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Pubblicato il 21 novembre 2022
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L’UE approva il compromesso della COP27 per mantenere vivo l’accordo di Parigi e proteggere le persone più vulnerabili ai cambiamenti climatici

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Alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP27) che si è conclusa domenica mattina a Sharm el-Sheikh, in Egitto, la Commissione europea ha dato prova di ambizione e flessibilità per mantenere realizzabile l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 ºC. Dopo una difficile settimana di negoziati, un’azione europea forte e unita ha contribuito al raggiungimento di un sofferto accordo per mantenere vivi gli obiettivi dell’accordo di Parigi. L’opera di mediazione svolta dall’UE ha inoltre contribuito a istituire nuovi meccanismi di finanziamento equilibrati, con una base di donatori ampliata, per aiutare le comunità vulnerabili a far fronte alle perdite e ai danni causati dai cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda la mitigazione, le parti hanno convenuto che limitare il riscaldamento globale a 1,5 ºC richiede riduzioni rapide, incisive e durature delle emissioni globali di gas a effetto serra, con un taglio dell’ordine del 43% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Le parti hanno inoltre riconosciuto che per raggiungere questo obiettivo sarà necessaria un’azione accelerata nel corso di questo decennio critico e hanno ribadito l’appello, lanciato nel patto di Glasgow per il clima, ad aggiornare i contributi stabiliti a livello nazionale in funzione dei bisogni, per allinearsi all’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura previsto dall’accordo di Parigi entro la fine del 2023. Hanno inoltre affermato che il patto di Glasgow per il clima servirà da base per un nuovo programma di lavoro in materia di mitigazione per incoraggiare le parti ad allineare i loro obiettivi e le loro azioni in vista della neutralità carbonica.

Per quanto riguarda le perdite e i danni, le parti hanno deciso di istituire nuovi meccanismi di finanziamento per aiutare i paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili a far fronte agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. . Ciò comprende in particolare un nuovo fondo destinato a compensare le perdite e i danni, che sarà istituito da un comitato di transizione che sarebbe anche incaricato di individuare nuove fonti di finanziamento.

La COP dell’attuazione

I risultati finali della COP27 oggi integrano i numerosi accordi bilaterali e multilaterali conclusi dalla Commissione nelle ultime due settimane. La presidente von der Leyen ha partecipato al vertice dei leader all’inizio della COP27 e ha firmato partenariati con il Kazakhstan sulle materie prime, le batterie e l’idrogeno rinnovabile e con la Namibia sulle materie prime sostenibili e l’idrogeno rinnovabile, e ha annunciato insieme al presidente egiziano El-Sisi un partenariato strategico nel settore dell’idrogeno rinnovabile, firmato dal vicepresidente esecutivo Timmermans e dalla Commissaria Kadri Simson. La presidente von der Leyen ha inoltre lanciato partenariati per le foreste e il clima con Congo, Guyana, Mongolia, Zambia e Uganda. L’importanza della natura per far fronte alle crisi interconnesse del clima e della biodiversità sarà inoltre uno dei temi centrali della prossima COP15 sulla biodiversità che si terrà a Montreal, in Canada, a dicembre.

In occasione di un evento per fare il punto sull’impegno globale per la riduzione delle emissioni di metano lanciato un anno fa dall’UE e dagli Stati Uniti, il vicepresidente esecutivo Timmermans ha accolto con favore il crescente sostegno a questa iniziativa, alla quale aderiscono ormai oltre 150 paesi. Il vicepresidente esecutivo Timmermans ha inoltre annunciato una nuova iniziativa Team Europa per fornire oltre 1 miliardo di € di finanziamenti per aiutare l’Africa ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Nel corso della COP27 l’UE ha inoltre accolto favorevolmente e approvato il piano di investimenti per una transizione energetica giusta in Sud Africa e ha firmato un nuovo partenariato per una transizione energetica giusta con l’Indonesia in occasione del G20 a Bali.

La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato in merito ai risultati della COP27: “La COP27 ha confermato che il mondo non farà passi indietro rispetto all’accordo di Parigi e rappresenta una tappa importante verso la giustizia climatica. Tuttavia, i dati scientifici indicano senza ambiguità che è necessario fare molto di più per mantenere vivibile il nostro pianeta. Altrettanto evidente è che l’UE ha svolto un ruolo chiave a Sharm el-Sheikh e non arretrerà nella sua azione per il clima a livello nazionale e internazionale. Ringrazio il vicepresidente esecutivo Timmermans e la nostra squadra negoziale per aver lavorato notte e giorno per sbloccare le difficili trattative ed evitare il fallimento del processo della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che rimarrà fondamentale. La nostra squadra negoziale è riuscita a instaurare un clima di fiducia con i nostri partner in tutto il mondo, mantenendo una posizione ferma sulla mitigazione e dando prova di flessibilità per quanto riguarda i finanziamenti per le perdite e i danni causati dai cambiamenti climatici.”

Contesto

Nel corso della conferenza, la Commissione ha ospitato oltre 125 eventi a margine, sia nel padiglione dell’UE a Sharm el-Sheikh che in modalità virtuale, su questioni quali la protezione della biodiversità e il ripristino della natura, la sicurezza energetica e la transizione verde, la finanza sostenibile, la sicurezza alimentare e idrica e la ricerca e l’innovazione. Vi è stato in particolare un intenso dialogo tra il vicepresidente esecutivo Timmermans e i rappresentati dei giovani di tutto il mondo.

Con l’accordo di Parigi del 2015, 194 paesi hanno deciso di presentare contributi determinati a livello nazionale (Nationally Determined Contributions, NDC), ossia i rispettivi obiettivi di riduzione delle emissioni. La somma di questi contributi dovrebbe far sì che entro la fine del secolo la temperatura del pianeta si innalzi in media meno di 2 °C e il più vicino possibile a 1,5 °C. Nel suo rapporto del 2022 il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) delle Nazioni Unite ha avvertito che di questo passo il mondo si riscalderà di 1,5 ºC nei prossimi due decenni e che solo con tagli molto drastici delle emissioni di carbonio potremmo evitare un disastro ambientale. Un aumento della temperatura di tale livello avrebbe effetti estremamente dannosi e ci pone di fronte a una sfida decisiva.

L’Unione europea è leader mondiale nell’azione per il clima, avendo già ridotto le emissioni di più di un quarto dal 1990 mentre la sua economia è cresciuta di oltre il 60%. Con il Green Deal europeo presentato nel dicembre 2019, l’UE ha puntato ancora più in alto impegnandosi a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tale obiettivo è divenuto giuridicamente vincolante con l’adozione e l’entrata in vigore della normativa europea sul clima, nel luglio 2021. Questa normativa fissa inoltre un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, Questo obiettivo per il 2030 corrisponde all’NDC che l’UE era tenuta a definire nell’ambito dell’accordo di Parigi e che ha comunicato all’UNFCCC nel dicembre 2020. Nel 2021 l’UE ha presentato un pacchetto di proposte per adeguare le sue politiche in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità all’obiettivo di riduzione delle emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030. L’UE aggiornerà all’occorrenza il proprio NDC il prima possibile dopo l’adozione di tutte queste proposte.

I finanziamenti per il clima sono fondamentali per aiutare le comunità vulnerabili a proteggersi dagli effetti dei cambiamenti climatici e per promuovere una crescita economica sostenibile. I paesi sviluppati si sono impegnati a stanziare complessivamente 100 miliardi di USD l’anno, dal 2020 al 2025, di finanziamenti internazionali per il clima per sostenere i paesi più vulnerabili, in particolare i piccoli Stati insulari, nei loro sforzi di mitigazione e adattamento. L’UE è il donatore principale, con un contributo in costante aumento pari a circa un quarto dell’obiettivo.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA