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Pubblicato il 7 giugno 2021

Lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata: la Commissione ammonisce la Repubblica del Ghana con un cartellino giallo

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La Commissione, leader mondiale nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), ha inviato un avvertimento (il cosiddetto “cartellino giallo”) alla Repubblica del Ghana, che rischia di essere identificata come paese non cooperante nella lotta contro la INN. La decisione è dettata da una serie di carenze che compromettono la capacità del Ghana di ottemperare agli obblighi impostigli dal diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “La Commissione persegue un obiettivo di tolleranza zero nei confronti della pesca INN. Il Ghana svolge un ruolo importante nella governance della pesca nell’Africa occidentale, motivo per cui siamo pronti a collaborare con il paese per affrontare le minacce che la pesca INN rappresenta per la sostenibilità degli stock ittici, le comunità costiere, la sicurezza alimentare e il reddito dei pescatori che rispettano le norme. La pesca sostenibile è fondamentale per una migliore governance degli oceani.”

Si invita il Ghana ad adottare le misure necessarie per rispettare gli obblighi assunti a livello internazionale nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Le carenze individuate comprendono i trasbordi illegali in mare di grandi quantitativi di novellame di specie pelagiche sotto taglia tra pescherecci da traino industriali e canoe nelle acque del Ghana, carenze in termini di monitoraggio, controllo e sorveglianza della flotta e un quadro giuridico non conforme agli obblighi internazionali pertinenti sottoscritti dal Ghana. Le sanzioni imposte dal Ghana alle navi che praticano o sostengono attività di pesca INN non sono efficaci e non costituiscono un deterrente adeguato.

È opportuno che il Ghana garantisca un monitoraggio e un controllo efficaci delle attività dei suoi pescherecci, assicurando un’adeguata attuazione del suo sistema di controllo e sanzioni. Il paese dovrebbe inoltre provvedere a un valido sistema di gestione della pesca per impedire che i prodotti ittici provenienti da attività di pesca INN raggiugano il suo o altri mercati, tra cui quello europeo.

Il cartellino giallo è un avvertimento che offre al Ghana la possibilità di reagire e di adottare misure per porre rimedio alla situazione entro tempi ragionevoli. In questa fase la decisione non prevede provvedimenti che incidono sugli scambi. Tuttavia, in caso di prolungata e persistente non conformità, i paesi possono, in ultima analisi, essere sottoposti a una procedura di identificazione (il cosiddetto “cartellino rosso”) che prevede sanzioni quali il divieto di esportare prodotti della pesca nel mercato dell’UE.

La pesca INN mette a repentaglio le fondamenta stesse della politica comune della pesca e gli sforzi internazionali dell’UE volti a promuovere una migliore governance degli oceani. Nell’ambito del Green Deal europeo e del perseguimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per la conservazione e l’utilizzo durevole degli oceani, del mare e delle risorse marine, la Commissione si è impegnata a favore di un approccio di tolleranza zero nei confronti della pesca INN. La lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata è anche un aspetto importante dell’obiettivo della strategia dell’UE sulla biodiversità volto a proteggere l’ambiente marino. La strategia per l’Africa considera la lotta contro la pesca INN una delle questioni chiave da affrontare con i nostri partner africani.

Nel novembre 2013 la Repubblica del Ghana aveva già ricevuto un cartellino giallo, che era stato poi revocato nell’ottobre 2015.

Contesto

L’UE è il principale importatore mondiale di prodotti della pesca. Il valore complessivo della pesca INN è stimato a 10-20 miliardi di € all’anno. Ogni anno vengono catturati illegalmente tra 11 e 26 milioni di tonnellate di pesce, quantitativo che corrisponde ad almeno il 15% delle catture mondiali.

La decisione odierna della Commissione si basa sul regolamento UE sulla pesca INN, entrato in vigore nel 2010. Uno dei pilastri del regolamento è il sistema di certificazione delle catture, che garantisce che solo i prodotti della pesca catturati legalmente possano accedere al mercato dell’UE. Il regolamento prevede inoltre meccanismi specifici di dialogo con i paesi che non si conformano agli obblighi ad essi imposti dal diritto internazionale in qualità di Stati di bandiera, Stati costieri, Stati di approdo e Stati di commercializzazione. Sebbene la mancata cooperazione nel quadro del dialogo possa portare all’identificazione del paese (il cosiddetto “cartellino rosso”), i dialoghi sulla pesca INN si basano sulla cooperazione e sul sostegno ai paesi e costituiscono un passo importante nella lotta contro la pesca INN. Il ricorso alle sanzioni, ivi compreso il divieto degli scambi, rappresenta unicamente una misura di ultima istanza.

Dal novembre 2012 la Commissione ha avviato il dialogo formale con 27 paesi terzi, ai quali ha notificato ufficialmente la necessità di adottare misure efficaci per lottare contro la pesca INN. Nella maggior parte dei casi sono stati osservati progressi significativi e la Commissione ha quindi potuto concludere positivamente la fase di dialogo formale revocando il cartellino giallo. Finora soltanto pochi paesi non hanno dimostrato l’impegno necessario a realizzare le riforme.

L’UE si adopera per sostenere la popolazione ghanese sul campo con diversi progetti di sviluppo delle capacità.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA