News

Pubblicato il 28 ottobre 2021

Aumento delle esportazioni dell’UE grazie a un maggior rigore nell’attuazione e nell’applicazione degli accordi commerciali e delle norme globali

politiche-unione-europea-16-euroconsulting

L’efficacia nell’attuazione e nell’applicazione degli accordi commerciali dell’UE e delle norme commerciali internazionali ha determinato un aumento di 5,4 miliardi di € delle esportazioni dell’UE nel 2020. Questo risultato conferma che l’impegno della Commissione europea sta dando i suoi frutti, con risultati tangibili che vanno dall’eliminazione delle barriere commerciali alla lotta alle pratiche commerciali sleali fino alle iniziative per il commercio e lo sviluppo sostenibile. Nell’ultimo anno la Commissione ha inoltre messo a punto altri strumenti giuridici per rafforzare la capacità dell’UE di difendere i suoi interessi essenziali e di proteggere la sua autonomia strategica aperta.

La prima relazione annuale completa della Commissione sull’attuazione e l’applicazione degli accordi commerciali, pubblicata ieri, descrive le iniziative prese dalla Commissione, in stretta collaborazione con le imprese, gli Stati membri e le parti interessate dell’UE, per mantenere aperti i mercati e per fare in modo che i partner commerciali dell’UE rispettino i loro impegni. La relazione riguarda le seguenti quattro aree prioritarie: 1) pieno sfruttamento delle opportunità offerte dagli accordi commerciali dell’UE; 2) sostegno all’utilizzo degli accordi commerciali da parte delle piccole imprese; 3) contrasto delle barriere commerciali; 4) verifica del rispetto degli impegni commerciali mediante risoluzione delle controversie.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo e Commissario per il Commercio, ha dichiarato: “Una politica commerciale assertiva consiste nel fare sì che i nostri partner onorino i loro impegni internazionali e, di conseguenza, sostengano direttamente l’occupazione e le imprese europee. Come dimostra la relazione, stiamo compiendo progressi concreti su entrambi i fronti. Abbiamo ora un responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali dell’UE la cui attività è interamente dedicata a garantire l’applicazione e l’attuazione dei nostri accordi commerciali e a fare in modo che le nostre PMI, che sono la spina dorsale dell’economia europea, ricavino il massimo dagli accordi commerciali dell’Unione. Presto presenteremo proposte per difendere ulteriormente i nostri interessi commerciali con un nuovo strumento anticoercizione.”

Nell’ultimo anno la Commissione ha continuato ad agevolare le esportazioni dell’UE e a difendere gli interessi fondamentali dell’Unione. Nello specifico:

  • la Commissione ha eliminato 33 barriere commerciali in 22 paesi partner;
  • nel 2020 le imprese europee hanno esportato per un valore superiore di 4 miliardi di € a quanto avrebbero esportato qualora fossero rimaste in piedi le barriere commerciali eliminate negli ultimi 5 anni;
  • la Commissione ha lanciato la sua premiata piattaforma online di accesso ai mercati, che fornisce a 584 000 PMI un sostegno essenziale per esportare più facilmente e più rapidamente i loro prodotti e servizi. Nel corso dell’ultimo anno l’imprenditoria ha mostrato un forte interesse per informazioni chiare e pratiche su come commerciare oltre i confini dell’UE. In appena un anno, infatti, la piattaforma è stata utilizzata da oltre 1,5 milioni di visitatori;
  • lo sportello unico per le denunce, istituito nel novembre 2020, ha trasformato il modo in cui le imprese e le parti interessate possono segnalare alla Commissione le barriere commerciali o le violazioni degli impegni in materia di commercio e sviluppo sostenibile ad opera dei paesi partner. Ne sono scaturite già 29 denunce formali, che la Commissione sta esaminando;
  • la Commissione ha compiuto progressi in numerose iniziative di risoluzione delle controversie, anche in tema di diritti dei lavoratori, presso l’OMC o nell’ambito di accordi commerciali dell’UE. Fra i partner commerciali e i settori interessati si annoverano la Turchia e i prodotti farmaceutici, l’Indonesia e le materie prime, l’Ucraina e il legname. Nel gennaio 2021 la Commissione ha prevalso nella sua prima controversia bilaterale su questioni relative ai diritti dei lavoratori nel quadro dell’accordo commerciale UE-Corea del Sud, costringendo la Corea del Sud a prendere provvedimenti per ratificare e attuare importanti convenzioni dell’OIL volte a tutelare i diritti dei lavoratori.

Nell’ultimo anno la Commissione ha anche fatto passi decisivi per far valere i propri diritti e difendere i propri valori in modo più fermo, al fine di tutelare meglio i propri interessi. Sta inoltre mettendo a punto una legislazione importante per migliorare ulteriormente l’applicazione e l’attuazione delle norme commerciali:

  • il nuovo meccanismo di controllo degli investimenti esteri diretti, attivo dall’ottobre 2020, consente agli Stati membri dell’UE e alla Commissione di venire a conoscenza delle operazioni che vengono effettuate, di cooperare e di coordinare le loro iniziative in merito a tali investimenti esteri. Gli Stati membri possono inoltre consultarsi sulle possibili ripercussioni sulla sicurezza e/o sull’ordine pubblico nel loro territorio di investimenti effettuati in altri Stati membri. La Commissione può fare altrettanto quando ritiene che determinati investimenti potrebbero incidere sulla sicurezza o sull’ordine pubblico di più di uno Stato membro oppure potrebbero ripercuotersi su progetti o programmi di interesse per l’Unione per motivi di sicurezza o di ordine pubblico;
  • nel settembre 2021 sono entrate in vigore le norme aggiornate dell’UE relative al controllo delle esportazioni. Si tratta di un nuovo quadro che rafforza la capacità dell’UE di controllare le esportazioni di tecnologie a duplice uso e dà all’Unione una maggiore autonomia in materia;
  • la Commissione sta preparando una proposta legislativa per un nuovo strumento anticoercizione che consentirà all’UE di reagire ai tentativi di paesi terzi di costringere l’Unione o suoi Stati membri a modificare le proprie politiche;
  • la Commissione ha proposto uno strumento per gli appalti internazionali, attualmente all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, che contribuirà a garantire condizioni di parità sul mercato globale degli appalti;
  • si sta inoltre lavorando a un nuovo strumento per porre rimedio ai possibili effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico. Questo nuovo strumento è concepito per affrontare efficacemente il problema delle sovvenzioni estere che causano distorsioni e compromettono la parità di condizioni nel mercato unico in qualsiasi situazione di mercato.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA