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Pubblicato il 29 giugno 2020

Aiuti di Stato: la Commissione approva regimi fiscali italiani da 7,6 miliardi di € per sostenere le imprese e i lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia di coronavirus

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La Commissione europea ha approvato quattro regimi di aiuti italiani a sostegno delle imprese e dei lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia di coronavirus. Le misure, che fanno parte di un più ampio pacchetto nazionale di sostegno incluso nel cosiddetto “Decreto Rilancio”, sono state approvate a norma del quadro temporaneo per gli aiuti di stato adottato dalla Commissione il 19 marzo 2020 e modificato il 3 aprile e l’8 maggio 2020.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Con queste misure, per le quali è previsto un bilancio complessivo di 7,6 miliardi di €, l’Italia potrà fornire ulteriore sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi che risentono gravemente della pandemia, alleviando i problemi di liquidità che li affliggono grazie a sgravi fiscali e crediti d’imposta. Le misure incoraggeranno anche l’adeguamento dei processi produttivi e degli ambienti di lavoro ai nuovi requisiti sanitari. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per trovare soluzioni praticabili in grado di mitigare l’impatto economico della pandemia di coronavirus nel rispetto delle norme dell’UE.”

Le misure italiane di sostegno

Nell’ambito del quadro temporaneo l’Italia ha notificato alla Commissione quattro regimi di aiuti, con un bilancio complessivo stimato pari a 7,6 miliardi di €, che offrono sgravi fiscali e crediti d’imposta alle imprese e ai lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia. Le misure si inseriscono in un pacchetto più ampio, parte del cosiddetto “Decreto Rilancio”, che mira a sostenere l’economia italiana nel contesto del coronavirus.

Il sostegno fornito da questi regimi, di cui possono beneficiare imprese e lavoratori autonomi, consisterà in:

  • un’esenzione parziale dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per le imprese e i lavoratori autonomi il cui fatturato nel 2019 non ha superato 250 milioni di €. L’esenzione si applica a tutti i settori, salvo alcune eccezioni (ad esempio le banche e altri enti finanziari);
  •  l’esenzione dall’imposta municipale unica (IMU) sugli immobili turistici adibiti ad attività commerciali, compresi i centri benessere e gli stabilimenti balneari;
  •  crediti d’imposta per promuovere l’adeguamento dei processi produttivi e degli ambienti di lavoro ai nuovi requisiti sanitari;
  • crediti d’imposta destinati a determinate imprese e lavoratori autonomi, in funzione del livello di entrate, per i canoni di locazione o concessione di immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020.

Le misure puntano da un lato ad attenuare i problemi di liquidità con cui devono confrontarsi imprese e i lavoratori autonomi per via delle conseguenze negative della pandemia e dei provvedimenti adottati dal governo italiano per contenere la diffusione del virus e, dall’altro, a incoraggiare l’adeguamento dei processi produttivi e degli ambienti di lavoro ai nuovi requisiti sanitari.

La Commissione ha constatato che le misure italiane sono in linea con le condizioni del quadro temporaneo. In particolare: i) l’importo degli aiuti non supererà 100 000 € per impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € per impresa operante in qualsiasi altro settore, come previsto dal quadro temporaneo; ii) gli aiuti saranno concessi solo a imprese che non erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019; iii) gli aiuti sono limitati nel tempo e saranno concessi solo fino al 31 dicembre 2020.

La Commissione ha concluso che le misure sono necessarie, opportune e proporzionate a quanto occorre per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su tale base la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

Contesto

La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile e l’8 maggio 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i tipi di aiuti seguenti:

i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e acconti fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore agricolo primario, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze in materia di liquidità. Gli Stati membri possono inoltre concedere prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti che coprono il 100 % del rischio fino al valore nominale di 800 000 € per impresa, ad eccezione del settore agricolo primario e del settore della pesca e dell’acquacoltura, per cui si applicano i limiti rispettivamente di 100 000 € e 120 000 € per impresa;

ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a sopperire al fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse favorevoli alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse e sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;

v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”;

vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria, sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri;

vii) sostegno alla costruzione e al potenziamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici, gli indumenti e i dispositivi di protezione) utili a fronteggiare la pandemia di coronavirus fino alla prima applicazione industriale. Questo può assumere la forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali o anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia;

x) sostegno mirato sotto forma di sovvenzioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia di coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale;

xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Sono approntate garanzie per evitare indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico: condizioni riguardanti la necessità, l’adeguatezza e l’entità dell’intervento; condizioni riguardanti l’ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e la relativa remunerazione; condizioni riguardanti l’uscita dello Stato dal capitale delle imprese interessate; condizioni relative alla governance, incluso il divieto di dividendi e massimali di remunerazione per la direzione; divieto di sovvenzioni incrociate e divieto di acquisizioni e misure aggiuntive per limitare le distorsioni della concorrenza; obblighi di trasparenza e comunicazione.

Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno concesse nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti de minimis alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari per quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € per quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € per tutte le altre. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo.

Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza del coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una Comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Possono inoltre concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dell’emergenza del coronavirus o da essa direttamente causati.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva, con l’evolversi della crisi, esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.57429 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA