente l’opportunità,

per costruire un’economia moderna, sana e pulita,

che assicuri il sostentamento della prossima generazione.

L’Unione europea non può, da sola, curare tutte le ferite

che questa crisi lascerà dietro di sé.

Ma noi assumiamo la nostra parte di responsabilità

riequilibrando gli oneri tra gli Stati membri –

e garantendo nel contempo

che gli enormi sforzi che oggi facciamo abbiano ricadute positive anche per le giovani generazioni.

.

Questo è il nostro compito oggi,

e io sono convinta,

che un’Europa unita sarà all’altezza di questo compito.

Viva l’Europa!

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

“Fa fede solo il discorso pronunciato”

Domande e risposte sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE (QFP)

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Domande e risposte sul bilancio a lungo termine dell’UE, sul quadro finanziario pluriennale (spese dell’UE) e sulla riforma delle risorse proprie dell’UE (entrate dell’UE).

È iniziata la procedura per stabilire il prossimo bilancio a lungo termine dell’Unione europea per il periodo 2021-2027. Si tratta del futuro dell’Europa, di decidere se l’Unione debba fare di meno, lo stesso o di più per i suoi cittadini.

Il Parlamento europeo vuole una riforma del bilancio post 2020 che sia all’altezza dei suoi impegni politici e delle sue ambizioni per il futuro dell’Unione e che garantisca la continuità delle principali politiche dell’UE, come la politica regionale e quella agricola. Questo bilancio deve anche affrontare le sfide future per un’Europa più forte e sostenibile. Deve servire a promuovere la pace, la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e l’uguaglianza di genere, favorire il benessere, la crescita economica, l’occupazione di qualità, la solidarietà tra gli Stati membri e i cittadini e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Il bilancio dell’UE è principalmente un bilancio di investimento e non può presentare un deficit, il che lo rende unico nel suo genere. Circa il 93% del bilancio dell’Unione va a beneficio dei cittadini, delle regioni, delle città, degli agricoltori, delle università e delle imprese. Mentre le spese amministrative dell’Unione europea rappresentano meno del 7% del bilancio totale dell’Unione. L’adesione al mercato unico comporta ulteriori vantaggi economici, in particolare per gli Stati membri che dipendono fortemente dal commercio internazionale.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO

Qui è possibile consultare integralmente tutte le domande e rispose.

Bilancio a lungo termine: meglio nessun accordo che un cattivo accordo

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I deputati deplorano che gli Stati membri non siano pronti a fornire all’UE le risorse necessarie per affrontare le sfide dell’Unione europea.

  • Deludente il fallimento del recente Vertice sul bilancio UE 
  • Le attuali crisi sanitarie e migratorie dimostrano la necessità di un bilancio UE forte 
  • La proposta fallimentare sul tavolo del Consiglio avrebbe reso l’UE “irrilevante” 

Nel valutare la conclusione del recente Consiglio europeo, con gli Stati membri non ancora in grado di concordare una posizione comune sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027), i deputati hanno affermato come sia “meglio nessun accordo che un cattivo accordo”.

Hanno poi esortato la Commissione a presentare un piano di emergenza, in vista del ritardo che l’approvazione del prossimo bilancio a lungo termine dovrà inevitabilmente affrontare, per proteggere i beneficiari dei fondi UE, quali agricoltori, città, regioni, studenti, ricercatori, imprese e ONG.

Dopo che il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riconosciuto in Plenaria il fallimento del Vertice sul bilancio del 20-21 febbraio, i deputati hanno criticato la proposta messa sul tavolo dagli Stati membri, poiché avrebbe reso l’UE “irrilevante”.

Hanno definito la proposta “scandalosa”, soprattutto alla luce dell’attuale crisi al confine greco e dell’emergenza COVID-19, in quanto Michel aveva proposto, tra l’altro, dei tagli ai programmi di migrazione e di ricerca.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO