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Pubblicato il 8 ottobre 2019

La Commissione europea accoglie con favore la valutazione positiva del modo in cui ha gestito il bilancio dell’UE

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Nella sua ultima relazione sulla gestione del bilancio dell’UE, la Corte dei conti europea – il revisore indipendente della spesa dell’UE – ha confermato che la Commissione Juncker ha significativamente migliorato il modo di amministrare il bilancio dell’UE. I revisori dell’UE hanno certificato, per il dodicesimo anno consecutivo, la buona salute dei conti annuali dell’UE e hanno emesso un parere con riserva sui pagamenti del 2018 per il terzo anno consecutivo. Si tratta di una valutazione approfondita degli sforzi mirati compiuti dalla Commissione Juncker per garantire che ogni euro del bilancio dell’UE sia speso in linea con le norme e generi valore aggiunto per i nostri cittadini.

Günther H. Oettinger, commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “Nella Commissione europea lavoriamo duro per garantire che ogni euro proveniente dal bilancio dell’UE sia speso a vantaggio dei nostri cittadini e crei un valore aggiunto europeo. Facciamo in modo che le norme siano pienamente rispettate e che gli errori siano ridotti al minimo. Siamo lieti del fatto che i nostri sforzi diano frutto e che i revisori indipendenti abbiano ancora una volta confermato che abbiamo svolto un buon lavoro”.

Stati membri dell’UE – partner importanti nella gestione del bilancio dell’UE

La Commissione è responsabile dell’esecuzione del bilancio UE assieme a una serie di partner, e gestisce circa il 75% della spesa dell’Unione congiuntamente con gli Stati membri dell’UE. Questi ultimi svolgono un ruolo fondamentale in settori quali la coesione e l’agricoltura, in cui la maggior parte del bilancio è convogliato attraverso le autorità di gestione nazionali e regionali. La Commissione dispone di norme rigorose in materia di buona ed efficace gestione dei fondi. Lavoriamo fianco a fianco con gli Stati membri per garantire che il bilancio sia speso in linea con tali norme e che ogni euro proveniente dal bilancio dell’UE sia destinato dove è più necessario.

Günther H. Oettinger, commissario europeo per il Bilancio e le risorse umane, ha dichiarato: “Sia la politica di coesione dell’UE che la politica agricola comune hanno dimostrato la loro capacità di ottenere buoni risultati. Al tempo stesso, la coesione e lo sviluppo rurale rimangono le politiche più difficili da gestire a causa dei numerosi attori coinvolti. La Commissione aiuta gli Stati membri e le diverse autorità di gestione a fare meglio se necessario. Gli sforzi compiuti finora dimostrano che siamo sulla strada giusta, quindi continueremo a lavorare nella stessa direzione.”

Valorizzare al massimo ogni euro

Garantire che ogni euro proveniente dal bilancio dell’UE raggiunga i migliori risultati possibili in tutti i settori politici è di fondamentale importanza per la Commissione. Ecco perché ci siamo impegnati a fondo per garantire che il bilancio dell’UE non solo sia speso in linea con le norme, ma finanzi anche progetti che affrontano le sfide a livello dell’UE e che facciano la differenza per un ampio numero di cittadini. Nel settore della ricerca, ad esempio, grazie a Orizzonte 2020, il più grande programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione finanziato con fondi pubblici del mondo, l’UE sostiene oltre 300 000 ricercatori e innovatori, tra cui, da ieri, 18 premi Nobel. Per quanto riguarda la protezione delle frontiere e la gestione della migrazione, un settore di fondamentale importanza per i cittadini dell’UE, dal 2015 le iniziative finanziate dall’UE hanno contribuito a salvare quasi 760 000 vite umane nel Mediterraneo e nel 2018 hanno portato a una diminuzione del 92% degli arrivi rispetto al picco della crisi migratoria del 2015.

L’attenzione al valore aggiunto dell’UE è inoltre al centro della proposta della Commissione per il bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027. Essa mira a definire obiettivi più chiari e a dare maggiore enfasi al rendimento, affinché diventi più facile monitorare e misurare i risultati come pure introdurre modifiche, se necessario. Ciò dovrebbe consentire di migliorare ulteriormente il modo in cui viene speso il bilancio dell’UE.

Regole più semplici per aumentare l’efficacia dei finanziamenti dell’UE

Negli ultimi anni la Commissione si è adoperata per semplificare ulteriormente le norme in base alle quali viene speso il bilancio dell’UE, in quanto norme più semplici consentono un più facile accesso ai fondi e minori errori di gestione.

Recupero dei fondi dell’UE spesi indebitamente

L’obiettivo della Commissione in quanto gestore del bilancio dell’UE è quello di assicurare che, dopo la conclusione di un programma e la realizzazione di tutti i controlli, il rischio rimanente per il bilancio dell’UE resti inferiore al 2%, che è il livello considerato rilevante dalla Corte.

A tale scopo, la Commissione monitora l’esecuzione del bilancio dell’UE sul campo. Se si riscontra che gli Stati membri o i beneficiari finali spendono il denaro dell’UE in modo scorretto, la Commissione può recuperare i fondi per salvaguardare il bilancio dell’UE. La Commissione ritiene che nel 2018, una volta tenuto conto delle rettifiche e dei recuperi, il rischio di errore residuo riguardante la spesa sarà inferiore all’1%.

Informazioni generali

La pubblicazione della relazione annuale della Corte dei conti europea dà avvio alla procedura annuale di discarico del bilancio dell’UE. Al fine di preparare il terreno per il processo, nel luglio 2019 la Commissione ha pubblicato informazioni sulle entrate, sulle spese, sulla gestione del bilancio e sui risultati dell’UE nelle relazioni integrate in materia finanziaria e di responsabilità. Le relazioni confermano che il bilancio dell’UE nel 2018 ha prodotto risultati concreti, ha contribuito a conseguire le priorità politiche dell’Unione europea, ha creato un valore aggiunto per i cittadini dell’UE ed è stato speso in linea con le norme dell’UE.

Il livello di errore stimato non costituisce una misura di frodi, inefficienze o sprechi, ma è semplicemente una stima dei contributi già versati dal bilancio dell’UE nonostante l’inosservanza di alcune regole.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA