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Pubblicato il 7 settembre 2020

Coronavirus: la Commissione propone più chiarezza e prevedibilità per le misure che limitano la libera circolazione nell’Unione europea

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Venerdì scorso la Commissione ha adottato una proposta di raccomandazione del Consiglio per garantire che tutte le misure adottate dagli Stati membri che limitano la libera circolazione a causa della pandemia di coronavirus siano coordinate e chiaramente comunicate a livello dell’UE.

La proposta della Commissione indica 4 punti chiave su cui gli Stati membri dovrebbero collaborare più strettamente:

  1. criteri e soglie comuni per l’introduzione delle restrizioni di viaggio da parte degli Stati membri;
  2. mappatura dei criteri comuni utilizzando un codice cromatico concordato;
  3. un quadro di riferimento comune per le misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio;
  4. informazioni al pubblico chiare e tempestive sulle restrizioni.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Proponiamo ai nostri Stati membri un approccio ben coordinato, prevedibile e trasparente alle restrizioni di viaggio eventualmente necessarie, prestando sempre la massima attenzione alla tutela della salute pubblica. Dobbiamo evitare di perturbare ulteriormente economie già fragili e di generare ulteriore incertezza per i cittadini che hanno già sostenuto enormi sacrifici. Questo è quanto si attendono da noi dopo mesi di convivenza con la COVID-19.”

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Il nostro diritto di circolare liberamente nell’UE è stato duramente colpito dalla pandemia. Per i molti cittadini che contano ogni giorno sulla possibilità di viaggiare senza ostacoli, la cacofonia normativa nazionale nell’UE è sconvolgente. Vogliamo semplificare le cose. Proponiamo criteri lineari, applicabili senza discriminazione, che gli Stati membri possano seguire facilmente, consentendo loro di informare correttamente il pubblico.”

Ylva Johansson, Commissaria per gli Affari interni, ha dichiarato: “Da marzo la Commissione ha elaborato e prodotto una base robusta di raccomandazioni in materia di controlli alle frontiere interne ed esterne destinate agli Stati membri. Le misure odierne si fondano su quest’operato, al fine di trarre pienamente vantaggio dal nostro spazio Schengen. Per questo motivo vogliamo un sistema chiaro “verde-arancione-rosso” e non un caleidoscopio di misure individuali.”

Criteri comuni

Attualmente esiste un ampio divario fra i criteri nazionali per l’introduzione di misure restrittive della libera circolazione nell’Unione europea. La Commissione propone che ogni Stato membro tenga conto dei seguenti criteri nell’adozione di qualsiasi misura restrittiva:

  • il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati ogni 100 000 abitanti in una data zona in un periodo di 14 giorni;
  • la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati in una data zona in un periodo di 7 giorni;
  • il numero totale di test COVID-19 effettuati ogni 100 000 abitanti in una data zona in un periodo di 7 giorni.

Gli Stati membri dovrebbero comunicare tali dati con cadenza settimanale al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Dovrebbero inoltre comunicare questi dati a livello regionale, per garantire che le misure possano essere destinate in modo mirato alle regioni ove sono strettamente necessarie.

Se lo Stato membro di partenza ha un tasso di test settimanale superiore a 250 ogni 100 000 abitanti, la Commissione propone che gli Stati membri non limitino la libera circolazione delle persone provenienti da un altro Stato membro in cui:

  • il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati in una data zona è uguale o inferiore a 50 ogni 100 000 abitanti in un periodo di 14 giorni, O
  • la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati in una data zona è inferiore al 3 %.

Un codice cromatico comune

In base ai dati comunicati dagli Stati membri, la Commissione propone che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblichi una mappa dei paesi dell’UE e del SEE, aggiornata settimanalmente, con un codice cromatico comune, a sostegno degli Stati membri e dei viaggiatori. La Commissione propone i seguenti codici:

  • verde per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è inferiore a 25 in un periodo di 14 giorni E la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 è inferiore al 3 %;
  • arancione per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è inferiore a 50 in un periodo di 14 giorni MA la percentuale dei test positivi su tutti i test COVID-19 è uguale o superiore al 3 %, OPPURE il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è compreso fra 25 e 150 MA la percentuale di test positivi su tutti i test COVID-19 effettuati è inferiore al 3 %;
  • rosso per le zone in cui il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è superiore a 50 in un periodo di 14 giorni E la percentuale dei test positivi su tutti i test COVID-19 è uguale o superiore al 3 %, OPPURE il numero totale di nuovi casi di COVID-19 notificati è superiore a 150 ogni 100 000 abitanti in un periodo di 14 giorni;
  • grigio se le informazioni disponibili non sono sufficienti a valutare i criteri proposti dalla Commissione OPPURE se il numero di test COVID-19 effettuati ogni 100 000 persone è inferiore a 250.

Un approccio comune per i viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio

La Commissione propone un approccio comune tra gli Stati membri per quanto riguarda i viaggiatori provenienti da zone ad alto rischio. Gli Stati membri non dovrebbero rifiutare l’ingresso ai viaggiatori provenienti da altri Stati membri. Gli Stati membri che introducono restrizioni alla libera circolazione sulla base dei propri processi decisionali potrebbero richiedere:

  • per i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “rossa” o “grigia”, la quarantena OPPURE un test COVID-19 all’arrivo, privilegiando quest’ultimo.*

In casi giustificati gli Stati membri potrebbero eventualmente raccomandare che i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “arancione” si sottopongano almeno a un test COVID-19 prima della partenza o all’arrivo. Gli Stati membri potrebbero esigere che i viaggiatori provenienti da una zona classificata come “rossa”, “arancione” o “grigia”, specialmente se arrivano in aereo, presentino i moduli per la localizzazione dei passeggeri, nel rispetto dei requisiti in materia di protezione dei dati. Non dovrebbero essere sottoposti a quarantena i viaggiatori aventi una funzione o una necessità essenziale, come i lavoratori che esercitano professioni critiche, lavoratori frontalieri e distaccati, studenti o giornalisti nell’esecuzione dei loro compiti.

Informazioni al pubblico chiare e tempestive

La Commissione propone che ogni Stato membro comunichi con cadenza settimanale alla Commissione stessa e agli altri Stati membri informazioni dettagliate sulle prossime restrizioni alla libera circolazione o la revoca delle restrizioni di viaggio. Le modifiche dovrebbero essere notificate con una settimana di anticipo rispetto all’entrata in vigore.

Tale informazioni dovrebbero altresì essere pubblicate sulla piattaforma web “Re-open EU“, con un link alla mappa pubblicata settimanalmente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

I cittadini e le imprese hanno bisogno di prevedibilità. Gli Stati membri devono compiere ogni sforzo per ridurre al minimo l’impatto sociale ed economico delle restrizioni di viaggio, anche comunicando le informazioni al pubblico in modo chiaro, esaustivo e tempestivo.

Contesto

Il diritto dei cittadini europei di spostarsi e risiedere liberamente nell’Unione europea è uno dei risultati più apprezzati dell’Unione europea nonché un motore importante della nostra economia. Le restrizioni al diritto fondamentale alla libera circolazione nell’UE dovrebbero essere adottate solo se strettamente necessario per far fronte a rischi per la salute pubblica e dovrebbero essere coordinate, proporzionate e non discriminatorie. Per limitare la diffusione della pandemia di COVID-19, gli Stati membri hanno adottato diverse misure, alcune delle quali hanno avuto un impatto sulla libera circolazione. Un approccio ben coordinato, prevedibile e trasparente all’adozione delle restrizioni alla libertà di circolazione è necessario per prevenire la diffusione del virus, tutelare la salute dei cittadini e al contempo salvaguardare la libertà di movimento nell’Unione, in condizioni di sicurezza. Questo è importante per i milioni di cittadini che ogni giorno fanno affidamento su spostamenti transfrontalieri senza attriti ed è essenziale per il nostro operato inteso a ricostruire l’economia in sicurezza.

Prossime tappe

La proposta di raccomandazione della Commissione sarà discussa dal Consiglio in vista dell’adozione nelle prossime settimane.