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Pubblicato il 17 settembre 2021

Domande e risposte: Strategia dell’UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica

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Il 19 aprile 2021 il Consiglio ha adottato conclusioni su una strategia dell’UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica. Dando seguito alle conclusioni del Consiglio, il 16 settembre 2021 la Commissione e l’Alto rappresentante hanno presentato una comunicazione congiunta sulla strategia indo-pacifica dell’UE.

Perché è necessaria una strategia dell’UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica

La regione indo-pacifica sta diventando sempre più importante per l’UE dal punto di vista strategico. Il crescente peso economico, demografico e politico della regione la rende protagonista nella definizione dell’ordine internazionale e nella risposta alle sfide globali.

L’UE e la regione indo-pacifica sono fortemente interconnesse. L’UE è già il principale investitore, è al primo posto per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo e uno dei principali partner commerciali nella regione indo-pacifica. Insieme, la regione indo-pacifica e l’Europa rappresentano oltre il 70 % del commercio mondiale di beni e servizi e oltre il 60 % dei flussi di investimenti esteri diretti.

Tuttavia le dinamiche in atto nella regione indo-pacifica hanno dato luogo a un’intensa concorrenza geopolitica, che va ad aggiungersi alle crescenti tensioni negli scambi commerciali e nelle catene di approvvigionamento, come pure nei settori della tecnologia, della politica e della sicurezza.

Per questo motivo l’UE ha deciso di intensificare il suo impegno strategico con la regione indo-pacifica.

Quali sono i principali elementi della strategia indo-pacifica dell’UE?

Il maggiore impegno dell’UE in quest’area mira a mantenere una regione indo-pacifica libera e aperta per tutti, creando nel contempo partenariati solidi e duraturi. Il messaggio fondamentale è che l’UE intensificherà il suo impegno con i partner della regione indo-pacifica per rispondere alle dinamiche emergenti che stanno compromettendo la stabilità regionale. L’approccio dell’UE è concepito per promuovere un ordine internazionale fondato su regole, condizioni di parità, nonché un contesto aperto ed equo per il commercio e gli investimenti, affrontando i cambiamenti climatici e sostenendo la connettività con l’UE.

In questo contesto la comunicazione congiunta evidenzia sette settori prioritari per l’azione dell’UE:

  • Prosperità sostenibile e inclusiva;
  • Transizione verde;
  • Governance degli oceani;
  • Governance e partenariati digitali;
  • Connettività;
  • Sicurezza e difesa;
  • Sicurezza umana.

La strategia indo-pacifica dell’UE è un invito rivolto ai nostri partner della regione affinché affrontino insieme sfide comuni e sostengano il diritto internazionale e difendano i valori e i principi in cui crediamo.

Quali azioni l’UE intende intraprendere nel settore della sicurezza e della difesa?

L’UE promuoverà un’architettura della sicurezza regionale aperta e basata su regole, anche per quanto riguarda la sicurezza delle rotte di comunicazione marittime, lo sviluppo di capacità e una maggiore presenza navale degli Stati membri dell’UE nella regione indo-pacifica. L’UE si adopererà inoltre per condurre più esercitazioni congiunte e effettuare più scali nei porti con i partner della regione, comprese esercitazioni multilaterali, per combattere la pirateria e proteggere la libertà di navigazione nell’area.

L’UE intensificherà il dialogo con i partner in materia di sicurezza e difesa, compresa la lotta al terrorismo e la cibersicurezza. L’UE sosterrà inoltre la capacità dei partner della regione indo-pacifica di garantire la sicurezza marittima. L’UE rafforzerà inoltre lo sviluppo di capacità per i partner nel settore della lotta alla criminalità informatica.

La strategia indo-pacifica dell’UE è diretta contro la Cina?

L’approccio dell’UE nei confronti della regione punta alla cooperazione e non al confronto. Il nostro rinnovato impegno a favore della regione riguarda tutti i partner che desiderano cooperare con l’UE. Adatteremo questa cooperazione in funzione degli specifici settori in cui i partner condividono principi, valori o interessi comuni.

L’UE svilupperà inoltre il suo rapporto poliedrico con la Cina, impegnandosi a livello bilaterale per promuovere soluzioni a sfide comuni, cooperando su questioni di interesse comune e incoraggiando la Cina a fare la sua parte in una regione indo-pacifica prospera e in pace.

I diritti umani saranno presi in considerazione nella strategia indo-pacifica dell’UE?

L’UE continuerà sempre a difendere i diritti umani e la democrazia e a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione: dialoghi e consultazioni in materia di politiche e di diritti umani, preferenze commerciali e integrazione delle considerazioni relative ai diritti umani in tutte le politiche e i programmi dell’UE.

L’UE continuerà a utilizzare il suo regime di misure restrittive (sanzioni) nei confronti di singole persone, entità e organismi che sono responsabili, coinvolti o associati a gravi violazioni dei diritti umani e abusi ovunque nel mondo.

L’UE intende intraprendere azioni concrete per attuare la sua strategia indo-pacifica?

L’attuazione della strategia dell’UE comprenderà una serie di azioni, in particolare:

  • Concludere accordi di partenariato e cooperazione (APC) con la Malaysia e la Thailandia; avviare negoziati per un APC con le Maldive e attuare pienamente l’imminente accordo di partenariato dell’UE con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP).
  • Avviare un dialogo con i partner della regione indo-pacifica per costruire catene di valore globali più resilienti e sostenibili diversificando le relazioni commerciali ed economiche e sviluppando norme e regolamentazioni tecnologiche in linea con i nostri valori e principi.
  • Portare a termine i negoziati commerciali dell’UE con l’Australia, l’Indonesia e la Nuova Zelanda; riprendere i negoziati commerciali e avviare negoziati in materia di investimenti con l’India; completare un accordo di partenariato economico con la Comunità dell’Africa orientale; valutare l’eventuale ripresa dei negoziati commerciali con la Malaysia, le Filippine e la Thailandia e l’eventuale negoziazione di un accordo commerciale interregionale con l’ASEAN.
  • Concludere alleanze e partenariati verdi con i partner della regione indo-pacifica che abbiamo l’ambizione e la volontà di combattere i cambiamenti climatici e il degrado ambientale.
  • Rafforzare la governance degli oceani nella regione, anche incrementando il sostegno dell’UE ai sistemi di gestione e di controllo della pesca dei paesi della regione indo-pacifica, la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e l’attuazione degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile.
  • Ampliare la rete di partenariati digitali con i partner della regione indo-pacifica e vagliare la possibilità di nuovi accordi di partenariato digitale.
  • Rafforzare la cooperazione in materia di ricerca e innovazione nell’ambito di “Orizzonte Europa”; valutare la possibilità che a questo programma aderiscano partner ammissibili della regione che condividono gli stessi principi, come l’Australia, il Giappone, la Repubblica di Corea, la Nuova Zelanda e Singapore.
  • Intensificare l’attuazione dei partenariati per la connettività con Giappone e India; sostenere i partner nella creazione di un contesto normativo adeguato e agevolare la mobilitazione dei finanziamenti necessari per migliorare la connettività sul campo tra l’Europa e la regione indo-pacifica.
  • Esplorare modalità per garantire un maggiore dispiegamento navale da parte degli Stati membri dell’UE per contribuire a proteggere le rotte marittime di comunicazione e la libertà di navigazione nella regione indo-pacifica, rafforzando nel contempo la capacità dei partner di questa regione di garantire la sicurezza marittima.
  • Rafforzare il sostegno ai sistemi sanitari e alla preparazione alle pandemie per i paesi meno sviluppati della regione indo-pacifica, potenziando la ricerca collaborativa in materia di malattie trasmissibili nel contesto del programma di ricerca Orizzonte Europa.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA