Pubblicato il 2 aprile 2020

Strumento per il sostegno di emergenza dell’Unione europea per il settore sanitario – domande e risposte

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Cosa propone la Commissione per sostenere il settore sanitario?

La Commissione intende sostenere direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri dell’UE nella lotta contro la pandemia da coronavirus tramite misure che possono essere attuate più efficacemente a livello dell’Unione. A tal fine, e sulla base del principio di solidarietà, la Commissione integrerà in modo rapido, flessibile e diretto gli sforzi messi in atto a livello nazionale.

Più concretamente, e come prima fase, la Commissione ha elaborato una valutazione iniziale delle esigenze e lavorerà con gli Stati membri per precisare e definire le necessità.

Per finanziare quest’azione, la Commissione mobilita 3 miliardi di € dal bilancio dell’UE, di cui 2,7 miliardi di € saranno erogati attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza e 300 milioni di € attraverso la capacità di apparecchiature mediche di rescEU. Saranno possibili contributi supplementari da parte degli Stati membri e dei singoli, di fondazioni e anche di iniziative di finanziamento collettivo (crowdfunding).

In questo modo la Commissione sarà in grado di:

  • provvedere direttamente all’acquisto o all’approvvigionamento di mezzi di sostegno di emergenza per conto degli Stati membri e a alla distribuzione di forniture mediche, quali mascherine e maschere di protezione con filtro;
  • sostenere finanziariamente e coordinare bisogni urgenti come il trasporto di apparecchiature mediche e pazienti nelle regioni transfrontaliere;
  • sostenere l’allestimento di ospedali da campo mobili.

Per sfruttare gli incrementi di efficienza e generare economie di scala, ove possibile, la Commissione provvederà direttamente all’approvvigionamento per conto degli Stati membri e concentrerà l’assistenza là dove è più necessaria.

Nel medio e lungo periodo, e grazie a questi strumenti, l’UE potrà sostenere le capacità di screening da parte degli Stati membri, nonché tutte le ricerche mediche pertinenti. In questo modo, la Commissione fornirà una risposta dell’UE durante tutta la crisi sanitaria, fino alla fine dell’emergenza.

Per attuare l’iniziativa, la Commissione collaborerà con le autorità sanitarie nazionali degli Stati membri, con le organizzazioni internazionali e con il settore non governativo.

Quale azione può essere intrapresa tramite lo strumento per il sostegno di emergenza?

Lo strumento per il sostegno di emergenza consentirà all’UE di fornire una risposta coordinata dell’Unione nelle varie fasi della crisi.

L’azione concreta dipenderà dalle necessità dei paesi dell’UE. Ad esempio la Commissione si adopererà per:

  • sostenere l’importazione, il trasporto e la distribuzione di dispositivi di protezione, concentrandosi sulle regioni più colpite;
  • offrire assistenza nel trasporto di pazienti che lo necessitano in ospedali transfrontalieri in grado di offrire capacità gratuite;
  • potenziare il rapido sviluppo di metodi di trattamento e di sperimentazione.

Saranno inoltre possibili altre azioni, in base all’evoluzione delle esigenze di Stati membri, ospedali, medici e pazienti.

Come sarà finanziata questa azione?

Per garantire il finanziamento necessario, la Commissione attingerà esclusivamente al bilancio dell’UE per il periodo 2014-2020 e mobiliterà tutte le risorse disponibili entro i limiti di spesa per il 2020.

Per questo motivo la Commissione presenta oggi anche un progetto di bilancio rettificativo, ossia una proposta volta a riorganizzare una parte della spesa dell’UE per l’anno in corso in linea con le più recenti priorità:

  • 300 milioni di € per la capacità di apparecchiature mediche di rescEU, che contribuiranno all’approvvigionamento e alla distribuzione di ulteriori forniture mediche in tutta l’UE. Il finanziamento si aggiunge ai 80 milioni di € già assegnati lo scorso mese.
  • 2,7 miliardi di € direttamente attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza dell’Unione europea (la cui finalità generale è integrare gli altri strumenti dell’UE, in caso di bisogno, rispondendo direttamente alle situazioni di crisi in tutta l’Unione), che sarà modificato in modo da consentirne l’utilizzo nel contesto della pandemia da coronavirus.

La Commissione utilizzerà la flessibilità rimanente dell’attuale bilancio a lungo termine (ossia le riserve che vanno oltre i massimali annui) per finanziare questa operazione.

Le esigenze sono chiaramente ben superiori al bilancio a vostra disposizione. Come intendete colmare il divario?

Poiché si tratta di un’azione a medio e lungo termine, la Commissione vaglierà altre possibilità per attirare finanziamenti, che comprenderanno anche le donazioni di privati e fondazioni e i finanziamenti collettivi (crowdfunding). La Commissione si sta adoperando per consentire una raccolta rapida dei contributi e delle donazioni. Il bilancio potrebbe essere ulteriormente rafforzato anche mediante nuovi stanziamenti nel 2021, una volta adottato il bilancio per l’anno prossimo (sulla base di un accordo sul QFP 2021-2027).

Come saranno distribuiti questi fondi tra gli Stati membri?

L’obiettivo di questa iniziativa è fornire un sostegno mirato agli Stati membri e alle regioni più colpiti.

Data la rapida evoluzione della crisi sanitaria in tutta l’Unione, non è possibile stabilire a priori gli stanziamenti per ciascuno Stato membro. Il team che gestisce l’iniziativa monitorerà l’andamento della situazione e agirà tenendo conto sia della gravità relativa della crisi nei diversi Stati membri sia delle misure e degli strumenti già esistenti.

La Commissione ha già iniziato a collaborare con le autorità sanitarie nazionali degli Stati membri per tracciare una mappa dei bisogni più impellenti dei paesi UE, in modo da concentrare le risorse là dove sono più necessarie. Tale valutazione preliminare servirà a individuare i primi passi da compiere e le decisioni da prendere. Si terrà conto anche di ulteriori consultazioni con gli Stati membri e delle loro specifiche richieste.

Chi darà attuazione all’iniziativa?

La Commissione svolgerà un ruolo centrale nell’attuazione dell’iniziativa. A questo fine sta costituendo una task force, composta da personale di tutti i suoi servizi, che lavorerà a tempo pieno per trasformare le idee in azioni concrete. Il team comprenderà esperti in materia di gestione delle crisi, politica sanitaria, trasporti, appalti pubblici dell’UE e gestione finanziaria.

Naturalmente la Commissione lavorerà a stretto contatto con le autorità nazionali degli Stati membri, con le organizzazioni internazionali e con il settore non governativo.

Quali saranno le prossime tappe?

Oggi la Commissione ha presentato una proposta legislativa completa per finanziare e attuare la propria azione finalizzata a sostenere direttamente i settori sanitari degli Stati membri. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare quanto prima questa iniziativa.

Nel frattempo, la Commissione si adopererà per individuare e preparare le prime azioni da intraprendere, in modo che l’attuazione possa iniziare non appena saranno approvate le proposte.

Quali altre azioni hanno ricevuto sostegno dal bilancio dell’UE?

L’UE ha già intrapreso una serie di azioni per affrontare la pandemia da coronavirus in tutta l’Unione, nei Balcani occidentali e nei paesi del partenariato orientale.

Le misure adottate finora hanno sbloccato, in particolare, 37 miliardi di € di investimenti provenienti dai fondi della politica di coesione dell’UE per permettere agli Stati membri di acquistare forniture mediche, retribuire i medici e aiutare le piccole e medie imprese a continuare a versare gli stipendi, è stata costituita la prima capacità di materiale medico rescEU ed è stato finanziato il rimpatrio di cittadini UE bloccati all’estero. Il meccanismo unionale di protezione civile ha finora agevolato il rimpatrio di 10 017 cittadini dell’UE in Europa con 47 voli.

La portata e l’ampiezza della sfida richiedono tuttavia una risposta coordinata ancora più decisa, a diretto beneficio dei sistemi sanitari, basata sulla solidarietà e in grado di rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE.

L’iniziativa odierna sarà complementare e coerente con le azioni intraprese finora. Cercherà di integrare quanto viene già fatto dalle autorità sanitarie nazionali creando sinergie e sfruttando al meglio le economie di scala.

Come funziona la capacità medica di rescEU?

  • La capacità medica sarà ospitata da uno o più Stati membri e lo Stato ospitante sarà responsabile dell’approvvigionamento delle attrezzature. La Commissione finanzierà il 100 % di tale capacità, mentre il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate là dove sono più necessarie.
  • Il bilancio iniziale dell’UE per la capacità ammonta a 80 milioni di €, di cui 70 milioni di € devono essere approvati dalle autorità di bilancio.

Chi può utilizzare la capacità strategica di materiale medico critico nell’ambito di rescEU?

  • Le capacità di rescEU sono messe a disposizione principalmente per integrare le capacità nazionali di tutti i paesi che fanno parte del meccanismo unionale di protezione civile (UCPM): tutti gli Stati membri dell’UE, il Regno Unito durante il periodo di transizione e sei Stati partecipanti (Islanda, Norvegia, Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia).
  • Se le capacità nazionali, comprese quelle già impegnate nel pool europeo di protezione civile nell’ambito del meccanismo, non sono sufficienti a garantire una risposta efficace a un’emergenza, le capacità di rescEU possono essere attivate in ultima istanza e come riserva strategica a livello europeo.
  • Anche altri paesi possono, in linea di principio, chiedere sostegno al meccanismo unionale di protezione civile. Se non viene offerta assistenza spontanea o tramite il meccanismo unionale di protezione civile, le capacità di rescEU come la scorta recentemente costituita possono essere dispiegate in paesi terzi, ma solo per un’emergenza che abbia gravi conseguenze per gli Stati membri o per i cittadini dell’UE.
  • Tuttavia, in considerazione dell’attuale elevata domanda di capacità mediche nell’ambito del meccanismo unionale di protezione civile da parte dei paesi che partecipano al meccanismo, è improbabile che, in questa fase, la capacità di rescEU possa essere utilizzata per operazioni di risposta in paesi che non partecipano al meccanismo.

Come intendete riferire sull’attuazione del progetto e sull’uso che verrà fatto delle risorse?

In un’ottica di piena trasparenza, la Commissione creerà una sezione apposita all’interno del suo sito web in cui riferirà sui progressi compiuti e sulle tappe successive.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA