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Pubblicato il 9 ottobre 2019

Bilancio dell’UE 2021-2027: il momento di decidere

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In vista della riunione del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre la Commissione europea esorta i capi di Stato o di governo dell’UE a indicare la direzione politica e imprimere nuovo slancio ai negoziati, così da permettere il raggiungimento entro l’anno di un accordo su un bilancio a lungo termine dell’UE equo, equilibrato e moderno per il periodo 2021-2027. Con un prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) consono alle sfide di oggi e di domani l’UE sarà in grado di rispondere alle aspettative dei cittadini.

Nella comunicazione odierna la Commissione europea rileva i principali punti che, se si vuole giungere a un accordo in tempi brevi, implicano un intervento dei leader dell’UE sotto forma di esame e indicazione chiara della direzione da seguire. Si tratta dei punti seguenti:

– l’entità delle risorse finanziarie complessive necessarie per concretare le priorità comuni dell’Unione;

– un bilancio moderno che ponga nel giusto equilibrio le politiche e s’imperni saldamente sul valore aggiunto europeo;

– un approccio più trasparente al finanziamento del bilancio dell’UE, con l’introduzione di nuove fonti di entrate per sostenere le priorità e alleviare l’onere che grava sui contributi nazionali;

– una maggiore coerenza politica grazie a un legame più saldo tra finanziamenti e priorità politiche e al potenziamento degli strumenti di tutela del bilancio dell’UE dalle carenze nello Stato di diritto.

Una decisione strategica su questi elementi dovrebbe dare impulso ai negoziati in corso sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE ai fini del raggiungimento di un accordo entro l’anno, come concordato dai leader dell’UE a giugno.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Il bilancio a lungo termine dell’UE muove dal principio che l’UE deve agire nei settori in cui apporta il maggior valore. Significa investimenti nella ricerca in tutta Europa, all’avanguardia nel mondo. Significa finanziamenti per le infrastrutture transfrontaliere, per il sostegno delle piccole imprese, per una rete di sicurezza per gli agricoltori europei. Significa studio in un altro paese del continente per generazioni di giovani europei. Sono queste le priorità su cui s’impernia la proposta della Commissione per i prossimi sette anni, quella stessa proposta che è anche un piano pragmatico, responsabile e proiettato nel futuro sul modo in cui fare di più con meno risorse. Esorto il Parlamento europeo e gli Stati membri a giungere rapidamente a un accordo.”

Günther H. Oettinger, Commissario responsabile per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “La primavera dello scorso anno la Commissione ha presentato una proposta di prossimo bilancio a lungo termine dell’UE che tutti hanno salutato come punto di partenza solido per i negoziati. A distanza di 16 mesi i lavori hanno compiuto progressi ma il tempo comincia a stringere. È indispensabile ora che ognuno si adoperi per raggiungere un compromesso. Dobbiamo riversare tutte le energie nella dirittura d’arrivo: in questo momento di grandi sfide l’Europa non può permettersi ritardi nel bilancio a lungo termine. I cittadini europei aspettano risultati: è il momento di assumersene la responsabilità. È il momento di decidere”.

A maggio e giugno del 2018 la Commissione ha presentato una proposta di bilancio a lungo termine nuovo e moderno, rigorosamente orientato alle priorità dell’Unione, corredandola delle proposte legislative per i 37 programmi settoriali. Partendo da questa base, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno già fatto molto, Sono stati compiuti progressi sul quadro complessivo e su molte delle proposte settoriali.

Occorre tuttavia fare di più. Via via che i negoziati si avvicinano al momento della verità si fa più acuta la necessità di una direzione strategica da parte dei leader che permetta l’avvio puntuale dei nuovi programmi il 1º gennaio 2021.

– Un bilancio all’altezza del compito da svolgere

La Commissione ha proposto un bilancio a lungo termine pari all’1,114 % del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE a 27, percentuale che attualmente è invece dell’1,16 %, Fondo europeo di sviluppo compreso: il bilancio proposto è quindi già inferiore a quello attuale. Se il bilancio dell’UE sarà ridotto ulteriormente, sarà difficile per l’Unione realizzare le priorità che si è fissata e offrire quel sostegno così necessario agli agricoltori, studenti e ricercatori europei e alle centinaia di migliaia di altri soggetti che di tale bilancio beneficiano. I leader dovrebbero pertanto puntare a un bilancio realistico che sia all’altezza del compito da svolgere.

– Un approccio più equo al finanziamento del bilancio dell’UE

Attualmente alcuni degli Stati membri più ricchi dell’UE ottengono sconti sui contributi che sarebbero tenuti a versare al bilancio dell’UE (le famose “correzioni a favore”) e pagano quindi meno in rapporto al reddito nazionale lordo pro capite (cfr. allegato). Il recesso del Regno Unito, vale a dire del paese che nel 1984 è stato all’origine del sistema degli sconti, offre l’occasione di riformare il bilancio dell’UE sul versante delle entrate, superando un sistema ormai viziato da opacità e distorsioni. I leader dovrebbero cogliere l’occasione per avallare una maggiore equità nel metodo con cui è finanziato il bilancio dell’UE.

– Modernizzare il bilancio dell’UE sul versante delle entrate

È il momento anche di esaminare nuove fonti di entrate per il bilancio dell’UE, collegate più intimamente alle priorità politiche dell’Unione. Fra le fonti possibili si annoverano le entrate prodotte dal sistema di scambio di quote di emissione e i contributi basati sulla plastica non riciclata. I leader dovrebbero sfruttare lo slancio sempre più intenso che emerge a favore di queste risorse proprie nuove, decidendo di diversificare le fonti di entrate per il bilancio dell’UE.

– Modernizzare il bilancio dell’UE sul versante delle spese

Nella proposta di bilancio a lungo termine dell’UE la Commissione ha puntato a un equilibrio nuovo tra le politiche finanziate. La politica di coesione e la politica agricola comune mantengono un ruolo fondamentale nel plasmare il futuro dell’Europa, ma sono modernizzate in linea con le nuove priorità. Nel contempo aumentano le dotazioni in settori fondamentali: ricerca e innovazione, mobilità degli studenti, azione per il clima, migrazione, gestione delle frontiere e sicurezza, digitalizzazione, così come difesa e azione esterna dell’Unione. I leader dovrebbero dare sostegno a questi sforzi di modernizzazione del bilancio dell’UE, avendo cura che i risultati si concretino nei settori che interessano i cittadini.

Contesto

Il 2 maggio 2018 la Commissione ha presentato una proposta di bilancio equo, equilibrato e moderno per realizzare le priorità dell’Europa indicate dai leader dell’UE a Bratislava nel 2016 e a Roma nel 2017. Alla proposta hanno fatto immediatamente seguito le proposte legislative dei 37 programmi settoriali che rientrano nel futuro bilancio a lungo termine.

Da allora la Commissione si è adoperata per far avanzare i negoziati, lavorando insieme alle diverse presidenze di turno del Consiglio e in stretta collaborazione con il Parlamento europeo. Conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019, si punta a raggiungere un accordo prima della fine dell’anno. La Commissione si associa alla ferma convinzione che il rispetto del calendario fissato sia essenziale, per le centinaia di migliaia di studenti, agricoltori e ricercatori di tutta Europa così come per chiunque altro benefici del bilancio dell’UE.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA