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Pubblicato il 6 dicembre 2021

Aiuti di Stato: la Commissione adotta nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio

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La Commissione europea ha adottato nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio (Orientamenti per il finanziamento del rischio). Gli orientamenti riveduti, che si applicheranno dal 1° gennaio 2022, chiariscono e semplificano le norme ai sensi delle quali gli Stati membri possono sostenere e agevolare l’accesso ai finanziamenti da parte delle start-up, delle piccole e medie imprese (PMI) e delle aziende a media capitalizzazione dell’UE, assicurando nel contempo condizioni di parità nel mercato unico.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Le start-up e le piccole e medie imprese sono al centro della ripresa economica dell’Europa. Diventa essenziale garantire a queste imprese l’accesso ai finanziamenti per poter sfruttare appieno il loro potenziale di crescita e fare leva sulla transizione verde e digitale. A seguito di un ampio processo di consultazione, abbiamo quindi deciso di apportare modifiche mirate e di semplificare ulteriormente le norme vigenti in materia di aiuti di Stato. In questo modo, gli Stati membri potranno fornire incentivi finanziari alle start-up e alle piccole e medie imprese europee volti ad attrarre investimenti quando il mercato, da solo, non riesce a dare risultati”

Gli aiuti al finanziamento del rischio sono uno strumento importante a cui gli Stati membri possono affidarsi per sostenere, in particolare, le start-up innovative e orientate alla crescita, le PMI e alcuni tipi di imprese a media capitalizzazione nelle prime fasi di sviluppo. Queste imprese possono incontrare difficoltà nell’accesso ai finanziamenti, nonostante il loro potenziale commerciale. Per ovviare ai fallimenti del mercato, gli orientamenti per il finanziamento del rischio consentono agli Stati membri di colmare tale deficit di finanziamento a determinate condizioni; diventa infatti possibile attrarre, attraverso la concessione di aiuti di Stato, investimenti privati supplementari nelle start-up, nelle PMI e nelle imprese a media capitalizzazione ammissibili, mediante misure fiscali e strumenti finanziari adeguati.

La Commissione ha adottato i nuovi orientamenti per il finanziamento del rischio in seguito ad una valutazione delle norme vigenti effettuata nel 2019 nel quadro del controllo dell’adeguatezza degli aiuti di Stato e dopo un’ampia consultazione sulla proposta di revisione degli orientamenti che ha coinvolto tutti i portatori di interessi. Tra questi figurano gli Stati membri, le autorità regionali e locali, le associazioni di imprese e i gruppi di interesse.

La valutazione e la consultazione hanno confermato che gli orientamenti per il finanziamento del rischio sono adatti allo scopo; tuttavia hanno anche sottolineato la necessità di modifiche mirate, tra cui chiarimenti di alcuni concetti e un ulteriore snellimento, per semplificare ancora di più le norme esistenti e chiarirne l’applicazione.

In particolare, i nuovi orientamenti per il finanziamento del rischio mirano a:

  • limitare l’obbligo di fornire un’analisi del deficit di finanziamento per i regimi di finanziamento del rischio di maggiore entità e chiarire ulteriormente gli elementi di prova che sono necessari a giustificare l’aiuto. A tale riguardo, la valutazione e la consultazione hanno rispettivamente mostrato e confermato che gli Stati membri incontrano difficoltà nel quantificare il deficit di finanziamento. Per affrontare questo punto, i nuovi orientamenti richiedono un’analisi del deficit di finanziamento soltanto per le misure per il finanziamento del rischio di maggiore entità, vale a dire quelle che consentono investimenti superiori a 15 milioni di € per singolo beneficiario. L’esperienza pregressa indica che tale semplificazione si applicherà alla maggior parte delle nuove misure. Inoltre, i nuovi orientamenti chiariscono quali elementi di prova sono necessari per dimostrare l’esistenza di uno specifico fallimento del mercato o di altri ostacoli pertinenti nell’accesso ai finanziamenti, in linea con la prassi attuale;
  •  introdurre requisiti semplificati per la valutazione dei regimi destinati esclusivamente alle start-up e alle PMI che non hanno ancora effettuato la prima vendita commerciale. Verrà soprattutto presa in considerazione la quantità di elementi di prova che gli Stati membri devono fornire nell’ambito della valutazione ex ante, lo strumento per dimostrare il motivo per cui l’aiuto è necessario, appropriato e proporzionato. Alla luce dei gravi fallimenti di mercato che tali imprese si trovano di solito ad affrontare, la Commissione potrebbe infatti ritenere che un numero più limitato di elementi di prova sia sufficiente a dimostrare l’esistenza di fallimenti del mercato che giustificano la concessione di aiuti a tali imprese.
  • allineare alcune definizioni previste dagli orientamenti con quelle contenute nel regolamento generale di esenzione per categoria (GBER) per garantire la coerenza. In particolare, la definizione di “imprese a media capitalizzazione innovative” ai sensi degli orientamenti viene allineata alla definizione di “imprese innovative” di cui al regolamento GBER, affinché non vi siano più incoerenze nelle due serie di norme relative a quali imprese debbano essere considerate “innovative”. Inoltre, la definizione è stata ampliata per includere anche le imprese a media capitalizzazione che hanno partecipato a iniziative dell’UE selezionate o hanno ricevuto un investimento a titolo di tali iniziative, come quella per l’imprenditoria spaziale CASSINI, oppure del Consiglio europeo per l’innovazione e delle sue risorse.

Contesto

Gli orientamenti per il finanziamento del rischio stabiliscono le condizioni in base alle quali gli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri per promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio possono essere considerati compatibili con il mercato unico.

Gli orientamenti si applicano a tutte le misure di aiuto per il finanziamento del rischio che non rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento generale di esenzione per categoria, ma che consentono agli Stati membri di attuare direttamente tali misure senza previa notifica alla Commissione; questo può avvenire a determinate condizioni, ad esempio solo per le start-up e le PMI o per importi fino a 15 milioni di € per singolo beneficiario.

Anche le disposizioni del regolamento GBER sugli aiuti al finanziamento del rischio sono in fase di revisione al fine di conseguire un’ulteriore semplificazione per i regimi soggetti a esenzione per categoria e garantire che tali disposizioni rimangano coerenti con i nuovi orientamenti sul finanziamento del rischio. La Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulle modifiche proposte alle disposizioni del regolamento generale di esenzione per categoria.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA