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Pubblicato il 13 ottobre 2021

Domande e risposte sulla strategia dell’UE per l’Artico

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Perché un impegno dell’UE nell’Artico?

In quanto potenza geopolitica e attore economico di primo piano l’UE detiene interessi strategici e a breve termine sia nell’Artico europeo che nella regione artica in senso lato e condivide la responsabilità dello sviluppo sostenibile in tale regione. L’UE ha inoltre un interesse fondamentale a sostenere la cooperazione multilaterale nell’Artico e si sta adoperando per garantire che la regione artica rimanga sicura, stabile, sostenibile, pacifica e prospera.

L’UE è un leader mondiale nella lotta contro le crisi climatiche e della biodiversità ed è pronta a svolgere pienamente il proprio ruolo e ad assumersi la propria responsabilità a livello mondiale. L’azione per il clima riveste particolare importanza per questa regione, viste le enormi ripercussioni del riscaldamento dell’Artico. Le conseguenze di questa transizione artica si estendono all’intero pianeta e colpiscono le popolazioni in molteplici modi.

Le proposte legislative nell’ambito del Green Deal europeo sono al centro dell’impegno dell’UE per l’Artico, insieme al nuovo approccio dell’Unione per un’economia blu sostenibile, che ha il sostegno di scienza, innovazione e investimenti regionali.

L’impegno dell’UE nell’Artico non è quindi una questione di convenienza, ma una necessità.

Qual è l’impatto dell’UE sull’Artico?

In quanto grande economia industrializzata con una vasta popolazione, l’UE influenza l’Artico in vari modi. L’Unione esercita un impatto significativo sull’Artico con la sua impronta ambientale e la domanda di risorse e prodotti originari di tale regione.

Le emissioni di gas a effetto serra determinano il riscaldamento globale, mentre inquinanti come gli inquinanti organici persistenti, il particolato carbonioso, i metalli pesanti come il mercurio e le micro e macroplastiche raggiungono l’Artico trasportati da correnti d’aria e da correnti oceaniche.

L’UE contribuisce al riscaldamento dell’Artico con una quota dell’8 % delle emissioni globali di gas a effetto serra. L’UE è inoltre responsabile di circa il 36 % del deposito di particolato carbonioso nell’Artico, sostanza che, oltre ad essere un inquinante atmosferico nocivo, accelera il riscaldamento della regione e lo scioglimento delle nevi e dei ghiacci.

L’UE riconosce il proprio impatto sulla regione e continuerà a valutarlo con l’obiettivo di affrontarlo in modo coordinato, in stretta cooperazione con le autorità nazionali, regionali e locali e con le comunità artiche. Con questa nuova comunicazione l’UE si impegna ad intervenire contro le principali fonti di inquinamento atmosferico, terrestre e marittimo che colpiscono le regioni artiche, come i rifiuti di plastica/marini, il particolato carbonioso, le sostanze chimiche e le emissioni dei trasporti, nonché lo sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali.

In che modo l’UE rafforzerà il suo ruolo nell’Artico?

Il pieno impegno dell’UE nell’Artico è una necessità geopolitica. L’Unione ha un interesse fondamentale a sostenere la cooperazione multilaterale nell’Artico e si sta adoperando per garantire che rimanga una zona a bassa tensione, caratterizzata da una cooperazione pacifica e da stabilità e prosperità.

La comunicazione sull’Artico impegna l’UE a rafforzare la propria azione nella regione artica e nelle zone circostanti, in risposta alle sfide geopolitiche, ambientali, economiche, sociali e di sicurezza cui sono confrontate, e a collaborare con altri per gestire le nuove opportunità che vi emergono. Fondandosi sulla politica definita nelle precedenti comunicazioni sulla regione artica e sulla base della strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea del 2016 e delle priorità politiche della Commissione, l’UE mira a rafforzare ulteriormente il suo impegno per l’Artico.

Tra le azioni figurano in particolare:

  • l’UE rafforzerà la sua previsione strategica, esaminando in particolare i legami tra cambiamenti climatici e sicurezza; integrerà le questioni relative all’Artico nella sua diplomazia esterna e potenzierà la cooperazione regionale. Per attenuare i problemi di sicurezza l’UE amplierà le capacità di protezione civile e la cooperazione in materia di ricerca e soccorso e intensificherà la ricerca sullo scioglimento del permafrost. Stabilirà una presenza permanente in Groenlandia per rafforzare il partenariato e la visibilità delle azioni dell’UE sul campo.
  • Affronterà le sfide ecologiche, sociali, economiche e politiche derivanti dai cambiamenti climatici e adotterà misure incisive per contrastare i cambiamenti climatici e il degrado ambientale. Attuando il Green Deal europeo, compreso il nuovo approccio per un’economia blu sostenibile, e perseguendo le priorità a livello internazionale, l’UE cercherà di mitigare i problemi connessi ai cambiamenti climatici, di adattarvisi e di porvi rimedio, nonché di offrire soluzioni europee per garantire una solida transizione verde e blu. L’UE continuerà a sviluppare relazioni sostenibili con i partner nella regione e a rafforzare la governance dell’oceano Artico.
  • L’UE investirà nel futuro degli abitanti dell’Artico, promuovendo una migliore istruzione, una crescita sostenibile e posti di lavoro, con un maggiore coinvolgimento dei giovani, delle donne e delle popolazioni indigene nel processo decisionale relativo all’Artico, su questioni quali l’innovazione e la ricerca, la creazione di posti di lavoro, le competenze digitali e l’istruzione.
  • L’UE stimolerà una transizione verde innovativa, nell’ambito della quale le regioni artiche potranno creare posti di lavoro compatibili con il futuro in settori innovativi, tra cui: energia neutra in termini di emissioni di carbonio, idrogeno, industrie estrattive sostenibili, apprendimento online, sanità digitale, connettività e infrastrutture, turismo sostenibile, tecnologie verdi, pesca e agricoltura ecosostenibili. L’UE insisterà affinché il petrolio, il carbone e il gas rimangano nel suolo, anche nelle regioni artiche.

In che modo l’UE finanzierà le sue azioni?

I finanziamenti dell’UE connessi all’Artico sono erogati attraverso diversi programmi e iniziative.

  • nell’ambito dei programmi di politica di coesione e di sviluppo rurale per la Svezia settentrionale e la Finlandia nordorientale, mentre i programmi Interreg estendono la portata delle azioni dell’UE coinvolgendo le Isole Fær Øer, l’Islanda, la Groenlandia, la Norvegia e la Russia

Questi programmi sono strumenti fondamentali per consentire all’UE di imprimere un orientamento agli sviluppi in atto nell’Artico. Nel periodo 2021-2027 i programmi di coesione dell’UE si concentreranno sulla transizione verde e digitale, fornendo sostegno alla trasformazione economica intelligente tramite strategie continue di specializzazione intelligente, finanziamenti per l’imprenditorialità e iniziative per i giovani nell’Artico. Anche le regioni settentrionali della Finlandia e della Svezia possono beneficiare del nuovo Fondo per una transizione giusta, che mira ad alleviare i costi sociali ed economici derivanti dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra.

Il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) svolgerà un ruolo chiave nell’attuazione di InvestEU, insieme ad altri partner esecutivi, tra cui banche di promozione nazionali o istituzioni finanziarie internazionali, come la Nordic Investment Bank. Qualsiasi paese terzo può associarsi contribuendo a InvestEU. La BEI sosterrà l’energia verde nell’Artico. Finanziamenti e investimenti sono disponibili per progetti che realizzano l’economia circolare aumentando l’efficienza delle risorse e progredendo nell’attuazione di processi di produzione sostenibili, nonché altri progetti circolari riguardanti tutto il ciclo di vita dei prodotti.

L’UE sosterrà la scienza nella regione artica attraverso Orizzonte Europa 2021-2027, dopo aver investito circa 200 milioni di EUR nella ricerca connessa all’Artico nell’ambito di Orizzonte 2020 tra il 2014 e il 2020. Diversi progetti finanziati da Orizzonte 2020 sono ancora in corso e porteranno a ulteriori progetti nell’ambito di Orizzonte Europa e attraverso raggruppamenti come “EU Polar Cluster”.

  • tramite i programmi spaziali Copernicus e Galileo dell’UE e programmi come il meccanismo per collegare l’Europa

I programmi dell’UE atti a favorire lo sviluppo sostenibile nell’Artico europeo saranno resi più visibili per i beneficiari attraverso un portale online dedicato agli investimenti e all’informazione.

L’UE fa pressione affinché il petrolio, il carbone e il gas rimangano nel suolo, anche nelle regioni artiche. Assistiamo tuttavia a un’impennata dei prezzi dell’energia e a un aumento della domanda. Questo obiettivo è realistico?

L’invito lanciato nella nuova strategia per l’Artico a limitare l’estrazione di combustibili fossili mira ad accelerare la transizione energetica globale. L’UE si è impegnata ad attuare l’accordo di Parigi e il petrolio, il carbone e il gas hanno il maggiore impatto sui cambiamenti climatici. Per questo motivo l’UE fa pressione affinché il petrolio, il carbone e il gas rimangano nel suolo, anche nelle regioni artiche. La relazione dell’Agenzia internazionale per l’energia sull’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 ha indicato chiaramente che: “Non abbiamo più bisogno di nuovi giacimenti di petrolio e di gas naturale nella prospettiva dell’azzeramento delle emissioni nette”.

In primo luogo la Commissione esaminerà con i partner l’instaurazione di un obbligo giuridico multilaterale volto a non consentire l’ulteriore aumento delle riserve di idrocarburi nell’Artico o nelle regioni contigue, né l’acquisto di tali idrocarburi qualora dovessero essere prodotti. Ci si potrebbe basare sulle moratorie parziali sulla prospezione di idrocarburi nell’Artico già attuate con partner come gli Stati Uniti, il Canada o la Groenlandia.

In secondo luogo l’UE accelererà la transizione verso le energie rinnovabili in modo che diventino disponibili per tutti a prezzi accessibili. L’Artico ha un enorme potenziale per le energie rinnovabili (geotermica, eolica, idroelettrica e idrogeno verde). Lo sviluppo di tecnologie energetiche pulite è nell’interesse dell’Artico e dell’UE.

Come rendere più sostenibili l’estrazione e l’uso di materie prime rare provenienti dall’Artico?

Per quanto riguarda l’estrazione di materie prime importanti, la nuova strategia per l’Artico propone di promuovere valutazioni ambientali, economiche e sociali e di utilizzare le migliori pratiche e i più elevati standard ambientali per l’estrazione mineraria, la gestione dei rifiuti e la risposta agli incidenti. L’UE sosterrebbe inoltre una gestione per zone e attuerebbe iniziative di economia circolare.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA