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Pubblicato il 10 settembre 2020

Divario dell’IVA: i paesi dell’UE hanno perso 140 miliardi di € in gettito IVA nel 2018, cifra che rischia di aumentare nel 2020 a causa del coronavirus

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Secondo un nuovo studio pubblicato oggi dalla Commissione europea, nel 2018 si stima che i paesi dell’UE abbiano perso 140 miliardi di € di entrate provenienti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA).

Sebbene ancora molto elevato, il divario IVA complessivo, ossia la differenza fra le entrate previste negli Stati membri dell’UE e le entrate effettivamente riscosse, ha registrato un leggero calo negli ultimi anni. Tuttavia i dati per il 2020 prevedono un’inversione di tendenza, con una potenziale perdita di 164 miliardi di € nel 2020 a causa degli effetti della pandemia di coronavirus sull’economia.

In termini nominali il divario IVA dell’UE è lievemente diminuito di quasi un miliardo di € per attestarsi a 140,04 miliardi di € nel 2018, con un rallentamento rispetto al decremento di 2,9 miliardi di € nel 2017. Questa tendenza al ribasso dovrebbe continuare per un altro anno, sebbene si preveda che la pandemia di coronavirus possa invertire la tendenza positiva.

L’ingente divario IVA registrato nel 2018, abbinato a previsioni per il 2020, sulle quali incide la pandemia di coronavirus, sottolinea ulteriormente l’esigenza di una riforma approfondita delle norme dell’UE in materia di IVA per porre fine alle frodi in questo settore nonché di una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per promuovere la riscossione dell’IVA tutelando nel contempo le imprese che operano legittimamente. Il recente pacchetto per una fiscalità equa e semplice della Commissione (luglio 2020) illustra inoltre in dettaglio diverse misure imminenti in questo settore.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “I dati odierni mostrano che gli sforzi per eliminare le opportunità di frode e di evasione dell’IVA hanno prodotto progressi graduali, ma anche che resta ancora molto da fare. La pandemia di coronavirus ha drasticamente modificato le prospettive economiche dell’UE ed è destinata a incidere seriamente anche sul gettito IVA. Ora più che mai i paesi dell’UE non possono permettersi simili perdite. Per questo motivo dobbiamo fare di più per potenziare la lotta contro le frodi all’IVA con rinnovata determinazione, semplificando nel contempo le procedure e migliorando la collaborazione transfrontaliera.”

Principali risultati negli Stati membri

Dal 2017 la Romania ha registrato il divario nazionale dell’IVA più elevato, con il 33,8 % delle entrate IVA mancante nel 2018, seguita dalla Grecia (30,1 %) e dalla Lituania (25,9 %). I divari più ridotti si registrano in Svezia (0,7 %), Croazia (3,5 %) e Finlandia (3,6 %). In termini assoluti i maggiori divari IVA si sono osservati in Italia (35,4 miliardi di €), nel Regno Unito (23,5 miliardi di €) e in Germania (22 miliardi di €).

Stato membro Divario IVA % Divario IVA (in miliardi di €) Stato membro Divario IVA % Divario IVA (in miliardi di €)
Belgio 10,4 % 3 617 Lituania 25,9 % 1 232
Bulgaria 10,8 % 614 Lussemburgo 5,1 % 199
Cechia 12,0 % 2 187 Ungheria 8,4 % 1190
Danimarca 7,2 % 2 248 Malta 15,1 % 164
Germania 8,6 % 22 077 Paesi Bassi 4,2 % 2 278
Estonia 5,2 % 127 Austria 9,0 % 2 908
Irlanda 10,6 % 1 682 Polonia 9,9 % 4 451
Grecia 30,1 % 6570 Portogallo 9,6 % 1 889
Spagna 6,0 % 4 909 Romania 33,8 % 6 595
Francia 7,1 % 12 788 Slovenia 3,8 % 148
Croazia 3,5 % 252 Slovacchia 20,0 % 1 579
Italia 24,5 % 35 439 Finlandia 3,6 % 807
Cipro 3,8 % 77 Svezia 0,7 % 306
Lettonia 9,5 % 256 Regno Unito 12,2 % 23 452

I risultati ottenuti dai singoli Stati membri variano ancora in modo significativo. Nel complesso, nel 2018 metà degli Stati membri dell’UE-28 ha registrato un divario superiore alla mediana del 9,2 %, sebbene 21 paesi abbiano constatato una diminuzione rispetto al 2017, in particolare l’Ungheria (-5,1 %), la Lettonia (-4,4 %) e la Polonia (-4,3 %). Il maggior incremento è stato osservato in Lussemburgo (+2,5 %), seguito da incrementi marginali in Lituania (+0,8 %) e in Austria (+0,5 %).

Contesto

La relazione annuale sul divario dell’IVA misura l’efficacia delle misure di applicazione e di conformità nel settore dell’IVA in ciascuno Stato membro e fornisce una stima della perdita di entrate dovuta a frodi, evasione ed elusione, fallimenti, insolvenze finanziarie nonché errori di calcolo.

Il divario IVA è importante sia per l’UE che per gli Stati membri, in quanto l’IVA rappresenta un contributo importante per i bilanci unionale e nazionali. Lo studio applica una metodologia “dall’alto verso il basso” che utilizza dati di contabilità nazionale per produrre stime del divario dell’IVA. L’edizione di quest’anno include aggiunte degne di nota, quali un esercizio di “back casting” su 20 anni, una migliore analisi econometrica dei determinanti del divario IVA e una proiezione dell’impatto potenziale della recessione da coronavirus sull’evoluzione del divario IVA.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA