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Pubblicato il 9 luglio 2020

Cittadinanza dell’UE: una nuova indagine indica che i cittadini dell’UE conoscono meglio i loro diritti

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Secondo una nuova indagine Eurobarometro sulla cittadinanza dell’UE e la democrazia, pubblicata oggi dalla Commissione europea, la grande maggioranza degli europei (91 %) conosce il concetto di “cittadino dell’Unione europea“. Si tratta del livello di consapevolezza più elevato dal 2007 ad oggi, raggiunto con un aumento costante rispetto all’87 % registrato nel 2015. La maggior parte degli europei è ben informata sui propri diritti elettorali, a livello sia nazionale che europeo. Oggi la Commissione europea lancia anche una consultazione pubblica sui diritti legati alla cittadinanza dell’UE.

Vera Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “Sono lieta di constatare che sempre più europei sono consapevoli dei loro diritti legati alla cittadinanza dell’UE: il diritto di risiedere in un altro Stato membro, il diritto di essere trattati allo stesso modo, indipendentemente dalla nazionalità e il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni europee. Ma i cittadini devono anche sapere come far valere tali diritti quando non vengono rispettati. Voglio rendere i cittadini europei più forti e più consapevoli, in modo che possano beneficiare al massimo di ciò che offre l’Europa”.

Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori, ha dichiarato: “Promuovere la cittadinanza dell’UE e la partecipazione alla vita democratica rimane una delle massime priorità della Commissione. È quindi molto incoraggiante constatare che la stragrande maggioranza degli europei conosce che cosa concretamente significhi essere un cittadino dell’Unione europea. La Commissione europea è inoltre impegnata a garantire che i cittadini possano continuare a godere di tutti i diritti che la cittadinanza dell’UE conferisce loro. Ciò è tanto più vero in questi tempi di COVID-19, in cui dobbiamo essere particolarmente vigilanti per garantire la protezione dei diritti dei cittadini.”

Principali risultati dell’indagine sulla cittadinanza dell’UE e la democrazia

  1. Elevato livello di consapevolezza in materia di diritti legati alla cittadinanza dell’UE

Secondo l’indagine, più di sei europei su dieci (65 %) sanno conoscono il concetto di “cittadinanza dell’Unione europea” e sanno cosa significa, mentre quasi uno su tre (26 %) ne ha sentito parlare. I cittadini sono particolarmente consapevoli del diritto di presentare denuncia presso le istituzioni dell’Unione europea (89 %), del diritto di risiedere in qualsiasi Stato membro dell’UE (85 %) e, qualora si trovino in un altro Stato membro, del diritto di essere trattati allo stesso modo di un cittadino di quello Stato membro (81 %). Anche se il numero di cittadini europei che sanno cosa fare quando i loro diritti di cittadini dell’UE non vengono rispettati è in costante crescita, soltanto il 37 % si considera bene informato in materia. Tale valore rappresenta un aumento di 11 punti percentuali rispetto al 26 % registrato nel 2015. Infine, il 92 % dei partecipanti all’indagine ha affermato che, nel caso si trovasse in un paese al di fuori dell’UE in cui non c’è un consolato o un’ambasciata del proprio paese e avesse bisogno di aiuto, si rivolgerebbe ad una delegazione dell’UE.

  1. Vantaggi complessivi della libera circolazione nell’UE

A proposito della libera circolazione, l’84 % dei partecipanti ritiene che la libera circolazione dei cittadini dell’UE all’interno dell’Unione europea comporti vantaggi complessivi per l’economia del loro paese. Tale valore corrisponde ad un aumento di 13 punti percentuali rispetto al 2015, quando i vantaggi associati alla libera circolazione erano stati riconosciuti dal 71 % dei cittadini. L’indagine Eurobarometro è stata realizzata prima dell’introduzione nella maggior parte degli Stati membri delle misure di confinamento dovute all’epidemia di COVID-19.

  1. Buona conoscenza dei diritti elettorali dell’UE

L’indagine Eurobarometro comprendeva anche alcune domande sui diritti elettorali dei cittadini dell’UE. Più di sette intervistati su dieci (71 %) sanno che un cittadino europeo che vive in un paese dell’UE diverso dal suo paese di origine ha il diritto di votare o di candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo. Alla domanda sulle elezioni del Parlamento europeo del 2019, una grande maggioranza di partecipanti ha affermato che maggiori o migliori informazioni sulle elezioni in generale e, più in particolare, sull’impatto dell’UE sulla loro vita quotidiana li avrebbero resi più propensi a votare.

Consultazione pubblica sulla cittadinanza dell’UE

Oggi la Commissione europea lancia anche una consultazione pubblica sui diritti legati alla cittadinanza dell’UE. L’obiettivo della consultazione è raccogliere informazioni, esperienze e opinioni sui diritti legati alla cittadinanza dell’UE, dati che confluiranno poi nella prossima relazione sulla cittadinanza dell’UE. Alla luce della pandemia di COVID-19, la consultazione comprende anche alcune domande relative all’impatto delle misure di emergenza sui diritti legati alla cittadinanza dell’UE. Si invitano tutti i cittadini e tutte le organizzazioni a partecipare alla consultazione, che sarà aperta fino al 1° ottobre.

Prossime tappe

I dati raccolti nel quadro del l’indagine Eurobarometro sulla cittadinanza dell’UE e la democrazia, della consultazione pubblica lanciata oggi e di una più ampia consultazione delle parti interessate (prevista per il secondo semestre del 2020) confluiranno nella prossima relazione sulla cittadinanza dell’Unione. Tale relazione definirà le azioni concrete che permetteranno di promuovere ulteriormente i diritti legati alla cittadinanza dell’UE, compresa la partecipazione democratica e l’esercizio dei diritti in un contesto transfrontaliero.

La relazione sulla cittadinanza dell’Unione 2020 andrà ad integrare il piano d’azione europeo per la democrazia – l’adozione di entrambi è prevista entro la fine del 2020 – per contribuire a migliorare la resilienza delle democrazie europee.

Contesto

In linea con l’articolo 25 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ogni tre anni la Commissione è giuridicamente tenuta a pubblicare una relazione sulla cittadinanza dell’Unione relativa all’applicazione delle disposizioni in materia di non discriminazione e di cittadinanza e che delinea le nuove priorità in materia. Per quanto riguarda gli orientamenti politici della Commissione per il periodo 2019-2024, la prossima relazione sulla cittadinanza fornirà un ulteriore stimolo a realizzare le priorità della Commissione, che prevedono di coltivare, rafforzare e proteggere la democrazia nell’Unione europea.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA