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Pubblicato il 31 luglio 2020

Coronavirus: la Commissione europea rafforza il sostegno al trattamento con plasma da convalescenti

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La Commissione europea ha invitato oggi oltre 200 servizi per la raccolta del sangue in tutta l’UE a richiedere finanziamenti per l’acquisto di attrezzature per la plasmaferesi, vale a dire attrezzature che consentono il prelievo di plasma dai donatori. L’obiettivo di questa azione è sostenere il trattamento dei nuovi pazienti COVID-19 che lottano contro la malattia, aumentando la capacità dell’UE di raccogliere plasma da convalescenti, ossia il plasma dei pazienti guariti dalla COVID-19. L’azione rientra nello strumento per il sostegno di emergenza (ESI). Saranno concesse sovvenzioni ai servizi pubblici e alle ONG che effettuano la raccolta di sangue autorizzati a raccogliere plasma.

Quest’azione dimostra l’impegno della Commissione a sviluppare terapie, annunciato nella comunicazione “Preparare il settore sanitario dell’UE ad affrontare futuri focolai di COVID-19“.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare,ha dichiarato: “Il plasma da convalescenti potrebbe essere un trattamento promettente per la COVID-19. Grazie ai finanziamenti messi a disposizione oggi, possiamo compiere un ulteriore passo avanti nella raccolta di plasma; invito dunque tutte le parti interessate ad avvalersene. Continueremo ad esaminare tutte le opzioni possibili per sostenere lo sviluppo di trattamenti sicuri ed efficaci contro la COVID-19, che siano accessibili e possano fornire protezione a tutti i cittadini. Questo continuerà ad essere il nostro obiettivo principale nelle settimane e nei mesi futuri.”

Il trattamento consiste nella trasfusione di plasma da convalescenti a pazienti malati per aumentare la loro immunità e la loro capacità di combattere la malattia. La trasfusione di plasma è impiegata anche per purificare anticorpi per la produzione di uno specifico medicinale contro la COVID-19 (immunoglobulina) come alternativa a breve termine ai vaccini. Il prodotto è iniettato a titolo profilattico ai pazienti, alle persone vulnerabili e agli operatori sanitari, oppure come trattamento. L’efficacia di tali trattamenti è oggetto di ricerca a livello mondiale, anche di un progetto di ricerca dell’UE finanziato da Orizzonte 2020. I risultati preliminari sono promettenti, mentre quelli delle sperimentazioni cliniche complete saranno presto disponibili.

Questi trattamenti si basano sulla raccolta di vasti quantitativi di plasma da convalescenti donato da pazienti guariti.

Attualmente il 75% circa del plasma raccolto dai servizi pubblici di raccolta del sangue e dalla Croce Rossa proviene da donazioni di sangue intero, dal quale è poi separato il plasma. Questo sistema di raccolta è molto meno efficiente della plasmaferesi, un processo in cui il plasma è prelevato dal donatore mentre gli altri componenti del sangue gli sono restituiti. Con la plasmaferesi un prelievo di sangue consente di ottenere dai donatori volumi di plasma più elevati; inoltre la donazione di plasma può essere effettuata ogni due settimane, mentre quella di sangue intero ogni tre-quattro mesi. I “superdonatori”, donatori con un plasma particolarmente ricco di anticorpi, possono inoltre effettuare molte donazioni nell’arco di alcuni mesi.

L’invito è valido un mese e la sua dotazione ammonta a 40 milioni di € finanziati a titolo dello strumento per il sostegno di emergenza. Le sovvenzioni saranno assegnate a seconda delle necessità espresse dai servizi di raccolta del sangue degli Stati membri.

La dotazione sosterrà l’acquisto di apparecchi per plasmaferesi e delle relative attrezzature, quali kit per la raccolta, le strutture di stoccaggio, i test e la caratterizzazione del plasma come pure i programmi operativi.

Contesto

Adottato dal Consiglio nell’aprile 2020, lo strumento per il sostegno di emergenza (ESI) consente all’UE di fornire un sostegno di emergenza che affronti le conseguenze umane ed economiche di una crisi come la pandemia in corso.

L’ESI sostiene gli sforzi degli Stati membri tesi ad affrontare la pandemia di COVID-19 in modo strategico e coordinato a livello europeo.

In ambito sanitario l’ESI è già utilizzato per contribuire a soddisfare le necessità degli Stati membri e ad effettuare la preparazione a futuri focolai e a un’eventuale seconda ondata. L’ESI sostiene in particolare il trasporto di beni essenziali, squadre mediche e pazienti e finanzia un meccanismo per organizzare l’acquisto mediante appalti di prodotti sanitari essenziali al fine di costituire scorte e/o distribuirli agli Stati membri.

Nell’ambito del meccanismo per gli appalti il 28 luglio è stato firmato un contratto che garantisce la fornitura di dosi del medicinale Remdesivir per circa 30 000 pazienti in tutta l’UE. Sono stati acquistati anche circa 10 milioni di maschere per proteggere gli operatori sanitari e si sta procedendo alla consegna per lotti.

Una parte significativa della dotazione disponibile dell’ESI sarà utilizzata per garantire la produzione di vaccini nell’UE e forniture sufficienti di vaccini per i suoi Stati membri attraverso accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini, in linea con la strategia dell’UE sui vaccini.