Pubblicato il 7 febbraio 2020

Il futuro delle relazioni tra UE e Regno Unito: i prossimi passi

Brexit

L’uscita del Regno Unito dall’UE non segna la fine della cooperazione. Presto i negoziati per decidere come collaborare su tutti i fronti, dal commercio alla lotta al terrorismo.

L’UE e il Regno Unito devono affrontare molte sfide comuni, come il cambiamento climatico e la minaccia del terrorismo – è quindi nell’interesse di tutti lavorare insieme su tali questioni.

Anche se è stato negoziato un accordo di uscita, questo riguarda soprattutto la protezione dei diritti dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito e di quelli britannici nell’Unione europea, gli impegni finanziari presi dal Regno Unito come stato membro e le questioni di confine (in particolare quello tra Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda).

Le relazioni future saranno oggetto di un accordo separato. I negoziati a tale proposito potranno iniziare soltanto in seguito all’uscita del Regno Unito dall’UE.

Che cosa comprenderà l’accordo sulle relazioni future

Le tematiche coperte nell’accordo sulle relazioni future spazieranno dalla difesa e la lotta al terrorismo fino all’ambiente, la ricerca, e l’istruzione.

Uno dei negoziati principali riguarderà le condizioni e i principi per i commerci futuri, compresa la questione relativa a possibili tariffe, standard di prodotto, condizioni di parità e risoluzione di controversie.

I diritti dei cittadini

L’accordo di uscita dall’UE protegge i diritti dei cittadini. I cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito e quelli britannici nell’UE hanno il diritto di continuare a vivere e lavorare nell’attuale luogo di residenza.
La tutela dei diritti dei cittadini UE nel Regno Unito rimarrà una delle principali preoccupazioni per il Parlamento europeo, come ad esempio la libertà di circolazione e la copertura sanitaria.

Il periodo di transizione

Nel quadro dell’accordo, ci sarà un periodo di transizione fino alla fine di dicembre 2020, durante il quale il Regno Unito avrà ancora accesso al mercato unico e sarà soggetto alla legislazione dell’UE, anche se non potrà più prendere parte alle riforme legislative dell’UE.
Il Regno Unito continuerà a contribuire al bilancio dell’Unione europea durante il periodo di transizione, ma non avrà più voce in capitolo sul bilancio annuale o a lungo termine dell’UE, che sarà negoziato quest’anno.

L’obiettivo è quello di concludere i negoziati prima della fine del periodo di transizione. Il periodo transitorio può essere prorogato una sola volta su richiesta, ma la decisione in tal senso dovrà essere presa prima del 1 luglio.

In mancanza di un accordo entro la fine del periodo di transizione, il Regno Unito effettuerà scambi commerciali con l’UE in base alle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Leggi le misure dell’UE per limitare gli effetti di un’uscita senza accordo

Come funzionano i negoziati

L’ex commissario Michel Barnier guiderà i negoziati a nome dell’UE, sulla base di linee guida definite dal Consiglio europeo. Barnier ha anche condotto i negoziati sull’accordo di ritiro.

I deputati possono influenzare i negoziati adottando risoluzioni che definiscono la posizione del Parlamento.

Il Parlamento ha inoltre istituito un gruppo di contatto nel Regno Unito, guidato dal presidente della Commissione per gli affari esteri David McAllister, per mantenere i contatti con il negoziatore Barnier e coordinarsi con le commissioni parlamentari interessate.

Qualsiasi accordo può entrare in vigore solo se approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. A differenza dell’accordo di ritiro, è anche possibile che l’accordo sulle relazioni future debba essere approvato anche dai parlamenti nazionali se fa riferimento a competenze che l’UE condivide con gli stati membri. Dovrà inoltre essere approvato dal Regno Unito.

La posizione del Parlamento europeo

In una risoluzione adottata nel settembre 2019, il Parlamento ha già affermato che i negoziati sulle future relazioni UE-Regno Unito richiederebbero forti tutele e regole di parità sul campo al fine di salvaguardare il mercato interno dell’UE ed evitare che le imprese dell’UE subiscano un potenziale svantaggio competitivo – qualsiasi accordo di libero scambio che non rispetti tali standard di tutela non sarà ratificato dal Parlamento.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO