News

Pubblicato il 3 giugno 2020

Antitrust: la Commissione consulta i portatori d’interesse sull’opportunità di un eventuale nuovo strumento in materia di concorrenza

politiche-unione-europea-06-euroconsulting

La Commissione europea ha pubblicato oggi una valutazione d’impatto iniziale e una consultazione pubblica aperta in cui invita a formulare osservazioni sulla necessità di un eventuale nuovo strumento in materia di concorrenza che permetta di affrontare i problemi di concorrenza strutturali in modo tempestivo ed efficace. I portatori d’interesse possono presentare le loro osservazioni sulla valutazione d’impatto iniziale fino al 30 giugno 2020 e partecipare alla consultazione pubblica aperta fino all’8 settembre 2020.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Il mondo sta cambiando rapidamente ed è importante che le norme in materia di concorrenza si adeguino a tali cambiamenti. Le norme di cui disponiamo sono caratterizzate da una flessibilità intrinseca che ci permette di porre rimedio ad un’ampia gamma di comportamenti anticoncorrenziali nei vari mercati. Riteniamo tuttavia che esistano determinati rischi strutturali per la concorrenza, ad esempio il rischio di perdita di equilibrio dei mercati, cui le norme vigenti non sono in grado di porre rimedio. Stiamo sollecitando i pareri dei portatori d’interesse per valutare la necessità di un eventuale nuovo strumento in materia di concorrenza che consenta di affrontare in modo tempestivo ed efficace tali problemi strutturali, garantendo al contempo l’esistenza di mercati equi e competitivi in tutti i settori economici.”

La necessità di un nuovo strumento in materia di concorrenza

Negli ultimi anni la Commissione ha riflettuto sul ruolo della politica di concorrenza e sull’adeguatezza di quest’ultima ad un mondo in rapida evoluzione – sempre più digitale e globalizzato – e che deve diventare più verde. Questo processo di riflessione fa parte di un più ampio dibattito politico sulla necessità di modificare l’attuale quadro normativo in materia di concorrenza, in modo che le autorità di contrasto di tutto il mondo possano continuare a garantire la competitività dei mercati. Vari portatori d’interesse hanno partecipato a questo dibattito presentando relazioni e studi e avanzando proposte su come adeguare gli strumenti al servizio del diritto della concorrenza o ampliarne l’ambito di applicazione.

In tale contesto, la Commissione ha concluso che per garantire la contendibilità e il corretto funzionamento dei mercati di tutti i settori economici è probabilmente necessario un approccio olistico e globale che dia la priorità ai seguenti tre pilastri:

1) il proseguimento dell’applicazione rigorosa delle norme vigenti in materia di concorrenza, facendo pieno ricorso agli articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), compresa l’applicazione eventuale di misure provvisorie e di misure correttive riparative;

2) un’eventuale regolamentazione specifica ex ante per le piattaforme, compresa l’eventuale introduzione di requisiti supplementari per gli operatori che svolgono un ruolo di controllo (gatekeeper); e

3) un eventuale nuovo strumento in materia di concorrenza in grado di porre rimedio ai problemi strutturali di concorrenza dei vari mercati, che non possono essere affrontati o risolti nel modo più efficace utilizzando le attuali norme in materia di concorrenza (ad esempio, impedendo la perdita di equilibrio dei mercati).

La valutazione parallela sull’opportunità di un’eventuale regolamentazione specifica ex ante per le piattaforme, per la quale è stata avviata oggi una distinta consultazione dei portatori d’interesse, riguarda il secondo pilastro, mentre la presente consultazione dei portatori d’interesse riguarda il terzo pilastro.

L’esperienza maturata dalla Commissione applicando le norme in materia di concorrenza ai mercati digitali e agli altri mercati e l’esercizio di riflessione sull’adeguatezza delle norme settoriali vigenti, svolto dalla Commissione e dalle autorità nazionali garanti della concorrenza, hanno aiutato la Commissione a individuare alcuni problemi strutturali in materia di concorrenza che le norme attuali non riescono ad affrontare o a risolvere nel modo più efficace possibile.

Il nuovo strumento in materia di concorrenza dovrebbe consentire alla Commissione di colmare le lacune presenti nelle attuali norme di concorrenza e di intervenire in modo tempestivo ed efficace nei diversi mercati per porre rimedio ai problemi di concorrenza strutturali.

Dopo aver individuato un problema di concorrenza strutturale grazie ad una rigorosa indagine di mercato, in cui i diritti della difesa siano pienamente garantiti, il nuovo strumento dovrebbe permettere alla Commissione di imporre misure correttive comportamentali e, se del caso, strutturali. Tuttavia, non sarebbero previste constatazioni di infrazione, né verrebbero inflitte ammende ai partecipanti al mercato.

Prossime tappe

La Commissione sta consultando i portatori d’interesse del settore pubblico e privato, tra cui le autorità garanti della concorrenza e gli enti governativi, il mondo accademico e i professionisti del settore giuridico ed economico. I partecipanti alla consultazione sono invitati a presentare le loro osservazioni sulla valutazione d’impatto iniziale entro il 30 giugno 2020 e a partecipare alla consultazione pubblica, che sarà aperta fino all’8 settembre 2020, utilizzando una delle lingue ufficiali dell’UE. In funzione dell’esito della valutazione d’impatto, verrà formulata una proposta legislativa nel quarto trimestre del 2020.

Contesto

Il diritto dell’UE in materia di concorrenza può contrastare gli accordi e le pratiche concordate anticoncorrenziali tra imprese ai sensi dell’articolo 101 del TFUE e lo sfruttamento abusivo di posizione dominante da parte delle imprese ai sensi dell’articolo 102 del TFUE. Tuttavia, alcuni problemi di concorrenza strutturali non rientrano nel campo di applicazione delle norme dell’UE in materia di concorrenza o non possono essere affrontati nel modo più efficace possibile.

problemi di concorrenza strutturali possono emergere in un’ampia gamma di scenari diversi, ma possono essere classificati in due categorie, a seconda che si tratti di un danno che sta per incidere sul mercato o di un danno che ha già colpito il mercato.

  • I rischi strutturali per la concorrenza: Alcune caratteristiche dei mercati (ad esempio, gli effetti di rete e di scala, l’indisponibilità del multi-homing e gli effetti di dipendenza (lock-in)), associate al comportamento delle imprese che operano su tali mercati, possono costituire una minaccia per la concorrenza. Ciò vale in particolare per i mercati a rischio di “perdita dell’equilibrio”. I rischi a livello di concorrenza derivano dalla possibilità che si vengano a creare operatori di mercato molto potenti, con una posizione di mercato radicata e/o che svolgono un ruolo di controllo (gatekeeper), possibilità che potrebbe essere evitata con un intervento precoce. Tra gli altri scenari che rientrano in questa categoria figurano anche le strategie unilaterali adottate dalle imprese che non detengono una posizione dominante per monopolizzare il mercato con mezzi anticoncorrenziali.
  • La carenza strutturale di concorrenza: Alcune strutture di mercato non producono risultati concorrenziali (in altri termini, evidenziano un fallimento del mercato strutturale), anche in assenza di imprese che operano in modo anticoncorrenziale. Ad esempio, i mercati possono presentare carenze sistemiche a causa di determinate caratteristiche strutturali, quali l’elevata concentrazione e la presenza di barriere all’ingresso, la situazione di dipendenza (lock-in) dei consumatori, la mancanza di accesso ai dati o l’accumulo di dati. Analogamente, le strutture di mercato oligopolistiche comportano un rischio elevato di collusione tacita, anche nei mercati caratterizzati da una maggiore trasparenza, resa possibile da soluzioni tecnologiche basate su algoritmi che si stanno gradualmente affermando in tutti i settori.

La valutazione d’impatto di un’eventuale iniziativa che preveda l’adozione di un nuovo strumento in materia di concorrenza non pregiudica la normativa settoriale vigente, né compromette gli strumenti di concorrenza esistenti di cui dispongono attualmente la Commissione e le autorità nazionali garanti della concorrenza degli Stati membri dell’UE. Essa è inoltre complementare alla valutazione d’impatto sulla regolamentazione specifica ex ante per le piattaforme, organizzata in parallelo dalla Commissione e che fa parte del pacchetto relativo alla legge sui servizi digitali annunciato nella comunicazione “Plasmare il futuro digitale dell’Europa“.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA