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Pubblicato il 24 gennaio 2023

Domande e risposte relative a un “New Deal” per gli impollinatori

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Perché è necessaria un’iniziativa europea riveduta sugli impollinatori?

In Europa, circa quattro specie su cinque di colture e flora selvatica dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale assicurata da migliaia di specie di insetti. I benefici tangibili che gli impollinatori apportano all’economia sono particolarmente visibili nella produzione alimentare, in quanto l’impollinazione animale contribuisce alla produzione agricola dell’UE per un importo che si stima pari ad almeno 5 miliardi di € all’anno. Per alcune colture il contributo degli impollinatori può arrivare a rappresentare la metà del valore di mercato dei prodotti. La maggior parte dei benefici essenziali apportati dagli impollinatori, tuttavia, non è quantificata, come pure il loro contributo alla sicurezza nutrizionale e al mantenimento della salute e della resilienza degli ecosistemi attraverso l’impollinazione delle piante selvatiche.

Eppure, negli ultimi decenni gli insetti impollinatori hanno subito una drastica diminuzione, per quanto riguarda sia la diversità che il numero e molti di essi sono minacciati di estinzione, mettendo così a rischio il funzionamento degli ecosistemi e, di conseguenza, le attività economiche e il benessere del genere umano che ne dipendono.

Nel 2018 l’UE ha adottato la prima iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori, che ha messo in atto strumenti strategici specifici per affrontare il declino degli impollinatori, ha promosso azioni intersettoriali e ha permesso di registrare progressi significativi nel monitoraggio degli impollinatori. L’iniziativa in parola ha integrato le misure a favore degli impollinatori presenti in diverse politiche dell’UE, in particolare le direttive Uccelli e Habitat, la legislazione dell’UE sui pesticidi, la politica agricola comune (PAC), la politica di coesione e la politica di ricerca e innovazione.

La revisione attuale fa seguito al riesame dei progressi compiuti nell’attuazione dell’iniziativa a favore degli impollinatori, del maggio 2021, dal quale è emerso che, per quanto l’iniziativa rimanga un valido strumento strategico, è necessario affrontare e risolvere diversi problemi per arrestare e invertire il declino degli impollinatori. Essa fa seguito inoltre alla relazione speciale della Corte dei conti europea sulle azioni dell’UE per la protezione degli impollinatori selvatici, che ha evidenziato lacune nelle strategie fondamentali messe in atto dall’UE per affrontare le principali minacce per gli impollinatori selvatici, sottolineando inoltre la necessità di integrare meglio le azioni volte a proteggere gli impollinatori selvatici nelle strategie dell’UE relative alla conservazione della biodiversità e all’agricoltura e di migliorare la protezione degli impollinatori selvatici dai pesticidi.

Come è quantificabile il declino degli impollinatori? In che modo sarà monitorato?

L’Europa e il mondo intero si trovano di fronte a una drastica diminuzione degli impollinatori selvatici. La popolazione di circa una specie su tre di api, farfalle e sirfidi è in declino. Inoltre una specie di api e farfalle su dieci e una specie di sirfidi su tre sono minacciate di estinzione. Sebbene queste cifre rappresentino già un campanello d’allarme, la verità è che non si dispone ancora del quadro completo del fenomeno. Ad esempio, per oltre la metà delle specie di api mancano dati per valutarne lo stato o delinearne l’andamento tendenziale.

Al fine di comprendere appieno la portata del problema, monitorare l’impatto delle politiche attuate e valutare l’eventuale conseguimento degli obiettivi strategici, è fondamentale disporre di un solido sistema di monitoraggio degli impollinatori. Per questo l’iniziativa riveduta dell’UE a favore degli impollinatori propone l’istituzione di un sistema di monitoraggio globale. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero concludere a breve i lavori finalizzati alla definizione di una metodologia di monitoraggio basata sulle opzioni tecniche possibili per un sistema di monitoraggio degli impollinatori a livello dell’UE (EU-PoMS). Gli Stati membri dovrebbero quindi attuare tale sistema al fine di consentire una raccolta sistematica dei dati. In questo modo potremo avere un quadro completo del problema e acquisire informazioni per valutare se il declino degli impollinatori sia stato invertito.

Inoltre, un solido sistema di monitoraggio a livello dell’UE consentirà di adottare misure efficaci di conservazione e ripristino per le popolazioni di impollinatori.

Quali sono le principali cause del declino degli impollinatori?

Le attuali conoscenze scientifiche indicano che non vi è un unico fattore alla base di tale declino. Tra le principali minacce indicate nella fondamentale relazione sugli impollinatori pubblicata dalla Piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e sui servizi ecosistemi (IPBES) figurano: il cambiamento della destinazione dei suoli, l’agricoltura intensiva e l’uso dei pesticidi, l’inquinamento ambientale, le specie esotiche invasive, gli agenti patogeni e i cambiamenti climatici. Questi fattori intervengono spesso in combinazione tra di loro con effetti sinergici che esercitano una forte pressione sugli impollinatori.

In che modo l’iniziativa riveduta dell’UE a favore degli impollinatori affronterà l’impatto dei pesticidi sugli impollinatori?

L’UE dispone già di uno dei più rigorosi sistemi normativi al mondo in materia di approvazione dei pesticidi. Con l’iniziativa riveduta dell’UE a favore degli impollinatori, la Commissione rafforzerà l’attuale valutazione del rischio dei pesticidi sulle api al fine di garantire che i pesticidi autorizzati nell’UE non rappresentino una minaccia per tali insetti. Qualora siano riscontrati impatti nocivi sugli impollinatori, saranno adottate misure giuridiche per limitare o vietare l’uso dei pesticidi in questione.

La Commissione contribuirà inoltre a garantire l’attuazione della difesa integrata e a migliorare gli indicatori di rischio armonizzati al fine di ridurre i potenziali impatti sugli impollinatori dei pesticidi approvati. La Commissione continuerà a monitorare le autorizzazioni di emergenza concesse dagli Stati membri per i pesticidi dannosi per gli impollinatori. Qualora le autorizzazioni di emergenza non siano giustificate, la Commissione adotterà decisioni che vieteranno agli Stati membri di riproporle.

Perché l’iniziativa riveduta dell’UE a favore degli impollinatori è incentrata su quelli selvatici?

L’UE ha già deciso interventi specifici per gli impollinatori domestici, garantendo un sostegno alla salute delle api e all’apicoltura. Si tratta di interventi che affrontano problemi relativi esclusivamente alle api mellifere (aspetti veterinari, pratiche apicole e altro).

Tuttavia, la stragrande maggioranza degli impollinatori è costituita da specie selvatiche. In Europa gli impollinatori sono principalmente insetti, in particolare api e siofidi, ma anche farfalle, falde, alcuni coleotteri e altri insetti volanti. Le api sono gli impollinatori più prolifici. Nell’UE si contano quasi 2000 specie di api selvatiche. Concentrandosi sulle specie di impollinatori selvatici, l’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori affronta problemi comuni a tutta questa categoria di insetti. In quanto tale, apporterà un contributo fondamentale anche alla salute delle api mellifere e integrerà l’attuale sostegno dell’UE alla salute delle api e all’apicoltura.

La ricchezza e l’abbondanza delle specie di impollinatori sono alla base di un’impollinazione delle colture efficace e stabile nel tempo e nello spazio, garantendo in tal modo una maggiore quantità e qualità delle rese delle colture. La diversità garantisce che le piante siano impollinate anche nei casi in cui venga meno il contributo di talune specie. Rende resiliente un ambiente in continua evoluzione e funge da cuscinetto in caso di cambiamenti significativi, imprevisti o incerti, in particolare nel contesto dei cambiamenti climatici.

Quale ruolo può avere la nuova politica agricola comune dell’UE nell’invertire il declino degli impollinatori selvatici? 

La nuova politica agricola comune (PAC) per il periodo 2023-2027 presenta un’architettura verde rafforzata che garantirà:

  • l’imposizione di condizioni più rigorose agli agricoltori beneficiari di un sostegno della PAC, tra cui le zone non produttive, le fasce tampone, la protezione delle zone umide, delle torbiere e dei prati sensibili, ecc.;
  • nuovi regimi ecologici, cui sia assegnato almeno il 25% del bilancio per i pagamenti diretti;
  • una serie di strumenti di sviluppo rurale, compreso il sostegno agli investimenti verdi, come l’agricoltura di precisione, con l’obbligo di destinarvi una parte significativa della dotazione per lo sviluppo rurale (come minimo il 35%, incluso il benessere degli animali).

I piani strategici della PAC elaborati dagli Stati membri comprendono pertanto una serie di azioni remunerate per gli agricoltori e altri beneficiari con un elevato potenziale di protezione degli impollinatori quali l’agricoltura biologica, l’apicoltura, l’agrosilvicoltura e altre pratiche agroecologiche che si sono dimostrate favorevoli agli impollinatori. Ve ne sono diversi, ad esempio, che mirano a creare aree di alimentazione favorevoli agli impollinatori selvatici attraverso colture floreali, la coltivazione di piante mellifere annuali o altri elementi caratteristici del paesaggio idonei allo scopo.

Altri impegni riguardano la creazione di superfici non produttive nei seminativi al fine di migliorare, tra l’altro, lo stato degli impollinatori e di potenziare l’approvvigionamento alimentare degli insetti impollinatori. I piani possono inoltre mirare a sostituire i prodotti fitosanitari chimici con metodi biologici di controllo degli organismi nocivi, contribuendo in modo significativo alla protezione degli impollinatori.

Cosa sta facendo la comunità internazionale per risolvere il problema e in che modo l’iniziativa contribuirà alla sua soluzione?

Nel dicembre 2022, in occasione della 15a conferenza delle parti (COP15) della convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, si è assistito a un impegno su scala mondiale per affrontare la crisi della biodiversità. Tali sforzi devono essere accompagnati da misure ambiziose a livello dell’UE per proteggere e ripristinare la biodiversità, un patrimonio di cui gli impollinatori costituiscono parte integrante.

L’obiettivo 11 degli obiettivi per il 2030 del quadro globale di Kunming-Montréal sulla biodiversità invita a ripristinare, mantenere e rafforzare il contributo della natura alle persone, compresi la funzione e i servizi ecosistemici, tra i quali è menzionata specificamente l’impollinazione. La serie di azioni previste dall’iniziativa riveduta dell’UE a favore degli impollinatori costituisce un elemento centrale degli interventi dell’UE per conseguire questo obiettivo, in particolare per quanto riguarda l’impollinazione.

Già nel 2000 la conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica aveva dato vita a un’iniziativa internazionale per la conservazione e l’uso sostenibile degli impollinatori (l’iniziativa internazionale a favore degli impollinatori). Nel 2018 l’UE ha aderito a una coalizione dei volontari che si impegnano a favore degli impollinatori (“Coalition of the Willing on Pollinators”), lanciata nel 2016. Da allora, la Commissione ne ha sostenuto gli obiettivi, condividendo con altri paesi conoscenze ed esperienze sull’attuazione delle azioni dell’UE a favore degli impollinatori.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA