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Pubblicato il 20 luglio 2021

Domande e risposte – Green Deal europeo: la nuova strategia dell’UE per le foreste per il 2030

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Cosa si intende per nuova strategia dell’UE per le foreste dopo il 2020?

Le foreste sono un nostro alleato essenziale nella lotta ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità: agiscono da pozzi di assorbimento del carbonio e attutiscono gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, ad esempio raffreddando le città, proteggendoci dalla violenza delle inondazioni e riducendo l’impatto della siccità.

Le foreste sono ecosistemi preziosi che ospitano una parte importante della biodiversità europea e i loro servizi ecosistemici contribuiscono alla nostra salute e al nostro benessere attraverso la regimazione delle acque, la fornitura di prodotti alimentari, di medicinali e di materie prime, la riduzione e il controllo del rischio di calamità, la stabilizzazione del suolo, il contenimento dell’erosione e la depurazione dell’aria e dell’acqua. Oltre a fornirci mezzi di sussistenza, le foreste sono anche un luogo in cui svolgere attività ludiche e didattiche e poter godere di momenti di relax.

La nuova strategia dell’UE per le foreste per il 2030 è una delle iniziative faro del Green Deal europeo basata sulla strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 e tiene conto di tutte le molteplici funzioni delle foreste. Contribuisce alla realizzazione dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE di almeno il 55 % nel 2030 e al conseguimento della neutralità climatica nel 2050, nonché all’impegno dell’UE di aumentare il suo livello di assorbimento dai pozzi naturali conformemente alla normativa sul clima.

La nuova strategia definisce linee concettuali e azioni concrete per aumentare la quantità e la qualità delle foreste nell’UE e rafforzare la loro protezione, la loro ricostituzione e la loro resilienza. Intende promuovere l’adattamento delle foreste europee alle nuove condizioni, agli eventi meteorologici estremi e alla situazione di forte incertezza causata dai cambiamenti climatici. Si tratta di una condizione preliminare affinché esse possano continuare a svolgere le loro funzioni socioeconomiche e a garantire la dinamicità delle zone rurali e la prosperità delle popolazioni che vi risiedono.

La promozione delle migliori pratiche di gestione delle foreste quanto al rispetto del clima e della biodiversità avverrà di pari passo e in sinergia con il sostegno a una bioeconomia forestale forte e sostenibile. Le industrie del legno rappresentano il 20 % delle imprese manifatturiere in tutta l’UE, con 3,6 milioni di posti di lavoro e un fatturato annuo di 640 miliardi di €. La strategia invita ad ottimizzare l’uso del legname in linea con il principio a cascata, dando nel contempo la priorità ai prodotti del legno che possono sostituire i loro omologhi basati sulle risorse fossili, in particolare i prodotti in grado di durare nel tempo. Intende inoltre dare impulso a un’economia forestale non basata sullo sfruttamento del legname, tra cui l’ecoturismo.

La strategia ribadisce la necessità e l’impegno a proteggere rigorosamente le ultime foreste primarie e antiche rimaste nell’UE. Pur riguardando solo una minima parte delle foreste dell’UE, tale protezione contribuirà a garantire che le principali riserve di biodiversità e gli importanti stock di carbonio che esse rappresentano siano adeguatamente preservati per le generazioni future. La strategia definisce anche azioni volte a rafforzare il concetto di gestione sostenibile delle foreste relativamente agli aspetti correlati al clima e alla biodiversità, promuove le migliori pratiche di gestione forestale quanto al rispetto del clima e della biodiversità e prevede la fissazione di obiettivi vincolanti di ricostituzione dell’ambiente naturale per le foreste nel quadro della prossima normativa dell’UE sul ripristino dell’ambiente naturale, come annunciato nella strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030.

La strategia prevede inoltre lo sviluppo di sistemi di pagamento per la fornitura di servizi ecosistemici da parte di proprietari e gestori di foreste che, ad esempio, decidano di mantenerne intatte alcune parti. Invita gli Stati membri ad istituire questi sistemi di pagamento per tale tipo di servizi, anche nell’ambito della politica agricola comune (PAC), al fine di coprire i costi sostenuti dai proprietari e gestori di foreste e il loro mancato guadagno. Li invita inoltre ad accelerare l’introduzione di pratiche agricole basate sul sequestro del carbonio, ad esempio attraverso i regimi ecologici della PAC riguardanti gli interventi agroforestali o di sviluppo rurale. Un’iniziativa specifica sul sequestro del carbonio nei suoli agrari, annunciata nella strategia “Dal produttore al consumatore” e che la Commissione prevede di presentare alla fine del 2021, promuoverà ulteriormente un nuovo modello imprenditoriale verde che premierà le pratiche rispettose del clima e dell’ambiente attuate dai gestori del territorio, in particolare i gestori e proprietari di foreste, in funzione dei benefici climatici apportati. In stretta collaborazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, si elaboreranno linee guida su pratiche forestali più vicine alla natura, la cui adozione verrà promossa mediante un sistema di certificazione volontario.

Sono proposti anche alcuni elementi facilitatori – dalla ricerca e dalla formazione a servizi di orientamento e di consulenza – che creeranno le condizioni giuste per migliorare lo stato delle foreste nell’UE. La nuova struttura di governance delle foreste creerà inoltre uno spazio più inclusivo affinché gli Stati membri, i proprietari e i gestori di foreste, l’industria, il mondo accademico e la società civile possano discutere del futuro di questo bene prezioso dell’UE e contribuire a preservarlo per le generazioni future.

La strategia è accompagnata da una tabella di marcia per la messa a dimora di almeno 3 miliardi di nuovi alberi nell’UE entro il 2030, nel pieno rispetto dei principi ecologici.

Per avere un quadro completo e comparabile dello stato, dell’evoluzione e degli sviluppi previsti in futuro per le nostre foreste, la strategia annuncia una proposta legislativa riguardante l’osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste nell’UE. Un sistema di raccolta di dati armonizzato a livello dell’UE, associato a una pianificazione strategica a livello degli Stati membri, è fondamentale per garantire che le foreste possano assolvere le loro molteplici funzioni per il clima, la biodiversità e l’economia, come concordato a livello dell’UE.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, la Commissione sta rafforzando le misure di contrasto per far sì che gli Stati membri applichino la normativa dell’UE sulla protezione delle foreste e la commercializzazione del legname.

Qual è lo stato delle foreste nell’UE?

Ad oggi, il 43,5 % dei terreni dell’UE – circa 182 milioni di ettari – è costituito da foreste o da altre superfici boschive. Pur disponendo di dati ancora estremamente lacunosi, è comunque chiaro che le foreste europee sono sottoposte a sollecitazioni crescenti, causate in parte da processi naturali ma anche dall’aumento dell’attività antropica e dalle pressioni da essa esercitate, tra cui la domanda di biomassa, i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e idrico, l’espansione urbana incontrollata, la frammentazione del paesaggio e la perdita di habitat e di biodiversità. Se negli ultimi decenni la superficie forestale è aumentata grazie ai processi naturali, all’imboschimento, a una gestione sostenibile e a misure di ripristino attivo, parallelamente la perdita di copertura arborea ha subito un’accelerazione e lo stato di conservazione delle foreste è ora precario, anche in quel 27 % di superficie forestale protetta che dovrebbe essere maggiormente in salute.

I cambiamenti climatici rappresentano un fattore di rischio particolarmente grave per le foreste europee e mondiali. Il riscaldamento globale ha già raggiunto livelli abbastanza preoccupanti da indurre modifiche degli habitat forestali e, negli ultimi anni, vaste aree forestali dell’UE sono state colpite, come mai prima d’ora, da infestazioni di bostrico tipografo, da gravi siccità e da nuovi modelli di incendi boschivi. Secondo le previsioni, la situazione è destinata a peggiorare, mettendo maggiormente a rischio la fornitura di altri servizi ecosistemici essenziali legati alle foreste.

È perciò urgente invertire queste tendenze negative e adottare pratiche innovative e più rispettose della biodiversità in materia di gestione, imboschimento e ricostituzione delle foreste in grado di aumentare la loro resilienza e adattarle ai cambiamenti climatici. È inoltre necessario garantire che l’approvvigionamento di legname avvenga in sinergia con il miglioramento dello stato di conservazione delle foreste europee e mondiali. Il legno di elevato valore ecologico non dovrebbe essere utilizzato e la bioeconomia basata sullo sfruttamento del legno dovrebbe rimanere entro i limiti della sostenibilità ed essere compatibile con gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030 e il 2050 e con gli obiettivi in materia di biodiversità.

La strategia ridurrà il taglio delle foreste nell’UE?

La strategia intende garantire, nei prossimi decenni, una crescita costante di foreste sane e resilienti nell’UE. Vuol far sì che il legname venga utilizzato in modo ottimale, in linea con il principio a cascata, che la raccolta rimanga entro limiti di sostenibilità e che le norme della normativa europea sul clima vengano rispettate, analogamente all’obiettivo della neutralità climatica per il 2050, come concordato da tutti gli Stati membri dell’UE. È chiaro che, alla luce degli obiettivi che l’UE si propone di raggiungere a livello climatico per il 2030 e il 2050, il legno non è una risorsa illimitata, e questa è una realtà di cui gli Stati membri devono necessariamente tener conto. Come indicato da recenti studi scientifici, fino al 2050 i vantaggi aggiuntivi potenziali derivanti dai prodotti del legno raccolto e dalla sostituzione dei materiali non riusciranno probabilmente a compensare la riduzione del pozzo forestale netto associata all’aumento dell’abbattimento. È un rischio al quale gli Stati membri dovrebbero prestare attenzione e che ricade nella loro responsabilità ai sensi della legislazione applicabile pertinente.

In che modo la Commissione intende garantire la messa a dimora di tre miliardi di alberi in più?

L’impianto e la coltivazione di altri alberi dovranno avvenire nel pieno rispetto di principi ecologici che favoriscano la biodiversità e in previsione delle future condizioni climatiche. In altre parole, nelle foreste, nelle aree agroforestali e urbane si dovrà piantare l’albero giusto al posto giusto e per lo scopo giusto. L’impegno a piantare tre miliardi di alberi sarà mantenuto seguendo un programma di pianificazione e di monitoraggio a lungo termine che garantisca non solo l’impianto, ma anche la crescita nel tempo e lo sviluppo rigoglioso di questi alberi in un clima in costante cambiamento. La Commissione avrà il compito di facilitare, motivare, tenere il computo dei progressi compiuti e monitorarli.

Il successo di questa azione dipenderà in larga misura dalle iniziative che saranno intraprese dal basso. I singoli cittadini, le associazioni, le imprese e gli enti pubblici quali i comuni e le regioni sono infatti incoraggiati a parteciparvi. La Commissione promuoverà questa azione assicurandone il collegamento con altre iniziative pertinenti, quali il patto per il clima o la coalizione “Istruzione per il clima”, e mobiliterà i cittadini e le scuole. La tabella di marcia per la messa a dimora di tre miliardi di alberi specifica le condizioni necessarie affinché tali alberi possano essere computati come nuovi impianti.

Per finanziare le plantule e i costi di manodopera per la messa a dimora, la preparazione del terreno e la manutenzione successiva, si metteranno a disposizione, a fini di cofinanziamento, alcuni meccanismi di finanziamento dell’UE come il programma LIFE, i fondi della politica di coesione e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Anche il settore privato avrà un ruolo importante nel finanziamento. “Orizzonte Europa” sosterrà l’iniziativa migliorando le conoscenze scientifiche sulla ricostituzione delle aree forestali, l’imboschimento e il rimboschimento.

I cittadini europei avranno la possibilità di seguire i progressi e monitorare l’impianto degli alberi attraverso un sito web e una mappa interattiva online, con un contatore integrato per il computo degli alberi (“Map-My-Tree“) sviluppato dalla Commissione in collaborazione con l’Agenzia europea dell’ambiente.

In che modo la strategia sosterrà i silvicoltori e i proprietari di foreste?

I proprietari e i gestori privati di foreste, in particolare piccole aziende, spesso dipendono direttamente dalle foreste per il loro sostentamento. Per gli altri effetti benefici derivanti dal loro operato, in particolare la fornitura di servizi ecosistemici, vengono raramente o mai ricompensati. Questa situazione deve cambiare. Il valore stimato di tutti i prodotti non legnosi raccolti in Europa è di 19,5 miliardi di € all’anno, con un notevole potenziale di crescita.

I proprietari e i gestori di foreste hanno bisogno di stimoli e di incentivi finanziari per poter fornire anche servizi ecosistemici tramite azioni di protezione e ricostituzione forestale e aumentare la resilienza delle loro foreste con l’adozione di pratiche di gestione del tutto rispettose del clima e della biodiversità. Ciò è particolarmente importante in alcune parti d’Europa in cui i cambiamenti climatici hanno fatto sentire, prima e più duramente del previsto, i loro effetti negativi e in cui le zone rurali hanno subito perdite di reddito, di mezzi di sussistenza e perfino di vite umane a causa di eventi calamitosi che hanno colpito le foreste.

La nuova PAC (per il periodo 2023-2027) prevede una maggior flessibilità nel progettare interventi forestali in funzione delle esigenze e delle specificità nazionali e riduce la burocrazia, collegando e garantendo nel contempo un approccio sinergico tra il Green Deal europeo, le politiche forestali nazionali e la legislazione dell’UE in materia di ambiente e di clima. Le raccomandazioni sui piani strategici della PAC rivolte agli Stati membri per il periodo 2023-2027 li hanno incoraggiati a dare la giusta considerazione alle foreste. La strategia per le foreste invita gli Stati membri ad istituire, anche nell’ambito della PAC, sistemi di pagamento per i servizi ecosistemici forniti dai proprietari e dai gestori di foreste e ad accelerare l’introduzione di pratiche agricole basate sul sequestro del carbonio per mezzo di questo strumento e di altri strumenti pubblici.

La strategia prevede inoltre attività di formazione continua e di consulenza per sostenere gli sforzi dei silvicoltori miranti alla gestione sostenibile e all’adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici. La Commissione propone di censire le competenze fondamentali necessarie in campo forestale e intende avviare programmi di formazione volti ad equilibrare offerta e domanda di lavoro.

La Commissione, infine, collaborerà con gli Stati membri per rafforzare il ruolo della silvicoltura nell’ambito del partenariato europeo per l’innovazione nel settore agricolo, allo scopo di accelerare l’adozione delle innovazioni, promuovere lo scambio di conoscenze, la cooperazione, l’istruzione, la formazione e la consulenza a supporto di pratiche di gestione sostenibile delle foreste e sbloccare il potenziale socioeconomico e ambientale di queste ultime nelle zone rurali.

La missione di ricerca di “Orizzonte Europa” sulla salute del suolo e l’alimentazione fornirà un potente strumento per sostenere interventi efficaci di ricostituzione delle foreste e dei suoli, adatti al luogo in cui vengono attuati.

Che ruolo svolge la bioeconomia nella strategia per le foreste?

Il legname grezzo ottenuto in modo sostenibile e i materiali e i prodotti diversi dal legno sono fondamentali per la transizione dell’UE verso un’economia sostenibile a impatto climatico zero. La strategia per le foreste vuol dare impulso all’intera bioeconomia forestale sostenibile, affinché essa possa agire in sinergia con gli obiettivi ambiziosi dell’UE in materia di clima e biodiversità.

Per quanto riguarda il legno, l’UE deve focalizzare l’attenzione sui prodotti innovativi e passare da un uso del legno a breve ciclo di vita a un uso del legno a lungo ciclo di vita. Quanto più durevole sarà il prodotto, tanto più efficace sarà la mitigazione dei cambiamenti climatici, perché i prodotti del legno a lungo ciclo di vita e ottenuti in modo sostenibile possono contribuire all’assorbimento della CO2 attraverso la CO2 incorporata.

Nel settore edile, in particolare, vi sono grandi possibilità di incrementare l’uso del legname e di sostituire i suoi omologhi di origine fossile, così che l’ambiente edificato in cui viviamo diventi esso stesso parte del nostro pozzo di assorbimento del carbonio una volta che il legno, che immagazzina CO2, verrà mantenuto e riutilizzato. L’iniziativa nuovo Bauhaus europeo sosterrà progetti innovativi nel campo delle costruzioni in legno. La Commissione definirà inoltre una tabella di marcia allo scopo di ridurre, di qui al 2050, le emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita degli edifici e una metodologia che permetterà di quantificare i benefici climatici derivanti dall’uso di prodotti da costruzione in legno e di altri materiali edili.

Anche i prodotti del legno a breve ciclo di vita hanno un ruolo da svolgere, soprattutto nel sostituire i loro omologhi di origine fossile. L’uso del legname per la fabbricazione di prodotti a breve ciclo di vita e per la produzione di energia dovrebbe tuttavia basarsi su un tipo di legno non adatto alla trasformazione in materiali e prodotti con lunga durata di vita e sulla biomassa legnosa secondaria, come i sottoprodotti delle segherie, i residui e i materiali riciclati.

In linea con il nuovo piano d’azione dell’Unione europea per l’economia circolare, anziché aumentare la raccolta di legname dalle foreste, occorrerebbe privilegiare un miglior utilizzo, riutilizzo e riciclaggio di tutti i prodotti a base di legno. Una maggior circolarità dei prodotti offre la possibilità di mantenere più a lungo nell’economia tutti i prodotti a base di legno per molteplici usi.

Accanto a una bioeconomia basata sul legno e sulle foreste, la strategia sottolinea l’importanza di promuovere un’economia basata sui prodotti diversi dal legno, tra cui le attività ricreative e l’ecoturismo, per poter diversificare il reddito nelle aree rurali e, parallelamente, arrecare beneficio al clima e alla biodiversità.

Il ruolo sempre più polivalente che le foreste svolgeranno nella transizione verso un futuro sostenibile e ad impatto climatico zero richiederà un aumento delle competenze. Avremo bisogno di esperti in pratiche di gestione forestale e di imboschimento più sostenibili, di architetti, ingegneri e progettisti, di esperti in campo alimentare, di specialisti di dati, di chimici e di promotori nel settore ecoturistico. Per lo sviluppo delle nuove competenze ormai necessarie saranno creati appositi strumenti di sostegno.

In che modo la strategia propone di migliorare il monitoraggio e l’informazione sulle foreste nell’UE?

Disporre di un maggior numero di dati comparabili e di miglior qualità sulle foreste europee e sul modo in cui esse sono gestite è una necessità generale. Attualmente non vi è alcun obbligo di presentare relazioni dettagliate e la pianificazione forestale è insufficiente; diversamente, sarebbe possibile dare una risposta coordinata e si avrebbe un quadro completo della multifunzionalità delle foreste nell’UE, in particolare per quanto riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento a tali cambiamenti, lo stato ecologico delle foreste, la prevenzione e il controllo dei danni forestali e la domanda e l’offerta di biomassa forestale per scopi socioeconomici diversi.

Ne deriva una situazione in cui, da un lato, gli Stati membri hanno convenuto, anche nell’ambito della normativa europea sul clima, di fare ampio affidamento sulle foreste e su una bioeconomia basata su di esse nella transizione dell’UE verso un’economia climaticamente neutra e, dall’altro, esistono qua e là diversi meccanismi di monitoraggio e di presentazione di relazioni, ma senza un quadro strategico che li riunisca e che consenta di dimostrare con gli Stati membri, in modo completo e unitario, che l’UE è sulla buona strada e che le foreste possono effettivamente rispondere alle loro molteplici esigenze e funzioni.

Per ovviare a tali lacune e punti di debolezza, la Commissione intende proporre un quadro normativo dell’UE per l’osservazione, la comunicazione e la raccolta di dati sulle foreste che permetta di confrontare in modo completo lo stato, l’evoluzione, la gestione e l’uso generali delle foreste e delle risorse forestali nell’UE. Tale quadro introdurrà l’uso di tecnologie di telerilevamento e di dati geospaziali integrati ad un monitoraggio terrestre, che miglioreranno l’accuratezza del monitoraggio, e includerà piani strategici per le foreste che saranno elaborati dalle autorità competenti nazionali o, se del caso, regionali, sulla base di una struttura e di elementi generali comuni.

Il Sistema d’informazione forestale europeo (FISE) è attualmente l’unico punto di accesso a dati e informazioni a sostegno delle politiche forestali in Europa e già ora contribuisce al monitoraggio delle foreste europee sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dagli Stati membri dell’UE e del SEE. Il nuovo quadro di monitoraggio delle foreste dell’UE lo rafforzerà ulteriormente e si baserà sulle sue infrastrutture.

In che modo la strategia garantisce il rispetto del principio di sussidiarietà?

In materia di foreste vi è un chiaro equilibrio di competenze tra l’UE e gli Stati membri. In questo settore l’UE condivide con gli Stati membri un ventaglio di competenze, riguardanti ad esempio il clima, l’ambiente e l’agricoltura, che ha esercitato nel rispetto del principio di sussidiarietà. Già nel 1999 la Corte di giustizia dell’UE aveva confermato che la protezione delle foreste rientra nella base giuridica dell’UE in materia di ambiente. La Commissione ha esercitato questa competenza in materia di foreste e silvicoltura in diversi casi, ad esempio per la direttiva “Habitat”, il regolamento sul legno, il regolamento sull’uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura nell’ambito della sua politica per il clima e la direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili.

Nell’esercizio di tali competenze, la Commissione opera in stretta collaborazione con le autorità competenti degli Stati membri e con tutti i portatori di interessi, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.

In che modo sono stati coinvolti i portatori di interessi nell’elaborazione della strategia?

Durante la fase di elaborazione della strategia si sono svolte numerose attività di consultazione. Sono state organizzate una consultazione sulla tabella di marcia e una consultazione pubblica aperta, pubblicata sul sito web della Commissione europea in tutte le lingue ufficiali dell’UE, che ha ricevuto oltre 19 000 risposte. Si sono inoltre tenute consultazioni mirate con le autorità competenti degli Stati membri dell’UE responsabili della silvicoltura, con le industrie e le imprese forestali, le ONG, il mondo accademico e le organizzazioni internazionali. Si è tenuto anche conto della valutazione dell’attuale strategia dell’UE per le foreste e di altre politiche connesse alle foreste (ad esempio, sulla biodiversità e sullo sviluppo rurale). Infine, sono stati presi in considerazione i contributi pertinenti delle altre istituzioni dell’UE, tra cui le conclusioni del Consiglio pertinenti (ad esempio, sulla revisione della strategia dell’UE per le foreste e sulla nuova strategia sulla biodiversità) e le recenti risoluzioni del Parlamento europeo sulle foreste.

I risultati del processo di consultazione sono sintetizzati in un documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la strategia.

Cosa sta facendo la Commissione per prevenire la deforestazione nel mondo?

La Commissione è pienamente consapevole del fatto che le sfide inerenti alle foreste hanno necessariamente una dimensione globale. Anche se la nuova strategia riguarda essenzialmente l’UE, la Commissione ribadisce il suo fermo impegno ad attuare la comunicazione del 2019 volta a promuovere azioni di protezione e ripristino delle foreste del pianeta. Tenendo fede ad uno degli impegni assunti, essa sta attualmente lavorando a una nuova normativa mirante ad affrontare il problema della deforestazione e del degrado forestale provocati dalla stessa UE e la cui proposta dovrebbe essere adottata entro fine anno. L’intento è quello di evitare che prodotti e materie prime che causano la deforestazione siano venduti sul mercato dell’UE.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA