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Pubblicato il 15 settembre 2021

Stato dell’UE: lotta a COVID-19, ripresa, clima e politica estera

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Nel dibattito annuale sullo Stato dell’Unione europea, i deputati hanno discusso con la Presidente della Commissione von der Leyen le prossime sfide dell’UE.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha iniziato il suo secondo discorso sullo Stato dell’Unione europea sottolineando che, durante più grande crisi sanitaria globale da un secolo, la più profonda crisi economica globale da decenni e la più grave crisi planetaria di tutti i tempi, “abbiamo scelto di andare avanti insieme. Come una sola Europa. E possiamo esserne fieri”. Ha sottolineato poi che l’Europa è tra i leader mondiali per tasso di vaccinazione, pur avendo condiviso la metà della sua produzione di vaccini col resto del mondo. Ora la priorità è quella di accelerare la vaccinazione globale, continuare gli sforzi in Europa e prepararsi bene per le future pandemie.
Guardando al futuro, ha notato che “il digitale è la questione che fa la differenza” e ha annunciato una nuova legge europea sui microchip per mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione e di test dell’Europa e coordinare gli investimenti europei e nazionali. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, von der Leyen ha chiarito che “poiché è causato dall’uomo, noi possiamo fare qualcosa”. Ha poi sottolineato che, con il Green Deal, l’UE è stata la prima grande economia mondiale a presentare una legislazione completa in questo settore e ha promesso di raddoppiare i finanziamenti esterni per la biodiversità ai paesi in via di sviluppo, impegnandosi a stanziare altri 4 miliardi di euro per la finanza sostenibile fino al 2027.
Parlando di politica estera e di sicurezza, la Presidente ha chiesto una politica europea di difesa informatica e un nuovo atto europeo di resilienza informatica, e ha infine annunciato un Vertice sulla difesa europea da tenersi sotto la Presidenza francese del Consiglio UE

Interventi dei capigruppo

  • Manfred WEBER (PPE, DE) ha sottolineato le conseguenze sociali ed economiche della crisi COVID-19 e ha affermato che l’Europa ha urgente bisogno di creare nuovi posti di lavoro, anche nel settore sanitario dove l’UE è leader con i vaccini anti COVID. Ha inoltre chiesto un programma di emergenza commerciale UE-USA per i settori del trasporto e della mobilità e del digitale e un piano per ridurre la burocrazia. Ha concluso affermando che la difesa europea dovrebbe essere rafforzata con forze d’intervento ed Europol trasformata in una FBI europea.
  • Iratxe GARCÍA PÉREZ (S&D, ES) ha dato una valutazione positiva della lotta dell’UE contro la pandemia e le sue conseguenze, affermando che “il 70% della popolazione è vaccinata, la libertà di movimento è di nuovo realtà e i fondi di Next Generation UE sono già stati convogliati”. Anche la transizione verso un’economia verde è sulla buona strada, ha aggiunto, ma “non abbiamo fatto abbastanza per garantire il benessere dei cittadini”, osservando come la crisi abbia esacerbato le disuguaglianze e colpito più duramente i più vulnerabili.
  • Dacian CIOLOŞ (Renew, RO) ha lamentato come la Commissione si sia impegnata, troppo spesso, nella diplomazia con il Consiglio invece di dedicarsi alla definizione delle politiche con il PE. Sottolineando che i valori europei sono le fondamenta della nostra Unione, ha esortato la Commissione a iniziare a utilizzare il meccanismo di condizionalità istituito per proteggere il bilancio dell’UE dalle violazioni dello Stato di diritto – in vigore da quasi un anno ma mai applicato – per fermare il finanziamento di movimenti illiberali in molte parti d’Europa nelle quali l’indipendenza giudiziaria viene erosa, i giornalisti assassinati e le minoranze discriminate.
  • Philippe LAMBERTS (Verdi/ALE, BE) ha chiesto maggiore ambizione sul clima: “più veloce, più alto, più forte: è ora di applicare gli obiettivi olimpici ai nostri sforzi per salvare il pianeta”. Ha poi chiesto dei cambiamenti nel sistema fiscale e sociale per garantire una vita dignitosa a tutti. Sulla politica estera, ha affermato che solo condividendo la sovranità l’UE potrebbe diventare un “peso massimo” e che “la ‘Fortezza Europa’ non sarà mai un attore geopolitico rispettato”. Infine, si è rammaricato del fatto che la principale preoccupazione dei Paesi UE sull’Afghanistan sia quella di evitare che qualsiasi afgano metta piede sul territorio europeo.
  • Secondo Jörg MEUTHEN (ID, DE), i cittadini europei non hanno bisogno di “discorsi fioriti” ma vogliono solo “essere lasciati in pace”. Ha poi criticato le “spese massicce” della Commissione per il Green Deal, il Fondo di ripresa e “Fit for 55”, che, alla fine, saranno pagate dai cittadini. Ha infine sottolineato la crescente burocrazia e deplorato la transizione verso l’energia verde, chiedendo più energia nucleare.
  • Raffaele FITTO (ECR, IT) ha dichiarato che “le risorse del Next Generation da sole non bastano” e ha chiesto una riforma del Patto di stabilità, delle modifiche sulle regole relative agli aiuti di stato e una politica commerciale più autonoma. Ha poi aggiunto che “la transizione ambientale non può essere affrontata senza tenere in considerazione cosa accade nel mondo e, soprattutto, l’impatto sul nostro sistema produttivo perché altrimenti rischieremmo di fare un danno”. Infine, sul tema dello Stato di diritto ha affermato che “ciò che sta accadendo in Polonia è frutto di imposizione politica di una maggioranza che non rispetta le competenze dei singoli stati”.
  • Secondo Martin SCHIRDEWAN (La Sinistra, DE), Ursula von der Leyen si è lodata ma non ha fornito alcuna risposta ai problemi attuali. Ha poi chiesto che la protezione dei brevetti sui vaccini sia rimossa e ha sottolineato come i 10 miliardari più ricchi d’Europa abbiano ulteriormente aumentato le loro fortune durante la pandemia, mentre un bambino su cinque nell’UE cresce in povertà o a rischio di povertà.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO