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Pubblicato il 9 luglio 2019

Prospettive agricole OCSE-FAO per il periodo 2019-2028

PRODOTTI VARI

È stata presentata ieri a Roma la relazione annuale sulle prospettive agricole per il periodo 2019-2028 dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).

La relazione fornisce una valutazione sulle prospettive per i mercati delle materie prime agricole e ittiche a livello nazionale, regionale e globale, per i prossimi 10 anni.

In particolare, dalla relazione risulta che la domanda globale di prodotti agricoli è destinata a crescere del 15%, mentre è prevista una crescita più rapida della produttività agricola, il che farà sì che i prezzi delle principali materie prime rimangano invariati o al di sotto dei livelli attuali.

Inoltre, sono stati previsti dei rendimenti maggiori ed una maggiore intensità di produzione, principalmente grazie all’innovazione tecnologica, che porteranno a una maggiore produzione senza determinare una variazione nella superficie di utilizzo di terreni agricoli a livello globale.

La relazione ha anche previsto che nel prossimo decennio le emissioni di gas a effetto serra del settore agricolo cresceranno meno rispetto agli ultimi 10 anni e al di sotto del previsto tasso di crescita della produzione, il che indica la diminuzione dell’intensità di carbonio.

Ciononostante, sono state evidenziate anche molte incertezze per il prossimo decennio, soprattutto in relazione al ruolo dell’alimentazione, dell’urbanizzazione, delle emissioni e del commercio.

Ad esempio, metteranno a rischio il settore agricolo gli sconvolgimenti causati da tensioni commerciali, la diffusione di malattie animali e delle piante, la crescente resistenza antimicrobica e gli eventi climatici sempre più estremi. Inoltre, rappresentano una problematica anche l’evoluzione delle preferenze alimentari alla luce di problemi di salute e sostenibilità e le contromisure da adottare a livello globale per l’obesità.

Infine, la pubblicazione di quest’anno contiene un capitolo speciale sull’America Latina e sui Caraibi.

La relazione è consultabile qui, in inglese.