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Pubblicato il 8 gennaio 2021

Iniziativa dei cittadini europei: la Commissione registra un’iniziativa per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa

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Ieri la Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Iniziativa della società civile per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa”. Gli organizzatori esortano la Commissione a proporre un atto giuridico che ponga definitivamente fine agli usi indiscriminati e tendenziosi di dati biometrici che possono sconfinare in attività di sorveglianza di massa e interferire indebitamente con i diritti fondamentali.

La Commissione ha deciso di registrare l’iniziativa in quanto, soddisfacendo le condizioni necessarie, è giuridicamente ammissibile; al momento però non l’ha ancora analizzata nel merito.

Prossime tappe

A partire da ieri 7 gennaio 2021, data di registrazione dell’iniziativa, gli organizzatori hanno sei mesi per avviare una raccolta di firme. Se entro un anno l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri, la Commissione avrà a sua volta sei mesi per reagire e decidere se dare o meno seguito alla richiesta, giustificando in ogni caso la decisione.

Contesto

Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per dare modo ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione, l’iniziativa dei cittadini europei è stata varata nell’aprile 2012.

Una volta registrata ufficialmente, l’iniziativa consente a un milione di cittadini provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza.

Per essere ammissibile, l’azione proposta non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta di atto giuridico e non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

Sino ad oggi la Commissione ha registrato un totale di 76 iniziative e ne ha respinte 26 perché non sussistevano le condizioni di ammissibilità.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA