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Pubblicato il 9 ottobre 2019

Dichiarazione di David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo

Brexit

Dichiarazione di Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, dopo incontro con il Primo Ministro britannico Boris Johnson.

Ho appena avuto un incontro con il Primo Ministro Johnson.

Sono venuto pieno di fiducia con la speranza di ascoltare proposte capaci di fare avanzare il negoziato. Invece devo constatare che non ci sono progressi.

Com’è noto, qualsiasi accordo raggiunto tra l’UE e il Regno Unito deve ottenere non solo il voto positivo della Camera dei Comuni, ma anche l’approvazione del Parlamento europeo; pertanto, è fondamentale che il Primo Ministro britannico abbia potuto sentire, direttamente dal Parlamento europeo, quale sia l’orientamento di quest’ultimo verso la Brexit.

Sono grato al Premier Johnson per avermi dato questa opportunità.

Il nostro approccio è molto semplice. Pensiamo che una Brexit ordinata, un’uscita del Regno Unito con un accordo, sia di gran lunga il miglior risultato. L’accordo che pensavamo fosse stato concordato con il Regno Unito l’anno scorso era un testo che il PE avrebbe potuto sostenere. Un testo che regolava tutti i problemi associati al recesso del Regno Unito dall’UE, garantendo certezze a cittadini e imprese, e che forniva una base solida su cui edificare le future relazioni UE-Regno Unito. Al momento continua ad essere il miglior accordo possibile.

Come ho spiegato al Primo Ministro Johnson, il Parlamento europeo non accetterà un accordo a tutti i costi. Non accetteremo nulla che possa minare l’accordo del Venerdì Santo e il processo di pace, o compromettere l’integrità del nostro mercato unico. Ciò è stato ampiamente chiarito nella nostra risoluzione adottata a larga maggioranza a settembre scorso.

Abbiamo esaminato le proposte presentate dal Regno Unito come alternativa al backstop originale: la nostra risposta è che esse ci appaiono molto lontane da qualsiasi ipotesi che il Parlamento potrebbe approvare.

Inoltre non sono immediatamente applicabili.
Ci sono due alternative a un accordo in questo momento: estensione o nessun accordo.

Il Parlamento è aperto alla possibilità di un’estensione, qualora vi siano validi motivi o obbiettivi precisi. Ma richiedere l’estensione è una responsabilità ed una prerogativa del Regno Unito, e certamente non è mio compito commentare le controversie politiche o le questioni legali che sono in discussione nel Regno Unito.
Per quanto riguarda l’ipotesi di mancato accordo, siamo molto chiari sul fatto che si tratterebbe di un risultato fortemente negativo. Comporterebbe serie conseguenze economiche per entrambe le parti, ma in particolare per il Regno Unito; avrebbe ripercussioni molto sfavorevoli sull’isola di Irlanda; aumenterebbe lo stato d’incertezza per le imprese e, soprattutto, per i cittadini.

Un mancato accordo sarebbe chiaramente responsabilità del governo britannico.
Quanto ai cittadini, il Parlamento Europeo continuerà a garantire che i loro diritti vengano tutelati, qualsiasi scenario si produca.
Spero vivamente che un’uscita senza accordo, alla fine, verrà evitata; ma in caso contrario l’UE ha adottato le misure necessarie per prepararsi ed affrontare le conseguenze.

Continuo a sperare nel buonsenso e nella responsabilità, ma fra amici abbiamo il dovere di dirci la verità.

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO