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Pubblicato il 22 settembre 2021

Commercio e sostenibilità: proposto dalla Commissione un nuovo sistema di preferenze generalizzate dell’UE per promuovere lo sviluppo sostenibile nei paesi a basso reddito

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La Commissione ha adottato oggi la proposta legislativa relativa al nuovo sistema di preferenze generalizzate (SPG) dell’UE per il periodo 2024-2034. La Commissione propone di migliorare alcuni elementi essenziali del sistema per rispondere meglio all’evoluzione delle esigenze e delle sfide dei paesi SPG e per rafforzare la dimensione del sistema legata agli aspetti sociali, al lavoro, all’ambiente e al clima.

Il regolamento SPG è uno strumento commerciale unilaterale che prevede l’eliminazione o la riduzione dei dazi all’importazione sui prodotti che arrivano nell’UE da paesi vulnerabili a basso reddito, contribuendo di conseguenza all’eliminazione della povertà, allo sviluppo sostenibile e alla partecipazione di tali paesi all’economia globale. La proposta della Commissione incentra maggiormente l’SPG sulla riduzione della povertà e sull’aumento delle opportunità di esportazione per i paesi a basso reddito. Mira a incentivare la crescita economica sostenibile in tali paesi e offre un nuovo margine di manovra per affrontare le questioni legate all’ambiente e al buon governo.

Il nuovo quadro SPG amplia le possibilità dell’UE di utilizzare le preferenze commerciali per creare opportunità economiche e promuovere lo sviluppo sostenibile. Il quadro aggiornato estende inoltre l’elenco dei motivi per cui è prevista la revoca delle preferenze SPG in caso di violazioni gravi e sistematiche. Oltre alle convenzioni essenziali sui diritti umani e sul lavoro che già rientrano nel sistema, la proposta include convenzioni relative all’ambiente e al buon governo.

Maggiore attenzione ai beneficiari più bisognosi

Molti elementi dell’SPG garantiscono che le preferenze commerciali vadano ai paesi più bisognosi per promuovere il loro sviluppo sostenibile.

La nuova proposta migliora ulteriormente il sistema attuale:

  • garantendo una transizione agevole per tutti i paesi che nel prossimo decennio lasceranno la categoria dei paesi meno sviluppati (PMS): essi potranno richiedere il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo (SPG+) se si impegnano a rispettare norme rigorose in materia di sostenibilità, mantenendo di conseguenza preferenze tariffarie assai favorevoli per l’accesso al mercato dell’UE;
  • offrendo ai paesi a basso reddito le più ampie possibilità di beneficiare dell’SPG grazie a un abbassamento di dieci punti percentuali delle soglie di graduazione dei prodotti (ossia la sospensione temporanea delle preferenze tariffarie per i prodotti altamente competitivi), che farà sì che i grandi produttori industrializzati lascino più spazio in settori in cui sono molto competitivi;
  • aggiungendo all’elenco delle convenzioni internazionali da rispettare due ulteriori strumenti nell’ambito dei diritti umani, concernenti i diritti delle persone con disabilità e i diritti dei minori, due convenzioni sui diritti del lavoro, concernenti le ispezioni sul lavoro e le consultazioni tripartite, e una convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale;
  • istituendo un quadro ben definito che consente agli attuali beneficiari dell’SPG+ di adeguarsi ai nuovi requisiti, con un periodo di transizione adeguato e la presentazione di piani attuativi.

Un SPG più verde

Per sottolineare ulteriormente l’importanza di rispettare le norme in materia di cambiamenti climatici e protezione dell’ambiente, la nuova proposta relativa all’SPG:

  • introduce la possibilità di revocare i vantaggi derivanti dall’SPG in caso di violazioni gravi e sistematiche dei principi stabiliti nelle convenzioni concernenti i cambiamenti climatici e la protezione dell’ambiente;
  • amplia l’elenco delle convenzioni internazionali che i paesi SPG+ devono ratificare oltre agli attuali sette strumenti ambientali e climatici, aggiungendo l’accordo di Parigi.

Un SPG più flessibile

Gli insegnamenti tratti dall’applicazione dell’attuale SPG si riflettono:

  • in un migliore monitoraggio del rispetto dei requisiti dell’SPG+ e in un aumento della trasparenza e del coinvolgimento della società civile nell’applicazione del sistema;
  • in una nuova procedura di revoca urgente delle preferenze, nel caso in cui sia necessaria una risposta rapida in presenza di circostanze eccezionalmente gravi in un paese beneficiario, quali gravi violazioni delle norme internazionali;
  • in una valutazione degli effetti socioeconomici di ciascuna proposta di revoca, per tenere conto degli eventuali effetti negativi sulle popolazioni vulnerabili.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo e Commissario per il Commercio, ha dichiarato: “Da cinquant’anni l’SPG aiuta i paesi vulnerabili a crescere in modo sostenibile concedendo un accesso preferenziale al mercato dell’UE. I paesi beneficiari hanno avuto di conseguenza modo di diversificare le loro economie e creare posti di lavoro, impegnandosi anche a migliorare i diritti umani e del lavoro, la protezione dell’ambiente e il buon governo. Oggi stiamo rinnovando l’SPG affinché continui a offrire preferenze commerciali favorevoli e a promuovere nel contempo altri cambiamenti positivi nei paesi beneficiari.”

L’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell Fontelles ha dichiarato: “L’UE promuove i diritti umani e lo sviluppo sostenibile in tutti i settori della sua azione esterna, compresi il commercio e gli investimenti responsabili. Il nuovo regolamento SPG potenzia uno strumento che è fondamentale per il nostro sforzo comune di promuovere società più prospere, sostenibili ed eque in tutto il mondo, sulla base dell’esperienza acquisita nel corso di anni di impegno e cooperazione con i nostri paesi partner. Il nuovo regime SPG rafforzerà la nostra capacità di utilizzare le preferenze commerciali non solo per creare opportunità economiche per le persone, ma anche per promuovere lo sviluppo sostenibile e i valori universali in tutto il mondo.”

Jutta Urpilainen, Commissaria per i Partenariati internazionali, ha dichiarato: “Per accrescere il benessere e ridurre le disuguaglianze nel percorso verso lo sviluppo sostenibile, il commercio è essenziale. Il riesame dell’SPG dell’UE è un esempio tangibile di come le preferenze commerciali possano contribuire all’integrazione dei paesi a basso reddito nell’economia mondiale, creando posti di lavoro dignitosi e riducendo la povertà. Continueremo a collaborare con i paesi partner dell’UE anche tramite il nostro nuovo strumento finanziario NDICI-Europa globale per fornire sostegno in settori chiave.”

Prossime tappe

La proposta sarà discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio. L’attuale regolamento SPG scadrà il 31 dicembre 2023; una volta adottato, il nuovo regolamento SPG si applicherà dal 1º gennaio 2024.

Contesto

L’SPG dell’UE è uno strumento consolidato di politica commerciale e di sviluppo in vigore dal 1971.

L’attuale quadro SPG si basa sul regolamento (UE) n. 978/2012 del 25 ottobre 2012. Il sistema prevede un accesso più agevole al mercato dell’UE per le merci esportate da paesi a basso reddito, grazie all’eliminazione o alla riduzione dei dazi all’importazione. La riduzione dei dazi consente a tali paesi di aumentare le esportazioni nell’UE e contribuisce di conseguenza alla loro crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. L’accesso preferenziale al mercato dell’UE aiuta inoltre i paesi a basso reddito a generare entrate supplementari che possono essere reinvestite per diversificare le loro economie. Infine, l’SPG sostiene lo sviluppo sostenibile in quanto i paesi a basso reddito, per accedere al vasto mercato dell’UE tramite le preferenze tariffarie, sono anche incoraggiati a promuovere il rispetto dei diritti umani, dei diritti del lavoro, della protezione dell’ambiente e del buon governo. Il sistema di protezione e le salvaguardie previste dal programma SPG tutelano inoltre da eventuali danni all’industria dell’UE.

L’UE propone tre regimi SPG:

  • l’EBA (Everything But Arms – Tutto tranne le armi), per i paesi meno sviluppati, che godono di un accesso al mercato dell’UE in esenzione da dazi e contingenti per tutti i prodotti ad eccezione di armi e munizioni;
  • l’SPG ordinario, per i paesi a reddito basso e medio basso, cui è concessa una soppressione parziale o totale dei dazi doganali su due terzi delle linee tariffarie;
  • l’SPG+, il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo, che prevede l’azzeramento dei dazi per le stesse linee tariffarie dell’SPG ordinario. Beneficiano di questo regime i paesi vulnerabili a reddito basso e medio basso che attuano 27 convenzioni internazionali (32 nella nuova proposta) riguardanti i diritti umani, i diritti del lavoro, la protezione dell’ambiente e del clima e il buon governo.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA