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Pubblicato il 4 marzo 2021

Il pilastro europeo dei diritti sociali: trasformare i principi in azioni concrete

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La Commissione concretizza oggi la propria ambizione di un’Europa sociale forte che concentri la propria attenzione su occupazione e competenze per il futuro e apra la strada a una ripresa socioeconomica equa, inclusiva e resiliente. Il piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali delinea azioni concrete per proseguire l’attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali nell’ambito di uno sforzo comune degli Stati membri e dell’UE, con il coinvolgimento attivo delle parti sociali e della società civile, proponendo inoltre gli obiettivi principali in materia di occupazione, competenze e protezione sociale che l’UE deve conseguire entro il 2030.

Si tratta di un’opportunità per l’Europa di aggiornare il proprio corpus di norme sociali, affrontando nel contempo con successo le trasformazioni indotte dai nuovi sviluppi a livello sociale, tecnologico ed economico e dalle conseguenze socioeconomiche della pandemia. La Commissione ha già iniziato a tradurre nella pratica i principi del pilastro, proponendo nel 2020 iniziative relative al sostegno all’occupazione giovanile e a salari minimi adeguati. La Commissione presenta inoltre oggi la sua raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19, per contribuire a una ripresa che sia fonte di occupazione.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “La nostra ripresa economica deve essere inclusiva, equa e fonte di occupazione. È per questo motivo che la Commissione propone un programma ambizioso per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e invita gli Stati membri a sostenere attivamente l’occupazione nella fase di ripresa in seguito alla crisi COVID-19. È nostra intenzione sottolineare, con questa iniziativa, l’importanza per i nostri mercati del lavoro di un passaggio graduale dalle politiche di emergenza a quelle per la ripresa, che l’UE sosterrà attraverso le fonti di finanziamento che mette a disposizione, tra cui il FSE+ e lo strumento per la ripresa e la resilienza.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Il pilastro europeo dei diritti sociali ha costituito il nostro punto di riferimento per la costruzione di un’Europa sociale forte. Gli diamo adesso nuova vita, trasformando i suoi principi in azioni concrete. Una delle nostre principali priorità è creare posti di lavoro, e fare in modo che le persone abbiano le competenze giuste per tali posti di lavoro. Questo è l’obiettivo dell’EASE. Abbiamo inoltre il dovere collettivo di combattere la povertà nell’UE e di creare una società inclusiva: ciascuno di noi ha un ruolo da svolgere. Mi aspetto un impegno rinnovato per i diritti sociali in occasione del vertice sociale previsto a maggio.”

Obiettivi dell’UE per un’ambizione comune entro il 2030

Il piano d’azione definisce tre obiettivi principali per l’UE, da conseguire entro il 2030:

  1. che almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni abbia un lavoro;
  2. che almeno il 60 % di tutti gli adulti partecipi ogni anno ad attività di formazione;
  3. che il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale diminuisca di almeno 15 milioni.

I nuovi obiettivi principali per il 2030 sono coerenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e definiscono l’ambizione comune di un’Europa sociale forte. Assieme a un quadro di valutazione della situazione sociale rivisto, tali obiettivi consentiranno alla Commissione di monitorare, nell’ambito del semestre europeo, i progressi compiuti dagli Stati membri. La Commissione invita il Consiglio europeo ad avallare i tre obiettivi suddetti ed esorta gli Stati membri a definire i propri obiettivi nazionali per contribuire allo sforzo profuso.

Fornire un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE)

Quale azione concreta nel quadro del principio 4 del pilastro, la Commissione presenta oggi una raccomandazione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) in seguito alla crisi COVID-19, tramite la quale fornisce agli Stati membri orientamenti concreti sulle misure strategiche, sostenute dalle opportunità di finanziamento dell’UE, per passare gradualmente dalle misure di emergenza adottate per mantenere i posti di lavoro durante la crisi in corso alle nuove misure necessarie per una ripresa che sia fonte di occupazione. Questa raccomandazione promuove la creazione di posti di lavoro e le transizioni professionali dai settori in declino a quelli in espansione, in particolare i settori verde e digitale. Tali nuove misure dovrebbero prevedere tre elementi: 1) incentivi all’assunzione e sostegno all’imprenditorialità; 2) opportunità di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione; 3) maggiore sostegno da parte dei servizi per l’impiego. I fondi UE, tra cui il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il Fondo sociale europeo Plus, sono disponibili per aiutare gli Stati membri a finanziare le loro misure EASE.

Contesto

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno proclamato il pilastro europeo dei diritti sociali nel 2017 in occasione del vertice di Göteborg. Esso stabilisce 20 principi e diritti essenziali per mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti nell’Europa del 21° secolo. La struttura del pilastro ruota attorno a tre capi: 1) pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; 2) condizioni di lavoro eque; 3) protezione sociale e inclusione.

La Commissione ha già presentato una serie di azioni derivanti dal pilastro, quali l’agenda per le competenze per l’Europa (principio 1), la strategia per la parità di genere (principio 2), il piano d’azione dell’UE contro il razzismo (principio 3), il pacchetto a sostegno dell’occupazione giovanile (principio 4) e la proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati (principio 6).

Nella stessa settimana la Commissione sta adottando, oltre al piano d’azione sul pilastro, una proposta di direttiva sulla trasparenza retributiva (principio 2) e una nuova strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 (principio 17). Nel 2021 è inoltre previsto il varo di altre azioni dell’UE, tra cui la garanzia europea per l’infanzia (principio 11), un nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro (principio 10), un’iniziativa per migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano attraverso le piattaforme digitali (principi 5 e 12) e un piano d’azione per il settore dell’economia sociale.

Questo nuovo impulso in materia di diritti sociali seguirà e rafforzerà lo slancio prodotto dall’ambizioso bilancio a lungo termine dell’UE da 1 800 miliardi di € e dallo strumento per la ripresa NextGenerationEU, che forniranno agli Stati membri opportunità di finanziamento dell’UE a sostegno di un’Europa sociale forte. Fra queste opportunità vi sono il sostegno offerto dallo strumento per la ripresa e la resilienza per il finanziamento di pacchetti di riforme e investimenti coerenti che rispondano alle sfide a livello sociale, di mercato del lavoro e di competenze individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del semestre europeo.

Il vertice sociale di Porto, organizzato dalla presidenza portoghese del Consiglio dell’UE per il maggio 2021, sarà incentrato sulle modalità atte a rafforzare la dimensione sociale dell’Europa per far fronte alle sfide connesse all’esigenza di una ripresa equa, inclusiva e resiliente e alla transizione verde e digitale. Il vertice rappresenterà un’opportunità per mobilitare le forze al fine di rinnovare, al più alto livello politico, l’impegno relativo all’attuazione del pilastro sociale. Il piano d’azione sul pilastro costituisce il contributo della Commissione al vertice sociale di Porto.

Il piano d’azione sul pilastro è basato su una consultazione pubblica di ampia portata, con cui sono stati raccolti oltre 1 000 contributi scritti di Stati membri, istituzioni e organi dell’UE, regioni, città, parti sociali, organizzazioni della società civile, organizzazioni internazionali, gruppi di riflessione e cittadini. La Commissione ha inoltre organizzato seminari online ad hoc con oltre 1 500 portatori di interessi.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA