News

Pubblicato il 29 maggio 2020

Domande e risposte: la Risposta globale al coronavirus

adult-4402808_960_720

La Risposta globale al coronavirus concretizza l’impegno assunto dai leader del G20 il 26 marzo per presentare un fronte unito contro la pandemia. È per questo che il 24 aprile l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e un gruppo di iniziatori operanti nel campo della salute hanno dato vita ad una collaborazione mondiale per accelerare lo sviluppo, la produzione e l’accesso equo nel mondo a strumenti contro la Covid-19 (Access to COVID-19 Tools, ACT), il cosiddetto “ACT Accelerator”. Insieme, hanno lanciato un appello alla mobilitazione.

La Commissione europea ha risposto all’appello unendo le forze con vari partner nel mondo per organizzare, a partire dal 4 maggio 2020, un’iniziativa di raccolta fondi, la Risposta globale al coronavirus.

L’evento di mobilitazione è stato organizzato congiuntamente dall’Unione europea e da Arabia Saudita (che detiene la presidenza di turno del G20), Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia (presidenza entrante del G20), Norvegia, Regno Unito e Spagna.

In occasione dell’evento globale più di 40 paesi, organi delle Nazioni Unite e organizzazioni filantropiche hanno assunto impegni a favore della ricerca e dello sviluppo di soluzioni per il coronavirus, raccogliendo quel giorno 7,4 miliardi di € equivalenti a 8 miliardi di $.

La Commissione europea ha stanziato 1 miliardo di € sotto forma di sovvenzioni e 400 milioni di € a garanzia dei prestiti, mediante la ridefinizione delle priorità di Orizzonte 2020 (1 miliardo di €), di rescEU (80 milioni di €) e dello strumento per il sostegno di emergenza (150 milioni di €).

I 7,4 miliardi di € raccolti rappresentano un risultato straordinario, ma non saranno sufficienti a garantire la distribuzione in tutto il mondo di tecnologie sanitarie contro il coronavirus, che comportano costi ingenti in termini di produzione, approvvigionamento e distribuzione. Per questo motivo, il 4 maggio la Presidente von der Leyen ha invitato tutti i cittadini a continuare a unirsi alla Risposta globale al coronavirus in una “dimostrazione globale di speranza e determinazione”.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito: europa.eu/global-response.

Quanto è stato raccolto finora?

La Risposta globale al coronavirus ha finora raccolto 9,8 miliardi di €. La lista completa dei donatori e la ripartizione delle donazioni sono disponibili su questo sito.

La Banca europea per gli investimenti si è impegnata a stanziare 2 miliardi di €, compresi 141 milioni di € offerti il 4 maggio.

Il 66 % dell’importo totale (6,5 miliardi di €) è stato offerto da “Team Europa”, ossia dall’UE e dai suoi Stati membri, dalla Commissione, dai membri del SEE e dalla Banca europea per gli investimenti.

2,3 miliardi di € (il 23,5 %) sono stati destinati ai vaccini, 814 milioni di € alle terapie (l’8 %) e 242 milioni di € (il 2,5 %) agli strumenti diagnostici. Inoltre, i donatori hanno deciso di prestare particolare attenzione al rafforzamento dei sistemi sanitari, a cui è destinato un contributo di 4,3 miliardi di € (il 45,5 % degli impegni).

Il restante importo di 2,1 miliardi di € (il 21,5 %) comprende gli impegni non stanziati o non assegnati, e impegni assegnati ad altri progetti sul coronavirus, ad esempio per l’assistenza umanitaria, le emergenze o i programmi nazionali di ricerca sul coronavirus (700 milioni di €).

La seguente distribuzione riepiloga gli importi assegnati alle organizzazioni che operano nel campo della salute sul piano mondiale:

  • circa 1,1 miliardi di € alla Coalizione per l’innovazione in materia di preparazione alle epidemie (Coalition for Epidemic Preparedness Innovation, CEPI) per lo sviluppo e la diffusione di vaccini;
  • circa 488 milioni di € a GAVI (l’Alleanza per i vaccini), importo che non comprende le dichiarazioni generali che saranno fatte durante il vertice mondiale sui vaccini del 4 giugno;
  • quasi 257 milioni di € a COVID-19 Therapeutics Accelerator, iniziativa intesa a potenziare lo sviluppo e la diffusione di terapie;
  • oltre 60 milioni di € alla Foundation for Innovative New Diagnostics (fondazione per la nuova diagnostica innovativa, FIND), per lo sviluppo e la diffusione di strumenti diagnostici;
  • 2,6 miliardi di € all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), per il rafforzamento dei sistemi sanitari;
  • 15,7 milioni di € al Fondo mondiale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria;
  • almeno 700 milioni di € ai progetti nazionali di ricerca sulla Covid-19.

L’interesse prioritario dei donatori per il rafforzamento dei sistemi sanitari riflette una realtà: in molti paesi, l’inadeguatezza dei sistemi sanitari costituisce il principale ostacolo per l’accesso alle innovazioni sanitarie e la prevenzione di nuovi focolai. Vi è una forte complementarità tra il rafforzamento dei sistemi sanitari e la garanzia dell’efficace impiego di vaccini, terapie e sistemi diagnostici; di questa complementarità potranno avvalersi i partenariati dedicati a vaccini, terapie e sistemi diagnostici.

Quali sono le prossime tappe?

L’esito dell’iniziativa di raccolta fondi del 4 maggio, che ha dimostrato la volontà e la capacità della comunità internazionale di unire le forze e mettere in comune le risorse per superare la pandemia, è un buon auspicio per una collaborazione internazionale senza precedenti e per lo stanziamento delle risorse necessarie per la produzione, l’approvvigionamento e la distribuzione di vaccini, terapie e test.

L’entità del compito richiede la mobilitazione dei cittadini a livello mondiale. Nelle prossime quattro settimane, Global Citizen porterà avanti la campagna “Obiettivo globale: uniti per il nostro futuro”, con il patrocinio della Commissione europea e la collaborazione di Bloomberg Philanthropies, della Bill & Melinda Gates Foundation e del Wellcome Trust.

La campagna è sostenuta dai paesi partner della Risposta globale al coronavirus (Francia, Germania, Canada, Spagna, Belgio, Austria, Marocco, Sudafrica, Messico, Norvegia, Sudafrica, Arabia Saudita, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito) e dalla Banca europea per gli investimenti, e si prevede che altri aderiranno. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità svolge un ruolo essenziale a sostegno di questa iniziativa. Il 27 giugno la presidente von der Leyen presiederà il vertice “Obiettivo globale: uniti per il nostro futuro”. Artisti di fama mondiale come Adam Lambert, Chloe x Halle, Chris Rock, Coldplay, Dionne Warwick, Femi Kuti, Fher of Maná, Hugh Jackman, Idris & Sabrina Elba, J Balvin, Justin Bieber, Lady Gaga, Lang Lang, Miley Cyrus, Padma Lakshmi, Rachel Brosnahan e Shakira hanno annunciato il loro impegno a sensibilizzare i cittadini su questa causa, in modo che questi a loro volta possano far leva sui leader mondiali.

La campagna darà un nuovo impulso a organismi come CEPI, GAVI (l’Alleanza per i vaccini), Therapeutics Accelerator, UNITAID, FIND e il Fondo globale, che stanno conducendo iniziative volte a sviluppare e rendere disponibili test, terapie e vaccini per gli operatori sanitari in prima linea e per i soggetti più vulnerabili al virus in tutto il mondo.

Un altro appuntamento cruciale per il rafforzamento dei sistemi sanitari e delle capacità di immunizzazione dei paesi più poveri del mondo sarà il vertice mondiale sui vaccini organizzato da GAVI per il 4 giugno, che contribuirà in modo decisivo a conseguire gli obiettivi della Risposta globale al coronavirus.

La Commissione incoraggia inoltre le persone a fare donazioni al Fondo di solidarietà per la risposta alla Covid-19 a favore dell’OMS.

Che cos’è il quadro di risposta globale dell’ACT-Accelerator?

L’accesso universale e a prezzi accessibili agli strumenti contro la Covid-19 (ACT) è stato il principale obiettivo dell’appello alla mobilitazione lanciato il 24 aprile dai partner mondiali nel settore sanitario. A tal fine sono necessari finanziamenti consistenti, oltre ad un quadro collaborativo con obiettivi e strutture chiari, per allineare gli sforzi mondiali e garantire il buon uso dei fondi donati dai paesi.

Sulla base delle discussioni con partner governativi e non governativi, la Commissione europea ha proposto un quadro collaborativo per la risposta globale dell’ACT-Accelerator, ossia una struttura di coordinamento per guidare e monitorare i progressi compiuti a livello mondiale nell’accelerare i lavori su tre priorità: lo sviluppo di vaccini, terapie e strumenti diagnostici ad accesso universale, sostenuto dal rafforzamento dei sistemi sanitari necessari per realizzare tali priorità.

Le sue tre missioni principali sono:

  • coordinamento attraverso una divisione del lavoro concordata a livello mondiale con modalità leggere di coordinamento;
  • mobilitazione delle risorse per colmare le carenze nei finanziamenti e nella produzione e individuare le opportunità;
  • distribuzione per un accesso equo e a prezzi accessibili a livello mondiale.

La struttura sarà operativa per due anni (prorogabili) e farà tesoro delle competenze delle istituzioni e dei partner esistenti senza che siano create nuove strutture o istituzioni.

Chi partecipa al quadro di risposta globale dell’ACT-Accelerator?

Il fulcro del quadro è costituito dai tre partenariati basati su ciascuna delle tre priorità, che operano il più autonomamente possibile, con un asse di lavoro trasversale sul rafforzamento dei sistemi sanitari in relazione al coronavirus.

I tre partenariati su vaccini, terapie e diagnostica stanno definendo le loro strategie, le risorse necessarie e le norme in materia di responsabilità. Per facilitare il loro lavoro sarà riunito un gruppo di partner governativi e privati senza scopo di lucro che garantirà la coerenza tra i partenariati, riferirà i progressi compiuti ai donatori e ai contesti globali e promuoverà la raccolta delle necessarie risorse aggiuntive e la ricerca di soluzioni comuni.

I paesi partner della Risposta globale al coronavirus faranno parte del gruppo facilitatore. I partner privati senza scopo di lucro saranno organizzazioni operanti a livello mondiale che hanno esperienza nella tutela dei beni pubblici mondiali, come la Bill & Melinda Gates Foundation, il Wellcome Trust e il Forum economico mondiale.

L’ACT-Accelerator riferirà alla comunità mondiale in merito

  • ai progressi compiuti in relazione alle tre priorità, vale a dire vaccini, terapie e strumenti diagnostici, nonché ai lavori per rafforzare i sistemi sanitari contro il coronavirus;
  • all’individuazione di risorse aggiuntive necessarie in futuro;
  • e alle azioni previste per raccogliere le risorse (con raccolte fondi o in altro modo).

Come lavoreranno i tre partenariati?

Ogni partenariato avrà due capofila, dotati di poteri e risorse per animare il partenariato assieme a tutti i soggetti pertinenti (settore pubblico, industria, ricerca, finanziatori, autorità di regolamentazione, organizzazioni internazionali).

  • Ciascuno dei tre partenariati allinea le azioni dei soggetti partecipanti in un approccio che ingloba tutta la catena di valore (dalla ricerca alla consegna e all’accesso universale). Insieme, sviluppano il programma di lavoro e realizzano le attività necessarie.
  • Per i vaccini, il capofila del partenariato sarà CEPI, in collaborazione con GAVI per la diffusione dei vaccini.
  • Per le terapie, il capofila sarà il COVID-19 Therapeutics Accelerator, una nuova joint-venture tra la Gates Foundation e il Wellcome Trust, assieme a UNITAID.
  • Per gli strumenti diagnostici, il capofila sarà la Foundation for Innovative New Diagnostics (fondazione per la nuova diagnostica innovativa, FIND) assieme al Fondo globale.

Un asse di lavoro trasversale fra i tre partenariati è dedicato al sostegno ai sistemi sanitari per far fronte al coronavirus; in questo l’OMS avrà un ruolo di primo piano. L’OMS guiderà inoltre i lavori sulla ripartizione dei prodotti fra i tre partenariati.

A chi spetterà la proprietà dei prodotti ottenuti con il finanziamento dell’iniziativa?

La ricerca finanziata con fondi pubblici dovrebbe consentire un accesso aperto ai risultati, ossia dati, conoscenze e proprietà intellettuale, nella misura necessaria a garantire la diffusione e l’accesso a livello mondiale.

I finanziamenti andranno a beneficio di organizzazioni che si adoperano per garantire che i prodotti siano disponibili e accessibili a prezzi ragionevoli in tutto il mondo, in particolare nei paesi più vulnerabili.

In linea di principio non si chiederà ai partner commerciali di rinunciare ai loro diritti di proprietà intellettuale, ma i fondi donati saranno accompagnati da impegni dei donatori a favore dell’accesso a livello mondiale e dell’equa diffusione dei nuovi strumenti diagnostici e vaccini e delle nuove terapie contro il coronavirus.

Quali sono i bisogni principali nei settori dei vaccini, delle terapie e degli strumenti diagnostici?

In questi tre settori l’urgenza è rappresentata dalle attività di ricerca e sviluppo (convalida dei test), ma il sottofinanziamento riguarda principalmente la produzione, l’acquisizione e la diffusione. La situazione è attualmente la seguente:

  • i vaccini sono difficili da sviluppare e i risultati della ricerca sono incerti. Attualmente vi sono più di 100 vaccini in fase di sviluppo e circa 10 sono in fase di sperimentazione clinica. Una volta che il vaccino sarà disponibile la sfida sarà produrlo nelle quantità estremamente elevate necessarie e richieste, nonché garantirne la disponibilità e l’accessibilità per tutti i paesi, compresi i paesi a reddito medio-basso. L’OMS tiene traccia di tutti i vaccini sperimentali sul seguente sito: https://www.who.int/who-documents-detail/draft-landscape-of-covid-19-candidate-vaccines;
  • terapie: finora più di 40 sviluppatori di potenziali terapie contro il coronavirus hanno contattato l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e gli Stati membri per un parere scientifico. La maggior parte delle terapie proposte sono a base di farmaci attualmente autorizzati per altre patologie. Sono in corso sperimentazioni cliniche per determinarne l’efficacia nel trattamento dei pazienti colpiti da coronavirus. Una volta individuate, le nuove terapie dovranno essere prodotte e fornite su scala mondiale, il che richiederà notevoli finanziamenti;
  • strumenti diagnostici (test): attualmente sono utilizzati vari tipi di test, per scopi diversi. Alcuni sono utilizzati per individuare l’infezione e altri per stabilire se la persona è stata infettata dal virus. Questi ultimi attendono ancora di essere convalidati in termini di performance e di essere prodotti su vasta scala. La sfida è rappresentata dalla fornitura e dalla diffusione dei test, ivi compresi, se del caso, gli strumenti di analisi dei risultati, nonché dal collegamento con strategie di test efficaci e dotate di risorse adeguate.

Quali sono i tempi previsti per ottenere risultati nei tre settori?

Data la crisi in corso, non c’è tempo da perdere. I fondi saranno assegnati il più rapidamente possibile. Sebbene una serie di soluzioni sia già all’esame, la R&S, la produzione e la diffusione richiedono molto tempo e molte risorse. Per questo è fondamentale coordinare gli sforzi a livello internazionale, per individuare il più rapidamente possibile le soluzioni più promettenti, accelerandone allo stesso tempo lo sviluppo.

Qual è il legame con il rifinanziamento di GAVI, l’Alleanza per i vaccini?

Per far fronte all’attuale crisi, i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di difese forti. La diffusione dei vaccini contro il coronavirus sarebbe quasi impossibile se consentissimo il collasso dei programmi di vaccinazione. Questi sistemi sanitari forniscono l’infrastruttura di base necessaria per distribuire tali programmi: le catene di approvvigionamento, le attrezzature per la catena del freddo, gli operatori sanitari qualificati, la sorveglianza delle malattie e le attività di informazione alle comunità. Il sostegno ai paesi a basso reddito, nell’ambito della nostra Risposta globale, è essenziale per garantire la sicurezza sanitaria mondiale ed evitare future pandemie.

Tenuto conto di questa necessità a livello mondiale sono benvenuti anche impegni per il rifinanziamento di GAVI, che contribuiscano ad aumentarne le risorse ad almeno 7,4 miliardi di $ per il prossimo quinquennio. L’UE e i co-organizzatori dell’iniziativa di raccolta fondi sono forti sostenitori di GAVI e del suo ruolo nella risposta mondiale alla pandemia di coronavirus. GAVI organizzerà il suo vertice di rifinanziamento il 4 giugno 2020 a Londra.

I risultati dell’iniziativa andranno a beneficio solo dei paesi che vi parteciperanno?

No. L’obiettivo della raccolta fondi è accelerare l’innovazione e garantire l’accesso di tutti, indipendentemente dall’origine geografica dei fondi. Le pandemie possono essere controllate in modo efficace solo se le soluzioni sono diffuse in tutto il mondo. L’iniziativa mira a raccogliere consistenti contributi finanziari per sviluppare strumenti diagnostici, terapie e vaccini e a garantire un impegno politico ad alto livello per un accesso equo agli strumenti diagnostici, alle terapie e ai vaccini, in modo che nessuno sia lasciato indietro.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA