Pubblicato il 9 luglio 2019

DG AGRI: pubblicazione dello studio di valutazione “Analisi degli oneri amministrativi derivanti dalla PAC”

agricoltura

La Commissione europea ha pubblicato lo studio di valutazione dal titolo “Analisi degli oneri amministrativi derivanti dalla PAC”, in cui sono stati analizzati i costi e l’efficacia dell’attuale sistema integrato di gestione e controllo (SIGC) della PAC.

I risultati dello studio hanno evidenziato che i costi amministrativi per gli agricoltori non sono aumentati in misura sostanziale dopo la riforma del 2013, rappresentando solo il 2% dell’aiuto totale ricevuto. Mentre per quanto riguarda quelli sostenuti dalle autorità nazionali, corrispondono a circa il 3%; in quest’ultimo caso vi è stato un aumento determinato dall’implementazione del SIGC nel 2013.

Nello specifico, lo studio analizza e valuta i diversi elementi del SIGC e del sistema di identificazione delle parcelle agricole (SIPA), i relativi meccanismi di controllo e i costi associati alla condizionalità. Gli agricoltori infatti devono rispettare una serie di norme di base per ottenere il sostegno dell’UE al reddito, e l’interazione tra il rispetto delle norme e il sostegno fornito agli agricoltori è la cosiddetta condizionalità, che incoraggia gli agricoltori a rispettare gli standard elevati dell’UE per la salute e il benessere dei cittadini, delle piante e degli animali.

Secondo lo studio, i costi amministrativi dell’attuale PAC sono inferiori o simili rispetto alle altre politiche dell’UE; ad esempio, il tasso globale per i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) è stimato al 4%, mentre i costi amministrativi  complessivi dell’UE rappresentano circa il 6% del bilancio totale dell’UE.

Inoltre, lo studio ha rilevato che i costi medi annui del SIGC sono stimati a 10 euro per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU): per l’UE in generale si tratta di una cifra che va dai 1,7 ai 1,9 miliardi di euro annui. Questa cifra comprende il 14% dei costi di implementazione, il 12% dei costi di esecuzione e il 74% dei costi di gestione e controllo.

Per quanto riguarda la condizionalità, lo studio ha evidenziato che, rispetto al periodo precedente, i costi in percentuale connessi ai pagamenti diretti ricevuti sono diminuiti. I costi principali sostenuti sono invece connessi al personale, agli investimenti IT e all’analisi del rischio.

In relazione ai costi amministrativi del SIGC, questi variano notevolmente per ciascun Stato membro, da 2 a 208 euro per ettaro di SAU. Secondo lo studio i principali fattori che determinano le differenze di costi tra gli Stati membri sono le dimensioni e la struttura del settore agricolo, la struttura organizzativa delle autorità nazionali e i sistemi informatici utilizzati. In particolare, le differenze maggiori si hanno tra Stati membri grandi e piccoli, con costi più elevati per i secondi in quanto beneficiano meno delle economie di scala.

I risultati dello studio hanno anche rilevato che l’automazione, la digitalizzazione e le nuove tecnologie per i controlli di gestione hanno contribuito a ridurre i costi e gli oneri amministrativi connessi alla PAC. Tuttavia, è stato riscontrato che l’adozione di questi sistemi digitali dipende molto da ciascun Stato membro; in certi paesi il processo di digitalizzazione è estremamente lento e la situazione potrebbe essere migliorata con degli investimenti infrastrutturali per aumentare l’accesso alla banda larga nelle aree rurali remote. 

Infine, lo studio di valutazione contiene alcune raccomandazioni, tra le quali un invito ad utilizzare la tecnologia per ridurre i costi amministrativi, rivolto agli Stati membri, e ad aggiungere un’analisi di tali costi ai piani strategici della PAC post 2020.

Lo studio di valutazione è consultabile qui, in inglese.