News

Pubblicato il 14 ottobre 2020

Domande e risposte: Strategia dell’UE sul metano

sewerage-780582_960_720

1. Perché è importante ridurre le emissioni di metano?

Dopo il biossido di carbonio (CO2) il metano è il secondo più importante agente dei cambiamenti climatici; in Europa è responsabile del 10 % delle emissioni totali di gas a effetto serra. Il metano è più potente del biossido di carbonio e contribuisce alla formazione di ozono nella bassa atmosfera, un potente inquinante atmosferico locale che causa gravi problemi di salute. La riduzione delle emissioni di metano contribuisce sia a rallentare i cambiamenti climatici che a migliorare la qualità dell’aria.

Le emissioni di metano prodotte dai rifiuti agricoli possono essere catturate per produrre biogas, che è una forma di energia rinnovabile, cosicché una gestione efficace delle emissioni di metano può generare reddito e investimenti anche nelle zone rurali.

L’UE ha fissato obiettivi di riduzione di tutti i gas a effetto serra entro il 2030: le emissioni di metano prodotte dall’uomo (antropiche) sono coperte da obiettivi nazionali vincolanti di riduzione nell’ambito del regolamento sulla condivisione degli sforzi. Entro giugno 2021 il regolamento sarà riesaminato nell’ambito dell’attuazione dell’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030. La strategia sul metano individua azioni volte ad accelerare la riduzione delle emissioni di metano in linea con tale ambizione.

L’UE ha affrontato per la prima volta il problema delle emissioni di metano con una strategia adottata nel 1996. Negli anni successivi l’UE ha adottato iniziative normative che hanno contribuito alla riduzione delle emissioni di metano in settori chiave. Rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di metano nel settore dell’energia si sono dimezzate, mentre le emissioni provenienti dai rifiuti e dall’agricoltura sono diminuite rispettivamente di un terzo e di poco più di un quinto. Nondimeno, le emissioni di metano restano una sfida seria in ciascuno di questi settori e, se non affrontate, se ne prevede un aumento significativo a livello mondiale.

2. La strategia contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo?

Nella comunicazione sul Green Deal europeo la Commissione ha indicato che le emissioni di metano legate all’energia devono essere affrontate nell’ambito dell’impegno a conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

La valutazione d’impatto del piano degli obiettivi climatici 2030 ha rilevato che le politiche attuali si tradurranno in una riduzione delle emissioni di metano nell’UE del 29 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Un aumento del livello di ambizione per ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno al 55 % entro il 2030 richiederebbe anche uno sforzo accelerato per affrontare il problema delle emissioni di metano: le proiezioni indicano la necessità di una riduzione delle emissioni di metano del 35-37 %.

In tal modo, l’azione politica volta a ridurre le emissioni di metano contribuirà agli sforzi di decarbonizzazione dell’UE verso la maggiore ambizione per il 2030, alla neutralità climatica entro il 2050 e all’ambizione dell’UE di azzerare l’inquinamento per un ambiente privo di sostanze tossiche. 

3. Che tipo di emissioni di metano e quali settori saranno interessati da questa strategia e perché? 

La strategia si concentra sulle emissioni antropiche di metano, vale a dire quelle associate all’attività umana, che rappresentano circa il 59 % di tutto il metano presente nell’atmosfera, il resto è il risultato di processi naturali (emissioni biogeniche). Nell’UE, il 53 % delle emissioni antropiche di metano proviene dal settore agricolo, il 26 % dai rifiuti e il 19 % dall’energia. Tendenze analoghe esistono a livello mondiale, con circa il 95 % delle emissioni antropiche totali coperte da questi tre settori. Di conseguenza la strategia dell’UE sul metano verte su questi settori.

4. La strategia si concentra sulla riduzione delle emissioni nell’UE o a livello internazionale? 

La strategia si concentra sia sulla riduzione delle emissioni di metano nell’UE che sul problema delle emissioni di metano associate alle catene di approvvigionamento collegate all’UE. Agire sul fronte interno e all’estero è essenziale per ridurre in modo significativo il metano atmosferico. Ad esempio, l’UE è il maggiore importatore di gas fossili, ma la maggior parte delle emissioni associate alle importazioni di tali combustibili è rilasciata prima che il gas raggiunga l’UE.

L’UE può svolgere un ruolo importante nell’assicurare la riduzione delle emissioni di metano a livello mondiale. Se da un lato l’UE contribuisce solo al 5 % delle emissioni globali di metano, dall’altro può fa valere la propria posizione di maggiore importatore mondiale di combustibili fossili e di attore forte nel settore agricolo per sostenere l’azione dei partner globali. L’UE è anche tecnicamente all’avanguardia nella rilevazione delle immagini satellitari e delle fughe di emissioni di metano grazie al programma Copernicus e può guidare la collaborazione internazionale per migliorare il monitoraggio, la verifica e la mitigazione delle emissioni globali di metano.

Per questi motivi, la strategia annuncia che, nell’ambito delle azioni diplomatiche ed esterne dell’UE, la Commissione affronterà la questione della riduzione delle emissioni di metano in tutti i settori pertinenti con i paesi partner e promuoverà il coordinamento globale degli sforzi volti ad affrontare il problema delle emissioni di metano nel settore energetico.

5. Quali sono le principali azioni di questa strategia? 

A breve termine la strategia incoraggia iniziative volontarie e guidate dalle imprese per migliorare immediatamente la comunicazione e affrontare il problema delle emissioni di metano a livello globale; le proposte legislative dell’UE sono previste per il 2021.

La Commissione valuterà l’eventualità di legiferare sull’eliminazione dei processi di routine di rilascio in atmosfera e combustione in torcia nel settore dell’energia e su obiettivi di riduzione delle emissioni di metano, norme o altri incentivi per l’energia fossile consumata e importata nell’UE in assenza d’impegni significativi di riduzione delle emissioni di metano da parte dei partner internazionali.

Di seguito, alcune delle azioni principali della strategia.

In tutti i settori:

  • la Commissione sosterrà, in partenariato con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, la Coalizione per il clima e l’aria pulita e l’Agenzia internazionale per l’energia, la creazione di un osservatorio internazionale indipendente sulle emissioni di metano. L’osservatorio avrà il compito di raccogliere, sottoporre a controllo incrociato, verificare e pubblicare i dati sulle emissioni antropiche di metano a livello mondiale. Con questi dati l’osservatorio svilupperà un indice di metanizzazione che aumenterà la trasparenza delle emissioni globali;
  • la Commissione sosterrà la produzione di biogas dai rifiuti agricoli attraverso piani strategici nazionali nell’ambito della politica agricola comune e riesaminerà il quadro normativo del mercato del gas per facilitare la diffusione della produzione di biogas distribuita e connessa a livello locale. Inoltre, la prossima revisione della direttiva sulle energie rinnovabili nel giugno 2021 offrirà l’opportunità di accelerare lo sviluppo del mercato del biogas.

Nel settore dell’energia:

  • nel 2021 la Commissione presenterà proposte legislative sull’obbligo di misurazione, comunicazione e verifica di tutte le emissioni di metano connesse all’energia e sull’obbligo di migliorare il rilevamento delle perdite e la riparazione delle perdite in tutte le infrastrutture dei gas fossili;
  • la Commissione valuterà l’eventualità di legiferare per eliminare il rilascio in atmosfera e la combustione in torcia di routine nel settore dell’energia;
  • nell’ambito delle azioni diplomatiche ed esterne dell’UE, la Commissione affronterà il problema della riduzione delle emissioni di metano in tutti i settori pertinenti con i paesi partner e promuoverà il coordinamento globale degli sforzi volti ad affrontare il problema delle emissioni di metano nel settore energetico;
  • la Commissione valuterà l’eventualità di obiettivi di riduzione delle emissioni di metano, norme o altri incentivi per l’energia fossile consumata e importata nell’UE in assenza di impegni significativi di riduzione delle emissioni di metano da parte dei partner internazionali.

Nel settore agricolo:

  • la Commissione sosterrà l’istituzione di un gruppo di esperti incaricato di analizzare le emissioni di metano durante il ciclo di vita. Il gruppo esaminerà la gestione del bestiame, del letame e dei mangimi, le caratteristiche dei mangimi, le nuove tecnologie e pratiche e altre questioni;
  • la Commissione elaborerà un inventario delle migliori pratiche e delle tecnologie disponibili per esplorare e promuovere una più ampia diffusione di azioni innovative di mitigazione, che si concentreranno in particolare sul metano proveniente dalla fermentazione enterica;
  • la Commissione promuoverà i cambiamenti alimentari attraverso le azioni annunciate nella strategia “Dal produttore al consumatore”.

Nel settore dei rifiuti:

  • nel riesame della direttiva sulle discariche previsto nel 2024, la Commissione prenderà in considerazione ulteriori azioni per migliorare la gestione dei gas di discarica, ridurne al minimo gli effetti nocivi sul clima e sfruttarne tutti i potenziali vantaggi in termini di energia.

6. Quanto costa ridurre le emissioni di metano nell’UE? 

Esistono diverse opzioni di mitigazione per le operazioni a monte nel settore del petrolio e del gas a costi netti zero, o quasi zero. I maggiori vantaggi in termini economici, ambientali e sociali netti sarebbero conseguiti riducendo il rilascio in atmosfera e la combustione in torcia, riducendo le perdite nella produzione, trasmissione e combustione di gas fossili e petrolio e riducendo le emissioni di metano prodotte dalle miniere di carbone.

Vi è un potenziale economico positivo da trarre nell’attenuare il costo delle riduzioni delle emissioni in agricoltura attraverso la riduzione delle perdite di nutrienti nei mangimi grazie alla fermentazione enterica e alla produzione di biogas.

Qualsiasi proposta legislativa si baserà su una valutazione d’impatto che esaminerà globalmente le implicazioni della legislazione, anche in termini di costi, e sarà condotta in stretta consultazione con i partner internazionali, la società civile e i principali portatori di interessi. 

7. Gli strumenti finanziari dell’UE possono contribuire a ridurre le emissioni di metano? 

Le nuove tecnologie per una migliore conversione dei rifiuti in biometano possono servire a ridurre ulteriormente le emissioni di metano nel settore. Al riguardo la Commissione valuterà l’opportunità di proporre una ricerca mirata sulle soluzioni tecnologiche del piano strategico 2021-2024 di Orizzonte Europa. L’UE intende inoltre sostenere l’uso e la mitigazione del metano proveniente dalle miniere di carbone attive e abbandonate attraverso l’iniziativa Regioni carbonifere in transizione.

NextGenerationEU e la politica agricola comune possono sostenere progetti per la produzione di biogas nelle zone rurali. La Commissione proporrà un progetto pilota per sostenere le zone rurali e le comunità agricole nell’elaborazione di progetti di biogas e nell’accesso ai fondi per la produzione di biogas dai rifiuti agricoli. 

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA