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Pubblicato il 17 novembre 2021

Domande e risposte sulla strategia dell’UE per il suolo

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Perché agire sul suolo?

Il suolo è alla base di tutte le catene alimentari e della biodiversità terrestre. Suoli sani sono la soluzione alle grandi sfide affrontate dal Green Deal europeo, tra cui la neutralità climatica, un’economia pulita e circolare, l’inversione della perdita di biodiversità, l’offerta di alimenti sani, la tutela della salute umana, l’arresto della desertificazione e del degrado del suolo.

Tuttavia circa il 60-70 % del suolo nell’UE non è sano. Ogni anno nell’Unione circa un miliardo di tonnellate di suolo è portato via dall’erosione, con una perdita di produzione agricola stimata a 1,25 miliardi di €. Il suolo subisce il declino della materia organica, l’inquinamento, la perdita di biodiversità, la salinizzazione e l’impermeabilizzazione dovute a uso e gestione non sostenibili, lo sfruttamento eccessivo e le emissioni di inquinanti.

Non possiamo più prendere alla leggera il rischio derivante dal deterioramento dello stato dei suoli europei. Abbiamo bisogno di una trasformazione in cui la protezione, la gestione sostenibile e il ripristino dei suoli facciano parte del modello socioeconomico.

La strategia sulla biodiversità 2030 ha annunciato una nuova strategia per il suolo volta a ripristinare la salute dei suoli e conseguirne la neutralità in termini di degrado entro il 2030, uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile sottoscritti dall’UE. 

Quanto è grave il problema del degrado del suolo?

Ogni anno circa un miliardo di tonnellate di suolo è portato via dall’erosione, il che equivale ad uno scavo di un metro di profondità su un’area corrispondente alla superficie di Berlino. Gli stock di carbonio nei suoli sono in calo: in passato, per l’agricoltura sono stati drenati 45 000-55 000 km² di torbiere che rilasciano ora carbonio nell’atmosfera. 2,8 milioni di siti sono potenzialmente inquinati da attività a rischio industriale.

Ogni anno aree urbane e infrastrutture assorbono oltre 400 km² di suolo netto, prevalentemente a scapito di terreni agricoli. La gestione intensiva e i cambiamenti di destinazione del suolo incidono negativamente sulla biodiversità del suolo, ad esempio su lombrichi, collemboli e acari. La salinizzazione di origine antropica colpisce 3,8 milioni di ettari nell’UE, in modo particolarmente grave lungo le coste soprattutto del Mediterraneo. Nell’Europa meridionale, centrale e orientale il 25 % dei suoli, pari a circa 411 000 km², presenta un rischio alto o molto alto di desertificazione. 

Quali sono le principali azioni per affrontare l’inquinamento del suolo?

La strategia per il suolo si basa sulle azioni già proposte nell’ambito della strategia in materia di sostanze chimiche e del piano d’azione per l’inquinamento zero. In linea con l’obiettivo “inquinamento zero”, l’inquinamento del suolo dovrebbe essere ridotto entro il 2050 a livelli non dannosi per le persone e l’ambiente. Per evitare questo fenomeno la Commissione intende rivedere la direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi e valutare la direttiva sui fanghi di depurazione, imporre restrizioni sulle sostanze quali le microplastiche e le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) che rientrano nel regolamento REACH, migliorare le metodologie di valutazione del rischio e riesaminare l’applicazione del regolamento sui prodotti fertilizzanti.

La Commissione vaglierà le possibilità di disposizioni giuridicamente vincolanti per individuare, registrare e bonificare i siti contaminati. Elaborerà un elenco prioritario dei contaminanti del suolo, rivedrà la direttiva sulle emissioni industriali, valuterà la direttiva sulla responsabilità ambientale e vaglierà la fattibilità d’introdurre un certificato sanitario del suolo per le transazioni fondiarie. 

La Commissione intende proporre una legislazione sul suolo?

I suoli meritano e richiedono lo stesso livello di tutela giuridica dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente marino a livello dell’UE. La Commissione lavorerà ora a stretto contatto con gli Stati membri, gli esperti e i portatori d’interessi e, seguendo la visione indicata nella strategia in questione, effettuerà una valutazione d’impatto. Per conseguire gli obiettivi della strategia proporrà quindi una nuova iniziativa legislativa sulla salute del suolo in cui affronterà l’impatto transfrontaliero del degrado del suolo e definirà misure dell’UE basandosi sul principio di sostenibilità e applicando le norme per legiferare meglio. Sebbene molti problemi richiedano un approccio comune europeo, la Commissione procederà a un controllo diligente della sussidiarietà. Oltre a mantenere il giusto ambito di applicazione e livello di ambizione, il controllo farà sì che laddove sia più ragionevole si possano applicare soluzioni nazionali e regionali. Il Parlamento europeo ha già chiesto un quadro giuridico comune a livello dell’UE per il suolo; il Comitato delle regioni, la Corte dei conti europea e numerosi portatori d’interessi hanno fatto eco alla richiesta. 

In che modo la protezione del suolo contribuirà a contrastare i cambiamenti climatici?

Suoli sani rafforzeranno la resilienza dell’UE e ridurranno la vulnerabilità ai cambiamenti climatici. I suoli sono il più grande serbatoio terrestre di carbonio del pianeta. Conservano più carbonio loro dell’atmosfera e di tutta la biomassa insieme. Per il ruolo cruciale che svolgono nel ciclo dell’acqua, rappresentano anche un alleato indispensabile per l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’alta capacità di ritenzione idrica nei suoli riduce gli effetti delle inondazioni e l’impatto negativo della siccità.

Per conseguire la neutralità climatica in Europa entro il 2050 e la neutralità terrestre entro il 2035, è fondamentale arrestare le emissioni delle torbiere drenate e aumentare il carbonio che è conservato in altri suoli. Il ripristino delle torbiere potrebbe da solo ridurre significativamente le emissioni di CO2, con numerosi benefici supplementari anche per la natura, la biodiversità e la protezione dell’acqua.

La Commissione avvierà un’iniziativa sul sequestro del carbonio nei suoli agricoli e parteciperà all’iniziativa globale “4 per 1000” intesa ad aumentare il tenore di carbonio organico nel suolo agricolo. Sostenuta da una solida base scientifica, l’iniziativa invita tutti i partner a dichiarare o attuare azioni pratiche sullo stoccaggio del carbonio nel suolo indicandone le tipologie (ad esempio agroecologia, agrosilvicoltura, agricoltura di conservazione, gestione del paesaggio ecc.). Il suo obiettivo è incoraggiare i portatori di interessi a passare a un’agricoltura produttiva e altamente resiliente, basata su una gestione adeguata dei terreni e dei suoli.

Per far sì che la gestione sostenibile del suolo diventi la norma, sarà istituita una serie di pratiche e principi che saranno promossi da una rete di operatori, laboratori viventi ed esempi faro. Entro il 2023 la Commissione proporrà un quadro legislativo per un sistema alimentare sostenibile dell’UE. 

Quali azioni sono previste per rafforzare il contributo del suolo all’economia circolare? 

L’applicazione in sicurezza di compost pulito, digestato, fanghi di depurazione e stallatico trasformato contribuirà a chiudere il ciclo dei nutrienti e quello del carbonio. Privilegiando l’uso circolare del suolo rispetto allo sfruttamento delle aree verdi si riuscirà a limitare la forte pressione che l’impermeabilizzazione e il consumo del suolo esercitano sulle foreste, i terreni agricoli e la natura. Per riutilizzare in modo sicuro i suoli scavati e separare il suolo contaminato da quello pulito, è necessario rafforzare il monitoraggio lungo tutta la catena di valore tramite la tracciabilità e il controllo della qualità, dal sito di scavo fino a destinazione. La Commissione esaminerà ulteriormente i flussi di terra scavata, trattata e riutilizzata nell’UE e valuterà la situazione del mercato negli Stati membri entro il 2023.

Valuterà poi la necessità e il potenziale di disposizioni giuridicamente vincolanti per un “passaporto per la terra scavata” nell’ambito dell’elaborazione dell’atto legislativo sulla salute del suolo e fornirà in quest’ottica orientamenti in base alle esperienze degli Stati membri.

Per conseguire l’obiettivo UE di consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050, gli Stati membri dovranno fissare essi stessi entro il 2023 obiettivi ambiziosi nazionali, regionali e locali di riduzione del consumo netto di suolo per il 2030 e applicare la “gerarchia di consumo di suolo” (evitare – riutilizzare – ridurre al minimo – compensare) anziché impermeabilizzare nuovi suoli naturali o agricoli. Nella valutazione d’impatto dell’atto legislativo sulla salute del suolo la Commissione vaglierà le opzioni di controllo e comunicazione dei progressi compiuti per conseguire gli obiettivi in materia di consumo netto di suolo e fornirà orientamenti alle autorità pubbliche e alle imprese private su come ridurre l’impermeabilizzazione. 

Cosa s’intende per “consumo del suolo” e “consumo netto di suolo pari a zero”? 

L’atto legislativo sulla salute del suolo fornirà le definizioni, previa valutazione d’impatto e consultazione con gli Stati membri, gli esperti e le parti interessate. Nella letteratura scientifica il consumo del suolo è in generale la perdita di terreni agricoli, forestali, seminaturali e naturali a favore dello sviluppo urbano e di altri sviluppi artificiali: vi rientrano le zone impermeabilizzate da costruzioni e infrastrutture urbane, aree verdi urbane e strutture sportive e ricreative. Dagli anni ’50 l’inurbamento si è sviluppato in modo incontrollato.

Occorre evitare il più possibile d’impermeabilizzare terreni agricoli e spazi aperti costruendo piuttosto su terreni già impermeabilizzati; ciò potrebbe richiedere maggiori investimenti, ad esempio per riqualificare terreni precedentemente sfruttati come sito industriale (che occorre decontaminare). Quando si consuma il suolo, l’obiettivo consiste nel poter garantirne una compensazione altrove, in modo che il “consumo netto sia pari a zero”. Ad esempio, i terreni inutilizzati potrebbero essere restituiti alla coltivazione o rinaturalizzati così che possano nuovamente fornire i servizi ecosistemici dei suoli non impermeabilizzati. 

In che modo la strategia affronta la desertificazione?

La desertificazione è una forma di degrado del suolo nelle zone aride e una minaccia crescente nell’UE, aggravata dai cambiamenti climatici, con effetti particolarmente gravi in Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Cipro, Bulgaria e Romania.

La strategia per la protezione del suolo risponde alle raccomandazioni formulate dalla Corte dei conti europea nella relazione sulla desertificazione. La Commissione definirà una metodologia per la mappatura e la valutazione di questo fenomeno e del degrado del suolo nell’UE e riferirà regolarmente in merito.

La Commissione propone inoltre di dichiarare l’UE parte interessata dalla desertificazione ai sensi della convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione (UNCCD) e di continuare a esortare gli Stati membri a partecipare al programma sulla fissazione dei traguardi relativi alla neutralità in termini di degrado del suolo.

Che significato ha la strategia per gli agricoltori?

Gli agricoltori lavorano ogni giorno sulla loro terra; il loro sostentamento e il nostro futuro dipendono dalla salute a lungo termine del suolo che coltivano o sul quale pascolano il bestiame.

La Commissione aiuterà gli Stati membri a istituire un’iniziativa per testare il suolo gratis, che permetterà agli agricoltori e ad altri operatori di conoscere meglio la salute del loro terreno. Grazie a nuovi modelli di sequestro del carbonio e a regimi d’investimento privati sostenibili, gli agricoltori saranno premiati per lo stoccaggio del carbonio e la fornitura di servizi ecosistemici.

Il perseguimento di un consumo netto di suolo pari a zero e l’applicazione di una gerarchia per aumentare l’uso circolare dei terreni contribuiranno a garantire anche in futuro una superficie sufficiente per la produzione alimentare. La politica agricola comune è uno strumento indispensabile per aiutare gli agricoltori ad aderire alla gestione del suolo e insieme ai servizi di consulenza agricola aziendale svolgerà un ruolo fondamentale nel favorire un maggiore ricorso a pratiche sostenibili di gestione del suolo tra gli agricoltori.

Gli agricoltori saranno strettamente coinvolti e beneficeranno degli investimenti nello scambio e sviluppo di conoscenze. Con la partecipazione del settore agricolo la missione di Orizzonte Europa “Un patto europeo per i suoli” creerà 100 laboratori viventi ed esempi faro per promuovere la transizione verso una gestione sostenibile dei terreni agricoli.

Quali sono i costi e i benefici della strategia?

L’impatto del degrado del suolo è enorme: comporta il costo esorbitante di 50 miliardi di € l’anno per l’UE. In Europa, l’erosione si traduce in una perdita annua di produttività agricola pari a 1,25 miliardi di €, per citare solo questo effetto. Il degrado del suolo si ripercuote economicamente su tutti noi: il 54 % del costo rappresenta una perdita di servizi ecosistemici quali il sequestro del carbonio, il controllo idrologico, il ciclo dei nutrienti, l’accoglienza della biodiversità del suolo e la fornitura di attività ricreative. L’altra metà spesso va a scapito dei privati e dei proprietari terrieri a causa della riduzione dei servizi forniti, quali la biomassa e le materie prime.

Il costo dell’azione è di gran lunga inferiore al costo dell’inazione. Arrestare e invertire le tendenze attuali del degrado del suolo potrebbe generare fino a 1 200 miliardi di € all’anno di benefici economici a livello mondiale. Investire nella prevenzione e nel ripristino del suolo è economicamente ragionevole in quanto i suoli sani sono la nostra migliore assicurazione sul nostro benessere a lungo termine.

Quali opportunità di finanziamento sono disponibili a livello dell’UE?

L’UE eroga vari finanziamenti a progetti e iniziative che rendono il suolo più sano.

  • Il programma LIFE contribuisce allo sviluppo e alla dimostrazione di soluzioni innovative per il miglioramento della qualità del suolo.
  • La politica agricola comune sostiene lo sviluppo sostenibile delle zone rurali tramite la migliore competitività dell’agricoltura e della silvicoltura, una gestione sostenibile del suolo e lo sviluppo territoriale delle economie rurali.
  • Il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione rafforzano la coesione economica, sociale e territoriale sostenendo la transizione verso un’Europa più verde e senza emissioni di carbonio grazie alla protezione della natura, alla biodiversità e alle infrastrutture verdi anche nelle città, nonché al ripristino dei terreni contaminati.
  • Il Fondo per una transizione giusta permette alle regioni e alle persone di affrontare gli effetti sociali, economici e ambientali della transizione verso un’economia climaticamente neutra; investimenti nella bonifica e decontaminazione di siti, progetti di ripristino e conversione di suoli ad altri usi sono ammissibili quando contribuiscono a conseguire la neutralità climatica (come ad esempio la bonifica delle miniere di carbone dismesse).
  • Il dispositivo per la ripresa e la resilienza mette a disposizione prestiti e sovvenzioni per sostenere gli Stati membri nella transizione verde. Vari piani nazionali per la ripresa e la resilienza contengono misure di protezione del suolo. Di particolare rilievo in proposito sono gli orientamenti tecnici della Commissione sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” intesi ad aiutare gli Stati membri a preparare i piani per la ripresa e la resilienza.
  • Il programma Orizzonte Europa sostiene lo sviluppo di conoscenze per il polo tematico “Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente” Il programma ha inoltre avviato la missione “Un patto europeo per i suoli”. Orizzonte Europa cofinanzia vari partenariati pertinenti dell’UE, tra cui il partenariato per la valutazione dei rischi delle sostanze chimiche e il partenariato sui laboratori viventi di agroecologia e infrastrutture di ricerca. 

In che modo l’UE collaborerà con i partner internazionali per proteggere il suolo a livello mondiale?

La salute dei suoli è fondamentale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la neutralità in termini di degrado del suolo (SDG 15.3). La Commissione aderirà all’iniziativa globale “4 per 1000”, proporrà di dichiarare l’UE parte interessata nell’ambito dell’UNCCD e continuerà a sostenere il partenariato globale per il suolo e altri progetti internazionali volti a promuovere la gestione sostenibile del suolo a livello mondiale.

L’UE mirerà ad alzare il livello di ambizione nell’ambito della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) e a un quadro globale post-2020 sulla biodiversità che riconosca l’importanza della biodiversità del suolo e della sua gestione sostenibile. La Commissione sosterrà inoltre la creazione dell’osservatorio globale sulla biodiversità del suolo proposta dal partenariato globale per il suolo della FAO.

In che modo la strategia intende aumentare la conoscenza dei suoli?

La Commissione rafforzerà l’uso degli strumenti digitali e si appoggerà all’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) per sviluppare ulteriormente il sistema di informazione territoriale per l’Europa (LISE), basato sul portale Copernicus di monitoraggio del territorio. La promozione delle conoscenze scientifiche e della raccolta di dati sul suolo sarà notevolmente potenziata da iniziative specifiche, quali la missione di Orizzonte Europa “Un patto europeo per i suoli”, l’osservatorio dell’UE sul suolo, l’indagine quadro sull’uso/la copertura del suolo (LUCAS) e Terra digitale. La Commissione avvierà iniziative di alfabetizzazione e sensibilizzazione al suolo e provvederà alla disponibilità di finanziamenti pubblici e privati sufficienti per finanziare la transizione. 

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA