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Pubblicato il 19 novembre 2020

Domande e risposte: strategia per le energie rinnovabili offshore

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  1. Che cos’è l’energia rinnovabile offshore?

L’energia rinnovabile offshore è generata a partire da svariate fonti naturali, pulite e abbondanti. Le tecnologie per lo sfruttamento di queste fonti si trovano in stadi diversi di sviluppo.

  • L’eolico offshore fissato al fondale è già a uno stadio avanzato, con 12 GW installati nelle acque dell’Unione.
  • L’eolico offshore galleggiante ha una capacità installata di 40MW e alcuni Stati membri stanno annunciando grandi progetti commerciali
  • Le tecnologie dell’energia oceanica, come quelle che sfruttano il moto ondoso e le maree, con un’attuale capacità installata di 13 MW stanno raggiungendo un livello di maturità che le rende interessanti per applicazioni future.
  • Altre tecnologie, come i biocarburanti ottenuti dalle alghe (biodiesel, biogas e bioetanolo), il fotovoltaico galleggiante e la conversione dell’energia talassotermica, sono ancora in fase iniziale di sviluppo ma se ne intravvedono applicazioni promettenti.
  1. In che modo questa strategia contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo?

La decarbonizzazione del settore energetico attraverso le energie rinnovabili è una delle chiavi di volta del Green Deal europeo. Le energie rinnovabili offshore sono tra le tecnologie con il maggiore potenziale di espansione, dato il gran numero e la varietà dei bacini marittimi nell’UE e il costante calo dei costi dei nuovi impianti. L’aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili offshore aumenterebbe l’uso diretto dell’energia elettrica in molti più usi finali della nostra economia e sosterrebbe l’elettrificazione indiretta attraverso l’idrogeno rinnovabile e altri gas decarbonizzati. La valutazione d’ impatto che accompagna il piano per l’obiettivo climatico 2030 stima che sarebbe necessaria una capacità di 300 GW di energia eolica offshore per costruire un sistema energetico integrato, più verde e climaticamente neutro a orizzonte 2050, da completare con circa 40 GW di energia oceanica. Questa strategia indica il modo in cui possiamo arrivare a ottenere tale capacità.

  1. Tutti gli Stati membri trarranno benefici dalla strategia?

L’UE ha il più grande spazio marittimo al mondo e gode di una posizione unica per sviluppare le energie rinnovabili offshore.

  • Il Mare del Nord presenta molte caratteristiche naturali favorevoli allo sviluppo dell’eolico offshore grazie alle acque poco profonde e al potenziale localizzato di energia del moto ondoso e mareomotrice.
  • Il Mar Baltico offre un potenziale elevato per l’eolico offshore e un discreto potenziale localizzato per l’energia del moto ondoso.
  • paesi dell’UE che si affacciano sull’Atlantico hanno grandi potenzialità per l’eolico offshore (sia fissato al fondale che galleggiante) e caratteristiche naturali favorevoli allo sfruttamento del moto ondoso e delle maree.
  • Il Mediterraneo offre un potenziale elevato per l’energia eolica offshore (perlopiù galleggiante) e un potenziale localizzato per l’energia del moto ondoso e mareomotrice.
  • Il Mar Nero offre un buon potenziale naturale per l’eolico offshore (fissato al fondale e galleggiante) e un potenziale localizzato per l’energia del moto ondoso.
  • Le isole dell’UE, con il loro grande potenziale per le energie marine, possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo delle rinnovabili offshore nell’UE. Sono un ottimo banco di prova su cui sperimentare e dimostrare la validità delle tecnologie innovative di generazione elettrica offshore.

L’attività industriale alla base dell’energia offshore, come la costruzione di torri e fondazioni, la fornitura di cavi e la gestione delle navi, è presente in tutta l’UE: ad esempio, i componenti delle turbine eoliche sono fabbricati in Austria, Cechia e nelle regioni interne di Spagna, Francia, Germania e Polonia. Attualmente 62 000 persone in Europa lavorano nell’industria eolica offshore e circa 2 500 nel settore dell’energia oceanica.

L’energia generata confluirà nella rete dell’UE riducendo la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e apportando benefici ai consumatori dell’UE ovunque essi vivano.

  1. In che modo la strategia contribuirà alla ripresa economica dell’Europa dalla crisi della COVID-19?

La diffusione massiccia delle energie rinnovabili offshore fungerà da catalizzatore per il settore, promuovendo la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in tutte le parti della filiera delle energie rinnovabili. Il settore delle tecnologie offshore per le energie rinnovabili sta già superando il settore dell’energia convenzionale in termini di valore aggiunto, produttività del lavoro e occupazione, e può fornire un importante contributo alla crescita economica dell’UE nei prossimi anni.

Il 37 % dei 672,5 miliardi di EUR di cui è dotato il dispositivo per la ripresa e la resilienza sarà destinato alla transizione verde e potrà essere utilizzato, nell’ambito dell’iniziativa faro “Power up”, per sostenere le riforme e gli investimenti nelle energie rinnovabili offshore.

Poiché i finanziamenti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza dovranno essere impegnati entro la fine del 2023, è indispensabile che gli Stati membri siano in grado di presentare una riserva di progetti maturi, in stretta collaborazione con le imprese che si stanno preparando a investire: la strategia è intesa a indicare la direzione da prendere. Il dispositivo può inoltre sostenere gli investimenti nelle infrastrutture portuali e nelle connessioni alla rete e favorire le riforme necessarie alla diffusione delle energie rinnovabili offshore e alla loro integrazione nei sistemi energetici (ad esempio mediante la semplificazione delle procedure di autorizzazione, la pianificazione delle reti e dello spazio marittimo e le aste per le energie rinnovabili offshore).

  1. Quanti investimenti servono e in che modo la strategia contribuirà?

Gli investimenti necessari a diffondere su vasta scala le tecnologie per le energie rinnovabili offshore entro il 2050 sono stimati a circa 800 miliardi di EUR: circa due terzi servono per finanziare l’infrastruttura di rete e un terzo per la produzione di energia elettrica offshore. La maggior parte di questo capitale proverrà da investitori privati, a cui la strategia intende offrire certezza e attenuazione del rischio percepito mediante l’uso mirato di finanziamenti pubblici. La futura revisione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato e della direttiva sulle energie rinnovabili sono tra le misure in programma per aggiornare il quadro dell’energia pulita in modo che la sua diffusione sia economicamente efficace.

La Commissione europea, la Banca europea per gli investimenti e altre istituzioni finanziarie collaboreranno per sostenere gli investimenti strategici nelle energie rinnovabili offshore. Oltre al dispositivo per la ripresa e la resilienza, i seguenti strumenti di finanziamento dell’UE possono svolgere un ruolo decisivo nella diffusione delle tecnologie per le energie rinnovabili offshore:

  • il programma InvestEU, attraverso i suoi diversi filoni d’intervento, può fornire sostegno e garanzie per accelerare gli investimenti privati nelle tecnologie emergenti;
  • il meccanismo per collegare l’Europa può essere utilizzato come strumento di sostegno per promuovere lo sviluppo dell’infrastruttura di rete, ma anche per progetti transfrontalieri di energie rinnovabili offshore;
  • il meccanismo di finanziamento delle energie rinnovabili consentirà agli Stati membri, a partire dal 2021, di fornire contributi finanziari ai progetti di energie rinnovabili e ricevere in cambio vantaggi statistici;
  • Orizzonte Europa sostiene lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni nuove e innovative;
  • il Fondo per l’innovazione nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) può sostenere la dimostrazione di tecnologie pulite innovative su scala commerciale, come l’energia oceanica, nuove tecnologie eoliche offshore galleggianti o progetti che collegano parchi eolici offshore a impianti di stoccaggio in batterie o a impianti di produzione di idrogeno;
  • il Fondo per la modernizzazione nell’ambito dell’EU ETS sarà utilizzabile anche per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore nei 10 Stati membri che ne possono beneficiare.
  1. Quali modifiche normative prevede la strategia per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili offshore?

Un quadro giuridico prevedibile a lungo termine è fondamentale per offrire certezza a tutti i soggetti coinvolti e mobilitare il finanziamento degli investitori.

L’attuale quadro normativo è stato elaborato senza tener conto dei progetti transfrontalieri di energie rinnovabili offshore e delle loro sfide specifiche. Era pertanto necessario chiarire le norme del mercato dell’energia elettrica, che la Commissione ha fatto nel documento di lavoro a corredo della strategia, sulla base del quale valuterà in che modo l’attuale quadro del mercato dell’energia elettrica sostiene lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore e stabilirà se siano necessarie norme più specifiche e mirate.

La creazione di una zona di offerta per le rinnovabili offshore sarebbe la soluzione migliore per un’espansione massiccia di queste energie, in quanto ne garantirebbe la piena integrazione nel mercato. Con questo approccio l’energia elettrica da fonti rinnovabili può fluire là dove è necessaria e la sicurezza dell’approvvigionamento regionale ne sarebbe rafforzata. Le consultazioni e gli studi condotti indicano che sarebbe possibile creare zone di offerta delle rinnovabili offshore per i progetti ibridi in modo compatibile con le norme del mercato dell’energia elettrica. Occorrerà affrontare gli effetti redistributivi di questo approccio.

Per sormontare le difficoltà pratiche e fisiche poste dai progetti di connessione a diversi mercati aventi norme di connessione diverse, si dovrebbe elaborare un approccio comune ai requisiti di connessione per le reti in corrente continua ad alta tensione (HVDC), sulla base dell’esperienza acquisita nel bacino del Mare del Nord.

  1. Cosa prevede la strategia in termini di sviluppo delle infrastrutture?

L’aumento della produzione di energia rinnovabile offshore richiede infrastrutture adeguate che consentano di usare nel modo più efficiente l’energia elettrica prodotta.

Affinché la diffusione delle energie rinnovabili offshore avvenga nel modo più efficace sotto il profilo dei costi, lo sviluppo e la pianificazione delle infrastrutture devono andare oltre i confini nazionali ed essere pensati a livello regionale, più specificamente a livello di bacino marittimo. Ciò può tradursi nella realizzazione di progetti ibridi che, combinando la produzione di energia rinnovabile offshore e la sua trasmissione in un contesto transfrontaliero, faranno risparmiare notevolmente sui costi rispetto all’approccio attuale.

Un ulteriore passo avanti nello sviluppo dell’infrastruttura energetica europea sarà costituito dalla rete magliata offshore: simile alla rete di trasmissione terrestre interconnessa, in cui l’elettricità può scorrere in molte direzioni, consentirà una diffusione delle energie rinnovabili offshore pienamente integrata ed efficace sotto il profilo dei costi.

La Commissione sta lavorando alla revisione del regolamento TEN-E, strumento di pianificazione a lungo termine per l’integrazione della rete energetica che prepara il terreno per gli investimenti dell’UE e i vantaggi sul piano normativo. Lo sviluppo delle infrastrutture di rete per le rinnovabili, comprese quelle offshore, sarà affrontato nel nuovo regolamento.

  1. In che modo la strategia sosterrà la ricerca e l’innovazione nel settore delle energie rinnovabili offshore?

La strategia è tecnologicamente neutra allo scopo di sfruttare il potenziale di tutti i bacini marittimi. Attraverso il primo programma di lavoro di Orizzonte Europa del 2021 e 2022, la Commissione intende promuovere le attività di ricerca e innovazione nel settore delle energie rinnovabili offshore. Oltre a mettere in campo misure specifiche nei vari anelli della catena del valore dell’eolico offshore, la Commissione lavorerà fianco a fianco con gli Stati membri e le regioni per coordinare l’uso dei fondi disponibili a favore delle tecnologie dell’energia oceanica (ad esempio moto ondoso e maree), al fine di ottenere una capacità totale nell’UE di 100 MW entro il 2025 e di circa 1 GW entro il 2030. Tra i possibili settori su cui imperniare in futuro ricerca e innovazione figurano anche l’integrazione delle infrastrutture, la progettazione finalizzata alla circolarità, la sostituzione delle materie prime essenziali, gli effetti finali sull’ambiente e la creazione di competenze e posti di lavoro.

Per incoraggiare l’ulteriore sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie di rete, la strategia promuove la cooperazione tra gestori dei sistemi di trasmissione, costruttori e committenti di parchi eolici offshore al fine di avviare un grande progetto dimostrativo di rete in corrente continua ad alta tensione. 

  1. In che modo la strategia tratta la coesistenza delle energie rinnovabili offshore e altri usi dello spazio marittimo?

È auspicabile che gli spazi marini adatti all’energia offshore siano compatibili con la tutela della biodiversità e con altri usi del mare e altre attività economiche, come la pesca, il trasporto marittimo, il turismo e la difesa. Si stima che l’espansione dell’industria delineata da questa strategia richieda meno del 3 % dello spazio marittimo europeo e possa essere realizzata in linea con gli obiettivi della strategia UE sulla biodiversità.

La Commissione collaborerà con gli Stati membri per inserire gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili offshore, sulla base dei rispettivi piani nazionali per l’energia e il clima, nei piani nazionali di gestione dello spazio marittimo che saranno pubblicati nel marzo 2021. La cooperazione regionale sarà fondamentale per una pianificazione efficace dello spazio marittimo che si concretizzi nella diffusione su vasta scala delle energie rinnovabili offshore. Avvalendosi delle competenze delle organizzazioni regionali, la Commissione intende facilitare la cooperazione transfrontaliera tra gli Stati membri all’interno di ogni bacino marittimo e nell’ambito dei progetti pilota multifunzionali.

Non va infine dimenticato che se si vuole diffondere le energie rinnovabili offshore in modo inclusivo, sostenibile ed efficace non si può prescindere dall’adesione dell’opinione pubblica: la consultazione pubblica è parte integrante delle valutazioni ambientali e dei processi di pianificazione dello spazio marittimo, e il coinvolgimento di tutti i gruppi interessati fin dalle prime fasi della pianificazione non solo è di cruciale importanza per garantire che tutte le ripercussioni siano prese in considerazione, ma è necessaria per l’installazione tempestiva di nuova capacità. La strategia impegna la Commissione ad analizzare ulteriormente le interazioni tra le energie rinnovabili offshore e le altre attività in mare, nonché a incoraggiare il dialogo tra tutte le comunità interessate.

  1. In che modo la strategia tratta i potenziali effetti ambientali delle energie rinnovabili offshore?

Uno dei principi cardine della strategia consiste nell’assicurare che la produzione e trasmissione delle energie rinnovabili offshore avvengano all’insegna della sostenibilità e nel rispetto della biodiversità e dell’ambiente. Il loro sviluppo è soggetto alle politiche e alla legislazione dell’UE in materia di ambiente e alla politica marittima integrata.

L’espansione e l’ulteriore sviluppo dell’industria eolica in mare possono essere realizzati in linea con gli obiettivi della strategia dell’UE sulla biodiversità, aumentando la generazione da rinnovabili e assicurando un elevato livello di protezione dell’ambiente e della biodiversità A tale proposito la Commissione ha adottato oggi anche un nuovo documento di orientamento sullo sviluppo dell’energia eolica e sulla legislazione dell’UE a tutela della natura per favorire un’attuazione coerente delle politiche in queste materie.

In linea con la strategia sulla biodiversità, che invita ad ampliare la rete dell’UE di zone protette in mare portandola dall’11 % al 30 %, la strategia promuove la protezione degli ecosistemi marini vulnerabili. Anche le convenzioni marittime regionali possono svolgere un ruolo in questo contesto, come sedi di scambio di conoscenze e adottando decisioni giuridicamente vincolanti per proteggere l’ambiente marino.

Le evidenze attuali indicano che è possibile espandere le energie rinnovabili offshore come si prefigura senza produrre un impatto negativo sull’ambiente; tuttavia per continuare ad averne la conferma la strategia richiede un’analisi sistematica e approfondita dei potenziali impatti cumulativi sull’ambiente marino e delle interazioni tra le energie rinnovabili offshore e le altre attività marittime. In tale contesto il servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus e la rete europea di osservazione e di dati dell’ambiente marino (EMODnet) saranno strumenti utili. La Commissione propone di creare nel 2021 una comunità di esperti che, riunendo rappresentanti delle autorità pubbliche, dei portatori di interessi e del mondo scientifico, analizzi valuti e monitori gli impatti ambientali, sociali ed economici delle energie rinnovabili offshore.

Come ulteriore passo per tener conto dell’impatto prodotto dall’industria sull’ambiente, la Commissione applicherà all’uso dei componenti tecnologici per le energie rinnovabili offshore un approccio basato sul ciclo di vita, insistendo in particolare sugli aspetti della riciclabilità, del riutilizzo e del fine vita. In tale contesto saranno esaminati attentamente i costi e le ripercussioni dello smantellamento degli impianti in mare. La dimensione centrale che in tutto ciò assume l’economia circolare sarà messa in luce dal principio della “progettazione in funzione della circolarità”.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA