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Pubblicato il 10 giugno 2021

Pesca sostenibile: la Commissione fa il punto sui progressi dell’UE e avvia una consultazione sulle possibilità di pesca per il 2022

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La Commissione ha adottato ieri la comunicazione “Verso una pesca più sostenibile nell’UE: situazione attuale e orientamenti per il 2022”. In linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, la pesca dell’UE diventa sempre più sostenibile, agevola la transizione verso un sistema alimentare dell’UE sano e rispettoso dell’ambiente e contribuisce a fonti di reddito sostenibili per i pescatori dell’UE, come illustrato dalla comunicazione. Nonostante la crisi del coronavirus i risultati socioeconomici del settore rimangono positivi, anche grazie al rapido sostegno della Commissione.

La comunicazione invita a compiere ulteriori sforzi per proteggere le risorse marine, sia mantenendo livelli elevati di ambizione all’interno dell’UE sia cercando di raggiungere gli stessi standard elevati nelle attività con paesi non appartenenti all’UE. Gli Stati membri, i consigli consultivi, l’industria della pesca, le organizzazioni non governative e i cittadini interessati sono invitati a partecipare a una consultazione pubblica entro il 31 agosto e ad esprimere il loro parere sulle possibilità di pesca per il 2022.

Il Commissario Virginijus Sinkevičius, responsabile per l’ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato:  “La pesca dell’UE prosegue il suo percorso verso un uso ancora più sostenibile del mare. Sebbene la pandemia abbia colpito duramente le nostre comunità di pescatori, la sostenibilità ambientale si è confermata la chiave per la resilienza economica. La situazione in alcuni bacini marittimi richiede particolare attenzione, ma dobbiamo intensificare gli sforzi in tutti i nostri bacini se vogliamo realizzare gli obiettivi blu del Green Deal. Conto su tutti perché facciano la propria parte”.

La comunicazione del 2021 mostra che, in particolare nell’Atlantico nord-orientale, è stata quasi raggiunta la sostenibilità per la maggior parte degli stock gestiti secondo il principio del rendimento massimo sostenibile (MSY, maximum sustainable yield), vale a dire la quantità massima di pesce che i pescatori possono prelevare dal mare senza compromettere la rigenerazione e la produttività futura dello stock.

Gli stock in buono stato hanno contribuito ulteriormente ai risultati socioeconomici del settore, che sono quindi rimasti redditizi malgrado gli effetti della pandemia di COVID-19. Le attività di pesca sono state colpite duramente dalla crisi sanitaria e si stima che l’anno scorso il valore del pesce sbarcato sia diminuito del 17 % rispetto al 2019. Il rapido sostegno fornito dalla Commissione al settore, soprattutto grazie ai 136 milioni di € di fondi messi a disposizione nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, ha contribuito ad affrontare tempestivamente gli effetti della pandemia.

Tuttavia, per garantire la salute degli stock ittici per le generazioni future, occorre proseguire gli sforzi. Per l’anno prossimo nell’Atlantico e nel Mar Baltico la Commissione proporrà di mantenere o di ridurre ulteriormente la mortalità per pesca in linea con il rendimento massimo sostenibile per gli stock valutati in base a tale indice e di attuare pienamente i piani di gestione che definiscono intervalli di valore MSY per la mortalità. Malgrado un lieve miglioramento, nel Mediterraneo e nel Mar Nero i tassi di sfruttamento sono ancora due volte superiori ai livelli sostenibili. Saranno quindi necessari sforzi notevoli per l’ulteriore attuazione del piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale e delle misure adottate dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo. L’ulteriore miglioramento della situazione nell’Adriatico occuperà un posto di primo piano nelle possibilità di pesca per il 2022.

Gli Stati membri devono inoltre intensificare l’attuazione e il controllo del rispetto dell’obbligo di sbarco, in particolare utilizzando strumenti di controllo moderni e adeguati quali i sistemi di controllo elettronico a distanza, che permettono di controllare l’obbligo di sbarco in mare nel modo più efficace e più efficiente possibile sotto il profilo dei costi. La Commissione continuerà a collaborare con il Parlamento europeo e il Consiglio per giungere ad un accordo sulla revisione del regime di controllo della pesca che possa facilitare l’uso di questa strumentazione. Oltre a ciò i pescatori sono incoraggiati a intensificare ulteriormente l’uso di attrezzi più innovativi e selettivi. Il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA) può contribuire a finanziare tali investimenti.

Nelle relazioni con i paesi terzi la Commissione perseguirà livelli di allineamento elevati ai severi standard in materia di sostenibilità per le possibilità di pesca e le relative misure. Ciò sarà fondamentale per garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse e garantire condizioni di parità per l’industria dell’UE, date le forti interconnessioni tra le flotte nelle acque interessate. Per quanto riguarda gli stock condivisi con il Regno Unito, l’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito (TCA) costituisce una solida base per la gestione sostenibile degli stock ittici condivisi, sia nell’ambito delle consultazioni annuali sulle possibilità di pesca che attraverso il comitato specializzato per la pesca.

Contesto

Ogni anno la Commissione pubblica una comunicazione che illustra i progressi relativi alla situazione degli stock ittici e avvia un’ampia consultazione pubblica sulla fissazione delle possibilità di pesca annuali per l’anno successivo. Tale comunicazione valuta i progressi compiuti per una pesca sostenibile nell’UE, esamina l’equilibrio tra la capacità di pesca e le possibilità di pesca, i risultati socioeconomici del settore e l’attuazione dell’obbligo di sbarco e definisce inoltre la logica alla base della proposta sulle possibilità di pesca per l’anno successivo.

Prossime tappe 

Dopo la consultazione la Commissione presenterà in autunno le sue proposte di regolamento sulle possibilità di pesca per il 2022 nell’Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, e nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero. Le proposte terranno conto dei piani pluriennali, basandosi sui pareri scientifici forniti dal Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) e da altri organismi indipendenti, come pure sull’analisi economica del Comitato scientifico, tecnico ed economico della pesca (CSTEP).

Esse recepiranno anche gli adeguamenti derivanti dall’attuazione dell’obbligo di sbarco. Infine il Consiglio dei ministri della pesca dell’Unione europea discuterà le proposte della Commissione e stabilirà la ripartizione delle possibilità di pesca.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA