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Pubblicato il 1 settembre 2021

Una politica commerciale assertiva: efficaci anche nel 2020 le misure di difesa dell’UE contro le pratiche commerciali sleali

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Nonostante le sfide pratiche poste dalla pandemia di COVID-19, il sistema che difende le imprese dell’UE dalle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni ha continuato a funzionare bene anche nel 2020, grazie a modalità solide e innovative di utilizzo degli strumenti di difesa commerciale da parte dell’UE. Rientra infatti nella nuova strategia commerciale della Commissione europea assumere una posizione più assertiva nel difendere i propri interessi contro pratiche commerciali sleali.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo e Commissario per il Commercio, ha dichiarato: “L’UE ha bisogno di strumenti efficaci per difendersi dalle pratiche commerciali sleali. Questo è un pilastro fondamentale della nuova strategia per una politica commerciale aperta, sostenibile e assertiva. Abbiamo continuato a utilizzare i nostri strumenti di difesa commerciale in modo efficace durante la pandemia di COVID, ne abbiamo migliorato il monitoraggio e l’applicazione e abbiamo gestito nuove modalità di concessione di sovvenzioni da parte di paesi terzi. Non tollereremo l’uso improprio degli strumenti di difesa commerciale da parte dei partner commerciali e continueremo a sostenere i nostri esportatori rimasti coinvolti in tali procedimenti. È fondamentale che le nostre imprese e i loro lavoratori possano continuare a fare affidamento su strumenti di difesa commerciale solidi che li proteggano da pratiche commerciali sleali.”

Alla fine del 2020 erano in vigore nell’UE 150 misure di difesa commerciale, in linea con i livelli di attività degli anni precedenti, con un aumento del numero di casi verso la fine del 2020. Per la prima volta, inoltre, la Commissione si è trovata a gestire un nuovo tipo di sovvenzione concessa da paesi terzi sotto forma di sostegno finanziario transfrontaliero, che costituiva una grave sfida per le imprese dell’UE.

Di seguito i punti salienti della difesa commerciale del 2020.

Mantenimento di un alto livello di attività di difesa commerciale nell’UE

A causa della pandemia di COVID-19, la Commissione ha dovuto rapidamente introdurre qualche modifica temporanea alle sue procedure di lavoro, in particolare per quanto riguarda le visite di verifica in loco. Ciò le ha permesso di continuare ad applicare gli strumenti garantendo i massimi livelli di efficienza senza un calo del tasso di attività. Alla fine del 2020, delle 150 misure di difesa commerciale in vigore nell’UE – 10 in più rispetto alla fine del 2019 – 128 erano misure antidumping, 19 misure antisovvenzioni e 3 misure di salvaguardia.

Nel 2020 la Commissione ha aperto:

  • 15 inchieste, rispetto alle 16 del 2019, e istituito 17 misure provvisorie e definitive, rispetto alle 15 del 2019;
  • 28 riesami, rispetto ai 23 dell’anno precedente.

La maggior parte delle misure di difesa commerciale dell’UE riguarda importazioni provenienti da:

  • Cina (99 misure);
  • Russia (9 misure);
  • India (7 misure);
  • Stati Uniti (6 misure).

Gestione di nuovi tipi di sovvenzioni

Nel 2020 la Commissione ha rafforzato la sua azione contro le sovvenzioni concesse da paesi terzi. Ha in particolare istituito dazi compensativi nei confronti di un supporto finanziario cinese concesso a società di proprietà cinese site in Egitto che fabbricavano prodotti in fibra di vetro e in fibra di vetro a filamento continuo per l’esportazione nell’UE.

Era la prima volta che la Commissione gestiva questo tipo di sovvenzioni concesse da un paese a imprese situate in un altro paese per esportazioni verso l’UE.

Sostegno e difesa degli esportatori dell’UE coinvolti in inchieste di difesa commerciale nei mercati di esportazione

È stata ancora una volta evidente nel 2020 l’importanza di monitorare le azioni di difesa commerciale intraprese da paesi terzi. Con 178 misure in vigore, si è raggiunto il record del numero di misure di difesa commerciale applicate da paesi terzi che interessano gli esportatori dell’UE da quando la Commissione ha avviato questa attività di monitoraggio. Anche il numero di procedimenti aperti è aumentato nel 2020, con 43 casi rispetto ai 37 dell’anno precedente.

La relazione illustra le attività della Commissione volte a garantire che le norme dell’OMC siano applicate correttamente e che si affrontino gli errori procedurali e le incoerenze giuridiche per contrastare l’uso illecito degli strumenti di difesa commerciale da parte di paesi terzi. Gli interventi della Commissione hanno avuto esito positivo in alcuni casi che si sono conclusi senza l’istituzione di misure e che concernevano importanti prodotti di esportazione dell’UE come le piastrelle in ceramica e i fertilizzanti.

Forte attenzione al monitoraggio e all’applicazione

Nel 2020 si è registrata una rinnovata attenzione per il monitoraggio delle misure in vigore, ad esempio con modifiche nelle pratiche di vigilanza per garantire l’efficacia costante degli strumenti di difesa commerciale. Vi è anche stato il coinvolgimento delle autorità doganali, dell’industria dell’UE e, in alcuni casi, dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Proseguendo gli sforzi per affrontare i casi in cui gli esportatori hanno cercato di eludere le misure, la Commissione ha avviato tre inchieste antielusione nel 2020 e ne ha completate cinque nel corso dell’anno. In quattro di questi casi le misure sono state estese anche alle importazioni da paesi terzi per cui sono state riscontrate operazioni di trasbordo.

La relazione riporta inoltre le conclusioni della Corte dei conti europea del luglio 2020, che ha confermato l’efficace applicazione degli strumenti di difesa commerciale dell’UE da parte della Commissione. Nella sua relazione, la Corte dei conti europea formulava una serie di raccomandazioni per rafforzare ulteriormente la risposta della Commissione alle sfide poste dalle importazioni effettuate con pratiche sleali che la Commissione ha iniziato ad attuare nel 2020, tra cui, ad esempio, migliorare il monitoraggio per garantire l’efficacia delle misure.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA