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Pubblicato il 28 novembre 2019

Da una recente indagine emerge che oltre la metà dei consumatori tiene conto dell’impatto ambientale dei propri acquisti

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La Commissione europea ha pubblicato oggi l’edizione 2019 del quadro di valutazione delle condizioni dei consumatori. Da questo documento emerge che il divario tra le condizioni dei consumatori nelle diverse regioni dell’UE si sta riducendo, che i consumatori sono più consapevoli della loro impronta ecologica e che le norme in materia di protezione dei consumatori determinano una maggiore fiducia nei mercati.

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I dati più recenti indicano che oltre il 70 % dei consumatori ha fiducia nel fatto che i commercianti rispettano i loro diritti, ma dimostrano anche che occorre continuare a lavorare per migliorare le condizioni dei consumatori e la fiducia che essi nutrono. Il “new deal” per i consumatori rafforzerà infatti ulteriormente la posizione dei consumatori e delle autorità. Sono lieta di constatare che i consumatori sono sempre più consapevoli della loro impronta ecologica quando fanno acquisti. In vista della prossima stagione di acquisti in occasione del Natale, incoraggio tutti i consumatori a rivolgersi ad operatori economici affidabili, a conoscere i propri diritti e ad acquistare in modo responsabile.”

Principali conclusioni:

  • Di fronte alla crescente consapevolezza riguardo al riscaldamento climatico e alla contaminazione del nostro pianeta dovuta alla plastica, l’indagine rileva che una percentuale crescente di consumatori dell’UE tiene conto dell’impatto ambientale dei propri acquisti. Nell’UE i consumatori più attenti alla questione ambientale sono quelli dell’Europa meridionale (59 %) e dell’Europa orientale (57 %). Una netta maggioranza di rivenditori al dettaglio (71 %) ritiene che le dichiarazioni ambientali relative a prodotti o servizi nel loro settore siano affidabili.
  • Le condizioni dei consumatori peggiorano nell’Europa occidentale, ma continuano a migliorare in altre parti dell’UE, con i paesi meridionali e orientali dell’UE che stanno riducendo il divario rispetto alla media dell’UE. Tuttavia, il divario tra il paese che ottiene i migliori risultati (Svezia, con il 71 %) e quello che si trova in ultima posizione (la Croazia, con il 53 %) rimane significativo.
  • Oltre il 70 % dei consumatori dichiara di aver fiducia nel fatto che i rivenditori al dettaglio rispettano i loro diritti di consumatori. In linea con questa tendenza, oltre il 70 % dei rivenditori al dettaglio ritiene che sia facile conformarsi alla normativa in materia di protezione dei consumatori. Inoltre, la maggior parte dei rivenditori al dettaglio dell’UE valuta positivamente l’applicazione della legislazione in materia di protezione dei consumatori e di sicurezza dei prodotti nel loro settore. I punteggi più elevati sono assegnati all’applicazione della legislazione in materia di sicurezza dei prodotti: tre quarti dei dettaglianti infatti valutano positivamente il lavoro di monitoraggio svolto dalle autorità pubbliche.
  • Nel 2018 circa 60 % dei consumatori hanno effettuato acquisti online e questa percentuale continua ad aumentare nonostante le forti disparità tra i vari paesi: si spazia dall’84 % della Danimarca a circa il 20 % della Romania e della Bulgaria. Tuttavia, la percentuale di consumatori che effettua acquisti di prodotti provenienti da altri paesi dell’UE (48 %) è notevolmente inferiore rispetto alla percentuale di coloro che effettuano acquisti online nel proprio paese (72 %).

Contesto

Il quadro di valutazione delle condizioni per i consumatori monitora le condizioni nazionali in tre ambiti:

1. conoscenza e fiducia;

2. conformità e applicazione delle norme;

3. reclami e risoluzione delle controversie.

Inoltre esamina i progressi compiuti nell’integrazione del mercato al dettaglio dell’UE e nel commercio elettronico. Le principali fonti di dati utilizzate sono indagini rappresentative presso i consumatori e i rivenditori al dettaglio degli Stati membri dell’UE, nonché dell’Islanda e della Norvegia.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA