Pubblicato il 3 ottobre 2019

Raccomandazione (UE) 2019/1665 della Commissione: misure di prevenzione e gestione delle crisi di cui all’art. 33, par. 3, primo comma, lett. d), del Reg. (UE) n.1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (fondi di mutualizzazione)

agricoltura

È stata pubblicata oggi sulla GUUE la Raccomandazione (UE) 2019/1665 della Commissione, del 30 settembre 2019, relativa alle misure di prevenzione e gestione delle crisi di cui all’articolo 33, paragrafo 3, primo comma, lettera d), del regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio — (fondi di mutualizzazione).

La raccomandazione intende chiarire agli Stati membri ed agli operatori economici l’applicazione della misura relativa ai fondi di mutualizzazione da parte delle OP (organizzazioni di produttori) affinché queste ultime utilizzino maggiormente questo strumento di prevenzione delle crisi in tutta l’UE.

La raccomandazione chiarisce innanzitutto quali sono le motivazioni della misura. Gli agricoltori sono esposti a rischi economici (ad es., la volatilità dei prezzi dei fattori produttivi), ambientali, sanitari (ad es., la salute degli animali e delle piante) o climatici (ad es., eventi meteorologici estremi, cambiamenti climatici), che possono avere un forte impatto sul loro reddito, frenando la pianificazione e gli investimenti a lungo termine. La competitività degli agricoltori può essere quindi compromessa dall’elevata incertezza riguardo al futuro. Ciò può generare, a sua volta, una forte fluttuazione dei redditi, con la conseguenza che anche gli agricoltori che sono competitivi in annate normali possono essere costretti a cessare l’attività a causa di un evento catastrofico. Sebbene l’impatto sul reddito degli agricoltori dipenda in ultima analisi dall’interazione di numerosi fattori, tra cui il mercato globale e il sostegno alle politiche, i rischi di insuccesso della produzione possono accentuare l’instabilità della loro situazione economica. In questo contesto, la gestione efficace dei rischi deve essere olistica, articolata in azioni di prevenzione, reazione e pianificazione, ma pur sempre modulata in funzione della situazione dei singoli agricoltori. L’eterogeneità dei rischi e delle strutture agricole in tutto il territorio dell’UE favorisce un approccio più decentrato all’utilizzo di strumenti, quali i fondi di mutualizzazione, che si prestano meglio ad affrontare esigenze specifiche di determinati settori e regioni. Piuttosto che applicare un approccio unico per tutti, è preferibile garantire che gli Stati membri dispongano di una certa flessibilità nell’affrontare i rischi cui devono far fronte gli agricoltori, in modo che si possa trovare la soluzione più opportuna. Per questo motivo l’attuale formulazione dell’art. 33, par. 3, primo comma, lett. d), del Reg. (UE) n.1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio offre maggiori possibilità di sostenere i fondi di mutualizzazione attraverso i programmi operativi delle OP (organizzazioni di produttori).

Inoltre, la raccomandazione chiarisce i seguenti aspetti:

  • l’ambito di applicazione, la tipologia ed il livello di sostegno;
  • i costi ammissibili (le tipologie di spesa coperte dalla misura relativa ai fondi di mutualizzazione);
  • i beneficiari dell’assistenza finanziaria dell’UE;
  • l’intensità dell’aiuto (l’importo dell’assistenza finanziaria dell’UE);
  • la gestione amministrativa e finanziaria;
  • il controllo e la sorveglianza;
  • la relazione annuale delle associazioni di produttori, delle organizzazioni di produttori e delle associazioni di organizzazioni di produttori.

La raccomandazione della Commissione è consultabile qui.