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Pubblicato il 6 dicembre 2022

Green Deal: accordo su un regolamento per combattere la deforestazione e il degrado forestale mondiali causati dalla produzione e dal consumo dell’UE

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La Commissione accoglie con favore l’accordo politico provvisorio appena raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio in merito a un regolamento UE su catene di approvvigionamento “a deforestazione zero”. Con l’adozione e l’applicazione del nuovo regolamento, una serie di merci fondamentali immesse sul mercato dell’UE non contribuiranno più alla deforestazione e al degrado forestale nell’UE e nel resto del mondo. Poiché l’UE è una grande economia e una grande consumatrice di tali materie prime, questo passo contribuirà a mettere fine a buona parte della deforestazione e del degrado forestale a livello mondiale, riducendo nel contempo le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità. Questo importante accordo giunge subito prima dell’inizio della conferenza sulla biodiversità (COP15), una tappa fondamentale che dovrebbe definire obiettivi di protezione della natura per i prossimi decenni.

Una volta che entrerà in vigore, il regolamento imporrà alle imprese coinvolte di esercitare la dovuta diligenza se immettono sul mercato dell’UE o esportano da esso: olio di palma, bovini, soia, caffè, cacao, legno, gomma e i prodotti derivati (come la carne di manzo, i mobili o il cioccolato). Le materie prime sono state scelte sulla base di una scrupolosa valutazione d’impatto, da cui è emerso che l’espansione agricola collegata alla loro produzione è la principale causa di deforestazione.

L’accordo politico arriva solo 12 mesi dopo la proposta della Commissione del 2021. La versione definitiva si basa sugli elementi principali proposti dalla Commissione: la lotta alla deforestazione a prescindere dal fatto che sia legale o illegale, rigorosi obblighi di tracciabilità che colleghino le materie prime ai terreni agricoli su cui sono state prodotte e un sistema di analisi comparativa dei paesi.

Nuove norme sulla dovuta diligenza per le imprese

Il nuovo regolamento stabilisce rigorose norme obbligatorie di dovuta diligenza per le imprese che intendono immettere determinati prodotti sul mercato dell’UE o esportarli. Operatori e commercianti dovranno dimostrare che i prodotti sono “a deforestazione zero” (vale a dire prodotti su terreni non soggetti a deforestazione dopo il 31 dicembre 2020) e legali (cioè conformi a tutte le pertinenti leggi in vigore nel paese di produzione).

Le imprese dovranno inoltre raccogliere informazioni geografiche precise sui terreni agricoli da cui provengono le materie prime che usano, affinché si possa verificare la conformità di queste ultime. Gli Stati membri devono assicurarsi che il mancato rispetto delle norme comporti sanzioni efficaci e dissuasive.

L’elenco delle materie prime cui si applica il regolamento sarà periodicamente rivisto e aggiornato, tenendo conto di nuovi dati come l’evoluzione delle tendenze di deforestazione.

La Commissione gestirà un sistema di analisi comparativa con il quale valuterà i paesi o parti di essi e il loro livello di rischio di deforestazione e degrado forestale attribuendo un rischio basso, standard o elevato e tenendo conto anche dell’espansione agricola per la produzione delle sette materie prime e dei prodotti derivati. Gli obblighi delle imprese dipenderanno dal livello di rischio. Ciò contribuirà a orientare il lavoro dell’UE con i paesi partner per fermare la deforestazione, prestando nel contempo particolare attenzione alla situazione delle comunità locali e delle popolazioni indigene.

A livello internazionale l’UE intensificherà l’impegno, sia a livello bilaterale con i paesi produttori e consumatori, che nei pertinenti consessi multilaterali per assicurarsi che la nuova normativa sia attuata in modo efficace e assistere i paesi produttori se necessario. Non soltanto le nuove norme ridurranno le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità, ma contribuiranno anche a garantire i mezzi di sussistenza a milioni di persone, tra cui le popolazioni indigene e le comunità locali di tutto il mondo, che dipendono fortemente dagli ecosistemi forestali.

Prossime tappe

Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore; gli operatori e i commercianti avranno poi 18 mesi per attuare le nuove norme. Le micro e piccole imprese avranno a disposizione un periodo di adattamento più lungo e beneficeranno di altre disposizioni specifiche.

Contesto

La deforestazione e il degrado forestale incidono fortemente sui cambiamenti climatici e sulla perdita di biodiversità, le due maggiori sfide ambientali della nostra epoca. Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), tra il 1990 e il 2020 sono stati disboscati 420 milioni di ettari di foreste, una superficie più estesa di quella dell’Unione europea. In termini di perdita di superficie netta (la differenza tra l’area disboscata e quella delle nuove foreste piantate o rigenerate), la FAO calcola che nello stesso periodo siano andati persi circa 178 milioni di ettari di copertura forestale, equivalenti a tre volte la superficie della Francia.

Secondo le stime del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), tra il 2007 e il 2016 il 23% delle emissioni di gas a effetto serra di origine antropica è stato generato dall’agricoltura, dalla silvicoltura e da altri usi del suolo: l’11% circa delle emissioni complessive derivava dalla silvicoltura e da altri usi del suolo, soprattutto dalla deforestazione, mentre il restante 12% era direttamente imputabile alla produzione agricola, per esempio al bestiame o ai fertilizzanti.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA