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Pubblicato il 22 settembre 2021

Coronavirus: firmato dalla Commissione un contratto per una terapia anticorpale monoclonale

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La Commissione ha firmato un contratto quadro di appalto congiunto con l’azienda farmaceutica Eli Lilly per la fornitura di una terapia anticorpale monoclonale per pazienti affetti da coronavirus. Si tratta dell’ultimo sviluppo riguardante il primo portafoglio di cinque terapie promettenti annunciato dalla Commissione nel giugno 2021 nell’ambito della strategia dell’UE sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19. Il medicinale è attualmente in fase di revisione continua da parte dell’Agenzia europea per i medicinali. Diciotto Stati membri hanno sottoscritto l’appalto congiunto per l’acquisto di un quantitativo fino a 220 000 dosi di anticorpi monoclonali.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Oltre il 73% della popolazione adulta dell’UE è ormai completamente vaccinato e tale percentuale aumenterà ancora. Ma i vaccini non possono essere la nostra unica risposta alla COVID-19. Le persone continuano a contagiarsi e ad ammalarsi. Dobbiamo continuare a prevenire la malattia con i vaccini, ma allo stesso tempo dobbiamo fare in modo di poterla curare con terapie adeguate. Con la firma odierna concludiamo il nostro terzo appalto, rispettando l’impegno assunto nel quadro della strategia terapeutica dell’UE di facilitare l’accesso a medicinali d’avanguardia per i pazienti affetti da COVID-19.”

Se la vaccinazione rimane la risorsa più forte contro il virus e le sue varianti, le terapie svolgono un ruolo cruciale nella risposta alla COVID-19. Contribuiscono infatti a salvare vite umane, ad accelerare i tempi di guarigione, a ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri e, in ultima istanza, ad alleviare il carico che grava sui sistemi sanitari.

Il prodotto di Eli Lilly è una combinazione di due anticorpi monoclonali (bamlanivimab e etesevimab) per il trattamento di pazienti affetti da coronavirus che non necessitano di ossigeno ma sono ad alto rischio di contrarre una forma grave di COVID-19. Gli anticorpi monoclonali sono proteine prodotte in laboratorio che imitano la capacità del sistema immunitario di combattere il coronavirus. Legandosi alla proteina spike, impediscono al virus di penetrare nelle cellule dell’organismo umano.

Nell’ambito dell’accordo di aggiudicazione congiunta dell’UE, la Commissione europea ha ad oggi concluso quasi 200 contratti per diverse contromisure mediche, per un valore complessivo di oltre 12 miliardi di €. In base al contratto quadro di appalto congiunto concluso con Eli Lilly, gli Stati membri potranno acquistare il prodotto combinato bamlanivimab/etesevimab se e quando necessario, dopo che avrà ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata a livello dell’Ue dall’Agenzia europea per i medicinali o un’autorizzazione all’uso di emergenza nello Stato membro interessato.

Contesto

L’odierno contratto di appalto congiunto fa seguito al contratto firmato il 31 marzo 2021 con la Roche per il prodotto REGN-COV2, una associazione di casirivimab e imdevimab, e a quello sottoscritto il 27 luglio 2021 con la Glaxo Smith Kline per la fornitura di sotrovimab (VIR-7831) sviluppato in collaborazione con la VIR biotechnology.

La strategia dell’UE sugli strumenti terapeutici contro la COVID-19, adottata il 6 maggio 2021, mira a istituire un ampio portafoglio di strumenti terapeutici contro tale malattia, con l’obiettivo di disporre di tre nuovi strumenti terapeutici entro l’ottobre 2021, ed eventualmente di altri due entro la fine dell’anno. La strategia interessa l’intero ciclo di vita dei medicinali: ricerca, sviluppo, selezione dei candidati promettenti, rapida approvazione normativa, fabbricazione e diffusione fino all’uso finale. Inoltre coordinerà, amplierà e garantirà l’azione congiunta dell’UE per assicurare l’accesso alle terapie mediante appalti congiunti.

La strategia fa parte di un’Unione europea della salute solida, che ricorre a un’impostazione coordinata a livello dell’UE per garantire una maggiore tutela della salute dei cittadini, dare all’UE e agli Stati membri gli strumenti necessari per prevenire e affrontare meglio eventuali pandemie future e migliorare la resilienza dei sistemi sanitari europei. Incentrata sulla cura dei pazienti affetti da COVID-19, questa strategia affianca la strategia vincente dell’UE in tema di vaccini, che ha permesso di autorizzare per l’uso nell’UE vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19, con l’obiettivo di prevenire e ridurre la diffusione dei casi, i tassi di ospedalizzazione e i decessi causati dalla malattia.

Il 29 giugno 2021 la strategia ha conseguito il suo primo risultato, con l’annuncio dei cinque strumenti terapeutici candidati che potrebbero essere presto disponibili per il trattamento dei pazienti nell’UE. I cinque prodotti, che si trovano in una fase avanzata di sviluppo, hanno elevate possibilità di figurare tra i tre nuovi strumenti terapeutici contro la COVID-19 da autorizzarsi entro l’ottobre 2021 (l’obiettivo fissato nell’ambito della strategia), a condizione che i dati definitivi ne dimostrino la sicurezza, la qualità e l’efficacia.

La cooperazione globale nell’ambito delle terapie è fondamentale e costituisce un elemento chiave della nostra strategia. La Commissione è impegnata a collaborare con i partner internazionali sulle terapie contro la COVID-19 e a renderle disponibili a livello mondiale. La Commissione sta inoltre valutando come sostenere un ambiente favorevole alla produzione di prodotti sanitari, rafforzando nel contempo la capacità di ricerca nei paesi partner di tutto il mondo.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA