Pubblicato il 3 aprile 2020

Domande e risposte: La Commissione propone SURE, un nuovo strumento temporaneo del valore di 100 miliardi di EUR per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori

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Che cos’è SURE e perché la Commissione lo propone?

Il nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (SURE) è pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus. Fornirà assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di € sotto forma di prestiti, concessi dall’UE agli Stati membri a condizioni favorevoli. I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione: nello specifico, concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all’istituzione o all’estensione di regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe per i lavoratori autonomi introdotte in risposta all’attuale pandemia di coronavirus.

Che cosa sono i regimi di riduzione dell’orario lavorativo?

I regimi di riduzione dell’orario lavorativo sono programmi che, in determinate circostanze, consentono alle aziende in difficoltà economiche di ridurre temporaneamente l’orario di lavoro dei loro dipendenti, ai quali viene erogato un sostegno pubblico al reddito per le ore non lavorate. Regimi analoghi di reddito sostitutivo si applicano ai lavoratori autonomi.

SURE fornirebbe un sostegno supplementare dell’UE per finanziare i regimi di riduzione dell’orario lavorativo degli Stati membri e altre misure analoghe, contribuendo a proteggere i posti di lavoro.

Tutti gli Stati membri hanno già predisposto qualche tipo di regime nazionale di riduzione dell’orario lavorativo.

Perché la Commissione si concentra sul sostegno ai regimi di riduzione dell’orario lavorativo?

Lo strumento SURE è solo un elemento della strategia globale della Commissione per tutelare i cittadini e mitigare le gravi conseguenze socioeconomiche della pandemia.

Molte imprese in difficoltà si vedono costrette a sospendere momentaneamente o a ridurre in modo significativo le proprie attività e l’orario di lavoro dei dipendenti. Evitando gli esuberi, i regimi di riduzione dell’orario lavorativo possono impedire che uno shock temporaneo abbia ripercussioni negative più gravi e durature sull’economia e sul mercato del lavoro negli Stati membri. Contribuiscono così a sostenere i redditi delle famiglie e a preservare la capacità produttiva e il capitale umano delle imprese e dell’economia nel suo complesso.

Quanti saranno i fondi messi a disposizione dell’UE nel suo insieme e dei singoli Stati membri?

Gli Stati membri potranno beneficiare di assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di €.

Non vi sono dotazioni prestabilite per i singoli Stati membri.

In che modo la Commissione otterrà e fornirà finanziamenti per lo strumento SURE?

L’assistenza finanziaria nel quadro dello strumento SURE assumerà la forma di un prestito concesso dall’UE agli Stati membri che ne fanno domanda.

La Commissione contrarrà prestiti sui mercati finanziari per finanziare quelli agli Stati membri, che sarebbero poi concessi a condizioni favorevoli: gli Stati membri beneficerebbero quindi del buon rating di credito dell’UE e di bassi costi di finanziamento.

Questi prestiti saranno basati su un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri nei confronti dell’UE. Lo strumento entrerà in funzione una volta che tutti gli Stati membri si saranno impegnati in relazione a tali garanzie.

In che modo saranno decise le condizioni di ciascun prestito?

I prestiti dovrebbero essere usati dagli Stati membri per finanziare regimi di riduzione dell’orario lavorativo per i lavoratori dipendenti o misure analoghe per i lavoratori autonomi.

Facendo seguito alla richiesta di assistenza finanziaria di uno Stato membro, la Commissione lo consulterebbe per verificare la portata dell’aumento della spesa pubblica direttamente connesso all’istituzione o all’estensione di regimi di riduzione dell’orario lavorativo e di misure analoghe per i lavoratori autonomi. Questo passo consentirà alla Commissione di valutare correttamente le condizioni del prestito, compreso l’importo, la scadenza media massima, la determinazione del prezzo e le modalità tecniche di attuazione.

Sulla base della consultazione la Commissione presenterebbe una proposta di decisione del Consiglio relativa alla concessione dell’assistenza finanziaria.

Una volta approvata, l’assistenza assumerà la forma di un prestito concesso dall’UE allo Stato membro interessato.

Come funzionerà il sistema di garanzie?

I prestiti nel quadro dello strumento SURE sarebbero sottesi da un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri. Ciò consentirà alla Commissione di aumentare il volume dei prestiti che possono essere erogati agli Stati membri stessi.

Questo sistema di garanzie è fondamentale per conseguire la capacità necessaria, garantendo al contempo un finanziamento prudente dello strumento SURE.

A tal fine le garanzie devono raggiungere un importo minimo (il 25 % dell’ammontare massimo dei prestiti di 100 miliardi di €).

Qual è la relazione tra questo strumento e il regime europeo di riassicurazione contro la disoccupazione annunciato in precedenza?

Nella comunicazione che delinea la sua risposta economica coordinata all’emergenza coronavirus, la Commissione si è impegnata ad accelerare l’elaborazione della proposta legislativa relativa a un regime europeo di riassicurazione contro la disoccupazione.

Lo strumento SURE rende operativo tale regime in condizioni di emergenza ed è studiato appositamente per rispondere nell’immediato alle sfide poste dalla pandemia di coronavirus.

Esso non preclude in alcun modo la futura istituzione di un regime permanente di riassicurazione contro la disoccupazione.

Quali sono le prossime tappe?

La proposta della Commissione relativa allo strumento SURE dovrà essere approvata in tempi brevi dal Consiglio.

Il nuovo strumento avrà carattere temporaneo: la sua durata e la sua portata sono limitate a quanto necessario per far fronte alle conseguenze della pandemia di coronavirus.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA