News

Pubblicato il 5 settembre 2019

L’Unione europea è al primo posto del commercio agroalimentare mondiale

cibo

Una relazione pubblicata oggi conferma ancora una volta la leadership mondiale dell’UE nell’esportazione di prodotti agroalimentari, con un volume di esportazioni che ha raggiunto 138 miliardi di € nel 2018.

I prodotti agricoli costituiscono una percentuale del 7 % del valore totale dei beni esportati dall’UE nel 2018, classificandosi al quarto posto dopo i macchinari, altri beni manifatturieri e i prodotti chimici. Complessivamente l’agricoltura e le industrie e i servizi connessi ai prodotti alimentari creano circa 44 milioni di posti di lavoro nell’UE. La catena di produzione e di trasformazione alimentare rappresenta il 7,5 % dei posti di lavoro e il 3,7 % del valore aggiunto totale dell’UE.

Il Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan ha dichiarato: “La politica agricola comune, sempre più orientata ai mercati, ha dato un contributo decisivo al successo del commercio di prodotti agricoli dell’UE. L’UE ha la reputazione di offrire prodotti sicuri, sostenibili, nutrienti e di qualità e questa si è rivelata una formula vincente sul mercato mondiale. La Commissione è qui per aiutare i produttori a trarre il massimo vantaggio dalle opportunità loro offerte su scala mondiale e per garantire costantemente che i nostri settori più sensibili beneficino di garanzie e di tutele sufficienti“.

Le cinque principali destinazioni dei prodotti agroalimentari dell’EU rimangono gli Stati Uniti, la Cina, la Svizzera, il Giappone e la Russia, che rappresentano il 40 % delle esportazioni dell’Unione. Oltre a negoziare accordi commerciali che accrescono le opportunità degli agricoltori dell’UE, la Commissione europea aiuta gli esportatori a entrare in nuovi mercati e a beneficiare di possibilità commerciali, grazie ad attività di promozione, tra cui le missioni ad alto livello condotte dal commissario Hogan. Nel 2018 e 2019 il commissario Hogan, accompagnato dai produttori dell’UE, si è recato in Cina, Giappone e negli Emirati arabi uniti.

I vini e i vermouth sono ancora in cima alla lista dei prodotti esportati, mentre i liquori e le altre bevande alcoliche sono al secondo posto. Seguono i prodotti alimentari e varie preparazioni alimentari per la prima infanzia, cioccolato, pasta e pasticceria.

Per quanto riguarda le importazioni, la relazione conclude che l’UE è diventata il secondo principale importatore mondiale di prodotti agroalimentari, con 116 miliardi di € di importazioni. Grazie a questo risultato la bilancia commerciale dell’UE per il settore ha registrato un saldo positivo di 22 miliardi di € netti.

L’UE importa soprattutto tre tipi di prodotti: prodotti che non sono prodotti nell’UE, o che lo sono solo in misura limitata, come la frutta tropicale, il caffè e la frutta fresca o secca (pari al 23,4 % delle importazioni nel 2018); prodotti destinati all’alimentazione degli animali (compresi i pannelli di semi oleosi e i semi di soia, che costituiscono insieme il 10,8 % delle importazioni) e prodotti utilizzati come ingredienti in fasi successive di trasformazione (come l’olio di palma).

Nel 2018 le importazioni dagli Stati Uniti hanno registrato la crescita più rapida, con un aumento del 10 %, collocando il paese in cima alla classifica dei fornitori di prodotti agroalimentari dell’UE.

La relazione completa comprende anche una panoramica sui risultati commerciali dei principali partner dell’UE (Stati Uniti, Cina, Brasile, Giappone e Russia) e sui loro flussi commerciali con l’UE, nonché un capitolo relativo agli scambi e alla cooperazione con i paesi meno sviluppati.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA