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Pubblicato il 3 marzo 2021

Uniamo le forze per proteggere la biodiversità sul pianeta: la Commissione fa appello a nuovi sostenitori

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In occasione della Giornata mondiale delle specie selvatiche, la Commissione ha nuovamente invitato tutte le istituzioni del pianeta a far sentire la loro voce in modo da mobilitare quante più forze possibili a favore della natura e contribuire a convincere un maggior numero di governi a dar prova di ambizione all’importantissima quindicesima conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15) che si terrà quest’anno. A un anno esatto dal lancio della coalizione globale “Uniti per la biodiversità” a opera della Commissione, più di 200 istituzioni in tutto il mondo — parchi nazionali, centri di ricerca e università, musei della scienza e di storia naturale, acquari, giardini botanici e zoo — hanno già unito le forze per arrestare la crisi della biodiversità. La Commissione ha anche aderito alla coalizione di ambizione elevata per la natura e le persone, iniziativa intergovernativa varata in occasione del vertice One Planet nel gennaio di quest’anno, nel quadro della quale sostiene attivamente l’obiettivo di conservare almeno il 30 % delle terre e dei mari entro il 2030.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha affermato: “L’umanità sta distruggendo la natura a una velocità senza precedenti e rischiamo di perdere quasi un milione di specie. Si tratta di una minaccia diretta per la nostra salute e per il nostro benessere poiché dipendiamo totalmente dall’intricata rete biologica del nostro pianeta. Dobbiamo ripristinare urgentemente l’equilibrio nelle nostre relazioni con la natura e invertire la perdita di biodiversità. La consapevolezza è il presupposto dell’azione, e il lavoro svolto grazie a coalizioni come “Uniti per la biodiversità” è fondamentale per condurre l’ambiente naturale sulla via della ripresa.”

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha affermato: “Nella Giornata mondiale delle specie selvatiche di quest’anno, mentre celebriamo il primo anniversario della coalizione globale “Uniti per la biodiversità”, sottolineiamo anche l’immensa perdita che supporrebbe vivere in un mondo senza natura. Per questo motivo stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per coinvolgere sempre più partner a livello mondiale e invitare le nazioni ad aderire alla coalizione di ambizione elevata man mano che ci avviciniamo alla decisiva COP15.”

Da quando è stata lanciata, esattamente un anno fa, all’Istituto oceanografico di Monaco, l’impegno comune della coalizione è stato sottoscritto da 205 istituzioni di 47 paesi; tutti sono invitati ad agire — dalle imprese ai comuni, dai cittadini ai governi. La Commissione punta a coinvolgere più di 500 organizzazioni.

Le istituzioni che partecipano alla coalizione globale possono sensibilizzare l’opinione pubblica in modo efficace, illustrando gli effetti drammatici dell’attuale crisi della biodiversità con le loro collezioni e attività didattiche e di conservazione. In Europa, tra i partner vi sono istituzioni come: i musei di storia naturale di Berlino, Parigi, Vienna e Madrid, la riserva della biosfera del delta del Danubio in Romania e il parco nazionale del lago Kerkini in Grecia, i giardini botanici di Porto, Roma e Copenaghen e decine di zoo e acquari in tutta l’UE, da Dublino a Riga, Barcellona, Odense e Stoccarda fino a Beauval. A seguito di numerose richieste da parte del mondo della ricerca, la coalizione è stata aperta anche ai centri di ricerca e alle università; l’Università di Bergen in Norvegia è stata la primissima ad aderire.

Tra i primi a partecipare in altri continenti sono stati il parco nazionale di Gorongosa in Mozambico e le 19 riserve gestite in 11 paesi da African Parks, il museo delle scienze di Portorico, lo zoo di San Paolo in Brasile, lo zoo di Central Park a New York, il centro Angkor per la conservazione della biodiversità in Cambogia e l’acquario di Città del Capo in Sudafrica.

La coalizione è sostenuta anche da 36 organizzazioni, tra cui associazioni internazionali, europee e nazionali di giardini zoologici, acquari e giardini botanici, associazioni museali, organizzazioni di ricerca, associazioni di enti locali, società per la conservazione e ONG.

L’anno scorso, nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione europea ha adottato la strategia dell’UE sulla biodiversità, che mira a condurre la biodiversità europea sulla via della ripresa entro il 2030. Prevede l’impegno di ampliare la rete UE di zone protette gestite in modo efficace, così da coprire il 30 % della superficie terrestre e il 30 % dei mari d’Europa, un terzo delle quali sarebbe sottoposto a protezione rigorosa. La Commissione sta attualmente lavorando su criteri orientativi per la creazione di queste zone. Nella strategia inoltre la Commissione esprime la sua determinazione a mobilitare tutti gli strumenti dell’azione esterna e i partenariati internazionali per contribuire allo sviluppo di un nuovo, ambizioso quadro globale delle Nazioni Unite sulla biodiversità. La Commissione darà seguito alla sua strategia sulla biodiversità con numerose azioni e iniziative, tra cui una strategia forestale dell’UE, una strategia dell’UE per la protezione del suolo, un piano d’azione contro il traffico illegale di specie selvatiche, nonché obiettivi giuridicamente vincolanti per il ripristino della natura.

Contesto

In vista della COP15 lo slancio politico ha ripreso forza con “l’impegno dei leader a favore della natura” dello scorso settembre, prima del primo vertice ONU sulla biodiversità a margine della 75ªAssemblea generale delle Nazioni Unite. Attualmente sono 84 i paesi, oltre all’Unione europea, che hanno preso l’impegno di invertire la perdita di biodiversità entro il 2030 per realizzare uno sviluppo sostenibile.

Le sfide che l’umanità si trova ad affrontare a causa della perdita di biodiversità, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento sono state ancora una volta evidenziate il mese scorso, nella nuova relazione dell’UNEP “Far pace con la natura” (“Making Peace with Nature“), cofinanziata dall’UE.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA