Pubblicato il 8 aprile 2020

Coronavirus: la risposta globale dell’UE alla pandemia

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La Commissione europea e l’Alto rappresentante delineano oggi i piani per una risposta energica e mirata dell’UE a sostegno degli sforzi compiuti dai paesi partner per affrontare la pandemia di coronavirus. L’azione collettiva dell’UE sarà finalizzata a gestire la crisi sanitaria immediata e a soddisfare le esigenze umanitarie che ne derivano, rafforzando i sistemi sanitari, idrici e igienico-sanitari dei paesi partner, potenziando le loro capacità di ricerca e preparazione affinché possano reagire alla pandemia e mitigando l’impatto socioeconomico. A tal fine, l’UE garantirà un sostegno finanziario ai paesi partner per oltre 15,6 miliardi di € provenienti dalle risorse già stanziate nell’ambito dell’azione esterna. Insieme ai nostri partner, stiamo facendo in modo che il cospicuo finanziamento già destinato loro dall’UE venga orientato per aiutarli a far fronte alle conseguenze del coronavirus.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Il virus non conosce frontiere. Questa sfida mondiale esige una solida cooperazione internazionale. L’Unione europea sta lavorando strenuamente per combattere la pandemia. Sappiamo tutti che solo unendo le nostre forze possiamo arrestare la diffusione mondiale del coronavirus. A tal fine, l’UE convocherà a breve un incontro virtuale sugli impegni di finanziamento per contribuire a mobilitare i finanziamenti necessari e a coadiuvare l’Organizzazione mondiale della sanità nell’assistenza ai paesi più vulnerabili.”

L’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha aggiunto: “ La pandemia di coronavirus impone una risposta comune a livello mondiale. L’Unione europea e i suoi Stati membri stanno dando il proprio contributo per fronteggiare questa crisi sanitaria e le sue gravi conseguenze, sia a livello interno che oltre confine. Stiamo facendo tutto il possibile per sostenere i nostri cittadini, ma non dobbiamo dimenticare i paesi partner del nostro diretto vicinato e oltre, aiutandoli ad affrontare le conseguenze della crisi sui loro mezzi di sussistenza, sulla loro stabilità e sulla loro sicurezza, poiché i loro problemi sono anche nostri. Si tratta di una lotta mondiale che vinceremo o perderemo insieme. La cooperazione e gli sforzi congiunti a livello internazionale e le soluzioni multilaterali rappresentano la via da seguire per mettere a punto una vera e propria agenda globale per il futuro.

La Commissaria per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “Non saremo al sicuro finché il coronavirus continuerà a minacciare ovunque vite umane. Questo è il tema centrale della cooperazione e dei partenariati internazionali. Dobbiamo lavorare insieme per affrontare le sfide comuni. Oggi la Commissione europea si fa avanti e guida, con questo ingente pacchetto di risposta globale di oltre 15,6 miliardi di , il lavoro svolto con i nostri partner, soprattutto in Africa, per assicurare un futuro più sicuro a tutti noi.

Il Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, ha dichiarato: “Nell’ambito della nostra risposta globale alla pandemia di coronavirus, stiamo riorientando oltre 3,8 miliardi di € di fondi previsti per i Balcani occidentali e i nostri vicini immediati ad est e a sud verso i settori che ne hanno più bisogno: si tratta di reagire urgentemente alla crisi sanitaria, rafforzare i sistemi sanitari e attenuare l’impatto socioeconomico della pandemia. Viviamo nello stesso continente e possiamo vincere soltanto se saremo uniti.”

Il Commissario per la Gestione delle crisi ,Janez Lenarčič, haammonito: “Siamo di fronte a quella che potrebbe diventare la più grave crisi umanitaria degli ultimi decenni. La pandemia di coronavirus rischia di avere conseguenze drammatiche per i paesi più fragili e per le persone più vulnerabili. Ciò vale in particolare per l’ambiente confinato e spesso insalubre dei campi che accolgono i rifugiati e gli sfollati interni. È per questo motivo che dobbiamo rispondere energicamente all’emergenza di sanità pubblica, fare in modo che gli operatori umanitari continuino a poter prestare assistenza di primo soccorso e sostenere il trasporto e la logistica per le principali operazioni umanitarie.”

Pacchetto “Team Europa”

La risposta dell’UE è improntata a un approccio collegiale (Team Europa) volto a salvare vite umane fornendo ai nostri partner un sostegno rapido e mirato che li aiuti a fronteggiare la pandemia in atto. Tale approccio combina risorse dell’UE, degli Stati membri e delle istituzioni finanziarie (in particolare la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) per sostenere i paesi partner e soddisfare le loro esigenze a breve termine, nonché affrontare gli effetti strutturali a più lungo termine per le società e l’economia. I primi pacchetti Team Europa sono già in fase di attuazione nel vicinato immediato dell’UE, ossia nei Balcani occidentali, a est e a sud.

In quanto interlocutore globale e uno dei principali contributori del sistema internazionale degli aiuti, l’UE promuoverà una risposta multilaterale coordinata di concerto con le Nazioni Unite, le Istituzioni finanziarie internazionali, il G7 e il G20.

L’Unione europea continuerà ad adeguare la sua risposta mano a mano che la situazione evolve e si concentrerà sui paesi più colpiti e bisognosi di assistenza sanitaria in Africa, nel vicinato, nei Balcani occidentali, nel Medio Oriente e in Nord Africa, nonché in parte dell’Asia e del Pacifico, nell’America latina e nei Caraibi. La sua risposta porrà l’accento sulle persone più vulnerabili, compresi i migranti, i rifugiati, gli sfollati interni e le comunità di accoglienza, integrando gli obiettivi strategici definiti nel Green Deal e nell’Agenda digitale.

Dell’intero pacchetto di 15,6 miliardi di €, 3,25 miliardi di € sono destinati all’Africa, compresi 1,19 miliardi di € per i paesi del vicinato del Nord Africa.

L’UE fornisce complessivamente 3,07 miliardi di € per l’intero vicinato (2,1 miliardi di € per i paesi partner meridionali e 962 milioni di € per i paesi del partenariato orientale) e 800 milioni di € per i Balcani occidentali e la Turchia.

Nell’insieme, il pacchetto comprende inoltre altri 1,42 miliardi di € in garanzie a favore dell’Africa e dei paesi del vicinato provenienti dal Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD).

L’UE sosterrà l’Asia e il Pacifico con 1,22 miliardi di €; altri 291 milioni di € saranno destinati alla regione dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, 918 milioni di € ai nostri partner in America latina e nei Caraibi e 111 milioni di € ai paesi e territori d’oltremare.

Attuazione pratica del pacchetto di risposta globale dell’UE

Le azioni di risposta alle emergenze, la cui dotazione ammonta a 502 milioni di €, si concentrano tra l’altro su:

  • un sostegno immediato ai piani di risposta dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle Nazioni Unite, nonché all’appello della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa a promuovere la preparazione e la risposta alle emergenze nei paesi che presentano sistemi sanitari più deboli e in quelli colpiti da crisi umanitarie;
  • un sostegno umanitario immediato ai paesi colpiti, in particolare nei settori della sanità, delle risorse idriche e dei servizi igienico-sanitari, nonché della logistica;
  • un sostegno all’incremento della produzione di dispositivi di protezione individuale e di dispositivi medici in Europa per soddisfare necessità urgenti in Europa e nei paesi partner;
  • l’organizzazione della fornitura di assistenza in natura ai paesi colpiti tramite il meccanismo di protezione civile dell’Unione;
  • l’offerta di garanzie e l’erogazione di liquidità alle banche locali tramite le Istituzioni finanziarie internazionali e le istituzioni europee per il finanziamento dello sviluppo, sostenute dal Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile;
  • un sostegno alle iniziative mondiali volte a contrastare le restrizioni all’esportazione e a garantire che le catene di approvvigionamento restino intatte, soprattutto per quanto riguarda le forniture mediche e i prodotti farmaceutici essenziali;
  • la partecipazione dei Balcani occidentali a iniziative dell’UE quali l’accordo di aggiudicazione congiunta per i dispositivi medici e il sistema europeo di allarme rapido per le malattie trasmissibili. I paesi che stanno negoziando l’adesione all’Unione possono anche chiedere di beneficiare del Fondo di solidarietà dell’UE.

Con 2,8 miliardi di € destinati a sostenere il sistema della ricerca, il sistema sanitario e il sistema idrico, l’UE è impegnata, tra l’altro, a:

  • aiutare i paesi partner a predisporre sistemi sanitari e di protezione sociale resilienti e reattivi;
  • sostenere le attività di comunicazione e sensibilizzazione per quanto riguarda le misure di protezione di base e la consulenza in materia di igiene volte a impedire la diffusione del virus;
  • autorizzare l’impiego di alcuni finanziamenti dell’UE provenienti da iniziative mondiali in campo sanitario quali il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, l’alleanza mondiale per le vaccinazioni e l’immunizzazione (GAVI) e il dispositivo di finanziamento globale (Global Financing Facility) per rispondere alla crisi causata dal coronavirus, garantendo nel contempo il proseguimento dei programmi sanitari essenziali;
  • sostenere ulteriori ricerche in materia di diagnostica, trattamento e prevenzione e, non appena sarà disponibile un vaccino, accelerarne l’approvazione e sovvenzionare i vaccini e la loro distribuzione nei paesi vulnerabili;
  • contribuire alla formazione di esperti e alla sorveglianza epidemiologica e rafforzare le organizzazioni sanitarie regionali in Africa, America latina e Caraibi, Asia e Pacifico;
  • accogliere i paesi candidati dei Balcani occidentali nel comitato per la sicurezza sanitaria dell’UE e valutare il modo migliore di associare i potenziali candidati ai suoi lavori;
  • sostenere la parità di accesso ai sistemi sanitari per i migranti, i rifugiati e le comunità di accoglienza.

Con 12,28 miliardi di € destinati a far fronte alle conseguenze economiche e sociali,l’UE è impegnata, tra l’altro, a:

  • fornire sostegno diretto al bilancio e finanziamenti agevolati per consentire ai paesi partner di adottare riforme a favore dello sviluppo socioeconomico e della riduzione della povertà, nonché misure volte a tutelare i lavoratori durante la crisi;
  • mobilitare, unitamente al Fondo monetario internazionale (FMI), assistenza macrofinanziaria destinata ai paesi dei Balcani occidentali e ai paesi del vicinato;
  • sostenere il settore privato, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI) e i lavoratori autonomi, mediante garanzie, l’erogazione di liquidità e assistenza tecnica e riorientare ulteriormente le garanzie del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile verso la condivisione dei rischi a breve termine sui prestiti;
  • concedere al settore pubblico prestiti della Banca europea per gli investimenti, in particolare per quanto riguarda le forniture e i dispositivi sanitari;
  • collaborare con le organizzazioni internazionali e le imprese europee per costruire catene del valore forti e resilienti in settori strategici e garantire i diritti dei lavoratori e la responsabilità sociale delle imprese;
  • promuovere forme di riduzione del debito valutate dall’FMI nei paesi colpiti.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA

La comunicazione congiunta è disponibile qui, in inglese.