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Pubblicato il 8 settembre 2021

L’UE consolida la posizione di testa nel commercio agroalimentare mondiale

agricoltura

Il 2020 ha segnato un ulteriore miglioramento della posizione di testa dell’UE tra i maggiori esportatori mondiali di prodotti agroalimentari. Per quanto riguarda le importazioni, secondo una relazione pubblicata oggi l’UE è ora il terzo maggiore importatore dopo gli Stati Uniti e la Cina.

Il 2020 è stato un anno particolarmente impegnativo ma favorevole per il commercio agroalimentare dell’UE, che ha raggiunto un valore totale di 306 miliardi di €: 184 miliardi di € di esportazioni e122 miliardi di € di importazioni. Rispetto al 2019, entrambi i valori segnano una leggera crescita, dell’1,4 % e dello 0,5 % rispettivamente.

Il commercio internazionale ha svolto un ruolo cruciale nell’attutire l’impatto economico devastante della pandemia di COVID-19 e si è dimostrato uno strumento centrale per rafforzare la resilienza. L’UE è il maggior blocco commerciale e una vasta rete di accordi di libero scambio (ALS) è alla base della posizione che occupa nel commercio mondiale.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Promuovere un commercio aperto ed equo è una delle priorità politiche della Commissione europea che apporta notevoli benefici ai nostri agricoltori. Il successo del commercio agricolo è chiaramente legato alla politica agricola comune, che sostiene la competitività e l’innovazione, nonché all’eccellente reputazione di cui godono i nostri prodotti in quanto sicuri, prodotti in modo sostenibile, nutrienti e di elevata qualità.

L’UE esporta un’ampia gamma di prodotti provenienti da ciascuna delle parti che compongono la catena del valore; ciò dimostra la competitività del settore agroalimentare dell’UE in una gamma di categorie di prodotti, dai prodotti di base ai prodotti dell’industria alimentare ad alta lavorazione. Le importazioni dell’UE invece sono nettamente dominate dagli alimenti e mangimi agricoli di base, che rappresentano circa il 75 % del totale.

Esaminando le categorie di prodotti, le esportazioni di carni suine e di frumento hanno contribuito notevolmente all’aumento complessivo delle esportazioni agroalimentari dell’UE. Per quanto riguarda le importazioni agroalimentari dell’UE, la crescita è stata determinata principalmente dall’aumento del valore delle importazioni di oleaginose, acidi grassi e cere, olio di palma, frutta e semi di soia.

La Cina, la Svizzera e le regioni del Medio Oriente e del Nord Africa sono state le principali destinazioni di crescita delle esportazioni agroalimentari dell’UE nel 2020. Il valore delle esportazioni dell’UE ha registrato il calo più pronunciato verso Stati Uniti, Turchia, Singapore e Giappone. In termini di importazioni, il Canada è cresciuto in misura significativa come fonte di importazioni dell’UE. Allo stesso tempo, le importazioni dell’UE sono diminuite maggiormente di valore in provenienza dal Regno Unito, dall’Ucraina e dagli Stati Uniti.

Nel 2020 il Regno Unito è stato il partner più importante dell’UE nel commercio agroalimentare, con una quota del 23 % del totale delle esportazioni agroalimentari dell’UE e del 13 % delle importazioni totali.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA