News

Pubblicato il 31 luglio 2020

Rispetto del diritto dell’UE da parte degli Stati membri nel 2019: occorre fare di più

politiche-unione-europea-04-euroconsulting

La relazione annuale sul controllo dell’applicazione del diritto dell’UE illustra come la Commissione ha monitorato e fatto rispettare il diritto dell’UE nel 2019, come pure i risultati conseguiti dagli Stati membri in una serie di settori d’intervento.

L’applicazione efficace del diritto dell’UE è importante per i cittadini in quanto sostiene i diritti e i benefici che da esso derivano e che, altrimenti, verrebbero meno. È importante anche per le imprese, per garantire condizioni di parità in tutto il mercato interno.

Il numero di procedure di infrazione aperte è rimasto stabile durante lo scorso anno, a fronte di un aumento del numero di nuove procedure di oltre il 20 % rispetto all’anno precedente. Nel 2019 Lussemburgo, Estonia e Lituania hanno registrato il minor numero di nuove procedure per non corretto recepimento o non corretta applicazione del diritto dell’UE, mentre a registrarne di più sono state Spagna, Italia e Grecia.

La Commissione ha continuato con rigore a garantire l’applicazione delle norme in tutti i settori d’intervento, concentrandosi in primis sugli ambiti che hanno un impatto maggiore sulla quotidianità dei cittadini e delle imprese. Tra i principali settori d’intervento interessati figurano l’ambiente, il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, i trasporti e la mobilità, che nel complesso hanno rappresentato la metà di tutte le procedure di infrazione. La Commissione è ad esempio intervenuta nei confronti di 3 Stati membri per i livelli eccessivi di inquinamento atmosferico e nei confronti di 5 Stati membri per la mancata garanzia di un accesso equivalente al numero di emergenza unico europeo 112 per gli utenti disabili.

L’applicazione del diritto dell’UE si basa sulla cooperazione. Per questo motivo la Commissione europea sostiene attivamente gli Stati membri nell’attuazione del diritto dell’UE attraverso orientamenti e tramite il dialogo. Nel 2019 si è concentrata in particolare sul sostegno alle autorità nazionali e regionali per quanto riguarda l’attuazione delle norme in materia di gestione dei rifiuti, qualità dell’aria, efficienza energetica, mercati agricoli e parità di genere.

Lotta al recepimento tardivo delle direttive dell’UE

Per consentire ai cittadini e alle imprese di usufruire dei vantaggi del diritto dell’UE, è essenziale che gli Stati membri recepiscano le direttive europee nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali entro i termini convenuti.

Nel 2019 il recepimento tardivo di direttive è stato oggetto di oltre la metà di tutti i procedimenti di infrazione, pur facendo registrare un leggero calo (dai 419 casi del 2018 ai 406 del 2019). Per raffronto si consideri che il 2016 è stato l’anno che ha fatto registrare il maggior numero di nuovi casi (847) avviati per recepimento tardivo negli ultimi 5 anni. Per facilitare il recepimento tempestivo e corretto, la Commissione ha continuato ad assistere gli Stati membri mediante l’elaborazione di piani di attuazione, siti web dedicati e documenti di orientamento, oltre che mediante lo scambio delle migliori pratiche nelle riunioni dei gruppi di esperti.

Per quanto riguarda il recepimento tardivo, il maggior numero di nuove procedure è stato avviato nei confronti di Bulgaria, Belgio, Grecia e Cipro, mentre Danimarca, Italia e Lituania hanno registrato il dato più basso.

La Commissione ha continuato a rinviare alla Corte di giustizia procedure di infrazione per recepimento tardivo, chiedendo il pagamento di penalità giornaliere a norma dell’articolo 260, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). L’anno scorso la Commissione ha deferito la Spagna alla Corte di giustizia dell’UE chiedendo l’applicazione di sanzioni pecuniarie (causa C-658-19).

La Corte di giustizia ha applicato per la prima volta il regime di sanzioni di cui all’articolo 260, paragrafo 3, TFUE, con la sentenza pronunciata l’8 luglio 2019 nella causa C-543/17 Commissione/Belgio. In tale occasione ha imposto a tale paese una penalità giornaliera per la mancata adozione e comunicazione di tutte le misure necessarie per il recepimento della direttiva recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità.

Contesto

In risposta a una richiesta avanzata dal Parlamento europeo nel 1984, la Commissione presenta ogni anno una relazione sul controllo dell’applicazione del diritto dell’UE nell’anno precedente. Il Parlamento europeo adotta in seguito una risoluzione sulla relazione della Commissione.

In via prioritaria la Commissione si concentra sui problemi per i quali il suo intervento volto all’applicazione può davvero fare la differenza, a vantaggio dei singoli cittadini e delle imprese. Secondo la ripartizione delle responsabilità tra le istituzioni europee la Commissione ha la responsabilità generale di avviare il processo legislativo. Il Consiglio e il Parlamento europeo decidono in merito alle proposte della Commissione. Gli Stati membri sono responsabili della rapida e corretta applicazione, dell’attuazione e del rispetto del diritto dell’UE nell’ambito dell’ordinamento giuridico nazionale. Il cerchio si chiude con la Commissione: dopo che le sue proposte sono state adottate e sono diventate parte del diritto dell’UE, spetta a tale istituzione controllare che gli Stati membri applichino correttamente le norme e intervenire in caso di infrazione.

La tutela dello Stato di diritto è una delle priorità politiche della Commissione von der Leyen.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA