Pubblicato il 15 maggio 2019

Consiglio Agricoltura e Pesca (14 maggio, Bruxelles): principali risultati delle discussioni tra i Ministri sul “new delivery model” della PAC post 2020 e sul nuovo FEAMP

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Durante la riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca del 14 maggio 2019, i Ministri dell’Agricoltura dei vari Stati membri hanno avuto l’occasione di confrontarsi sul “new delivery model nel quadro della riforma della PAC post-2020 (regolamento sui piani strategici della PAC).

La Presidenza romena ha strutturato il dialogo attorno ad alcune domande che evidenziano quali sono i punti di maggiore criticità del new delivery model, come la comunicazione dei target intermedi e l’esame dell’efficacia dell’attuazione, e la definizione di importi unitari per interventi non basati sulla superficie/sugli animali.

A tal proposito è intervenuto il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan, ricordando che il new delivery model rappresenta il passaggio da una politica di conformità a una politica orientata alla performance. Per questo motivo, secondo il Commissario sono fondamentali il sistema di governance, la verifica annuale dell’efficacia dell’attuazione e l’esame dell’efficacia della stessa, che come previsti nella proposta della Commissione non aggiungono oneri eccessivi per le amministrazioni. Phil Hogan ha aggiunto che la rendicontazione annuale è importante al fine di dimostrare ai contribuenti che i fondi pubblici vengono utilizzati in maniera efficace e per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla PAC. Per quanto riguarda  invece la definizione degli importi unitari annuali per gli interventi non basati sulla superficie/sugli animali, Hogan ha affermato che la Commissione sosterrà delle soluzioni pratiche e più flessibili, ma che esse non devono complicare la nuova politica agricola.

  • comunicazione dei target intermedi e esame dell’efficacia dell’attuazione

Innanzitutto, tutte le delegazioni hanno manifestato il loro accordo per il nuovo approccio della PAC basato sull’efficacia dell’attuazione e sui risultati.

La maggior parte delle delegazioni (Lettonia, Lituania, Francia, Italia, Polonia, Austria, Grecia, Malta, Slovenia, Slovacchia, Estonia), ha però sostenuto la proposta austriaca di sostituire i target intermedi annuali con target intermedi biennali e l’esame annuale dell’efficacia dell’attuazione con un esame biennale, in quanto più ragionevole dati gli obiettivi prefissati dalla PAC.

In particolare, la delegazione belga ha sottolineato l’importanza di realizzare una politica più semplificata a livello europeo, mentre la delegazione finlandese ha affermato che il monitoraggio annuale potrebbe anche rappresentare una soluzione, ma per essere efficace è necessaria una semplificazione dal punto di vista amministrativo.

Solo alcune delegazioni, tra le quali quella svedese e croata, hanno concordato con una rendicontazione annuale delle prestazioni, come proposto dalla Commissione, ritenendo comunque necessario un approccio progressivo e una maggiore flessibilità.

Molte delegazioni hanno anche sottolineato la necessità di passare a un modello più adeguato alle esigenze degli Stati membri e di aumentare il margine di tolleranza proposto dalla Commissione. A tal proposito la Presidenza romena ha introdotto il nuovo articolo 121 bis per consentire una maggiore deviazione dai rispettivi target intermedi nei primi anni di attuazione, partendo da più del 45% nell’esercizio finanziario 2022, rispetto al 25% proposto dalla Commissione.

  • definizione di importi unitari per interventi non basati sulla superficie/sugli animali

In relazione alla definizione di importi unitari per interventi non basati sulla superficie/sugli animali,  la maggior parte delle delegazioni ha sottolineato l’esigenza di una maggiore flessibilità e di maggiori cautele per evitare oneri sproporzionati. Alcune delegazioni (Repubblica Ceca, Austria, Lussemburgo, Svezia, Cipro, Croazia) hanno ritenuto che sono ancora necessarie ulteriori discussioni a livello tecnico prima di poter definire tali importi.

Infine, le delegazioni hanno ribadito alcune delle preoccupazioni generali relative alla riforma della PAC post 2020, come il termine del 15 febbraio per la prima relazione annuale sui target intermedi, la necessità di un finanziamento adeguato della PAC e di una sua semplificazione.

Il Sottosegretario di Stato italiano per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Franco Manzato, ha affermato che nella nuova PAC deve risultare chiaro il collegamento tra i fondi spesi e i risultati ottenuti, e che è necessaria una semplificazione tale da eliminare tutti gli oneri di difficile attuazione. Anche la delegazione italiana ha ritenuto che per i primi anni di attuazione sia più ragionevole un margine di deviazione dai target maggiore rispetto al 25% proposto, e un lasso di tempo più lungo per la presentazione della prima relazione annuale sui target intermedi, rispetto al termine previsto del 15 febbraio.

Il Sottosegretario Manzato ha poi introdotto delle modifiche alla proposta della Commissione per risolvere il problema della demarcazione tra sviluppo rurale e organizzazioni comuni di mercato (OCM), in particolare in relazione al settore del vino e dell’olio di oliva. La delegazione italiana ha proposto di consentire agli Stati membri il trasferimento di risorse dallo sviluppo rurale in favore degli interventi settoriali del I pilastro della PAC, sfruttando la flessibilità del 15% proposta dalla Commissione e di consentire anche il trasferimento della quota di cofinanziamento nazionale, attualmente prevista solo per lo sviluppo rurale. Infine, dato che le misure previste per l’OCM vino risultano adeguate, secondo il Sottosegretario italiano queste dovrebbero essere proposte anche per gli interventi settoriali relativi all’olio di oliva.

Phil Hogan ha poi risposto alle perplessità sollevate delle delegazioni circa le verifiche annuali, affermando che la nuova PAC non aumenta gli oneri per le amministrazioni e gli agricoltori, ma elimina in concreto una parte consistente degli attuali obblighi di rendicontazione. Infine, il Commissario ha concluso auspicando in una collaborazione per raggiungere dei compromessi, dato che l’obiettivo della riforma della PAC è quello di trovare delle soluzioni e non di penalizzare le carenze.

Pesca

Le delegazioni francese, spagnola e italiana hanno presentato una dichiarazione congiunta che sottolinea la necessità di semplificare le future norme che regolano il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) per il periodo 2021-2028.

La dichiarazione si concentra su diversi aspetti quali i tassi di cofinanziamento, la semplificazione, le misure di gestione del mercato, gli indicatori di risultato, il sostegno alle regioni ultraperiferiche e all’attività di pesca costiera su piccola scala.

Secondo la delegazione francese, anche se la proposta della Commissione traduce una volontà di semplificazione del FEAMP, ci sono alcuni punti che possono essere ancora migliorati per ottenere una gestione flessibile e una riduzione degli oneri amministrativi, garantendo delle modalità di finanziamento adattate al settore.

La maggioranza delle delegazioni ha sostenuto la dichiarazione congiunta, riaffermando quali sono le priorità per il futuro FEAMP, tra le quali anche il rinnovo delle flotte, il sostegno all’acquacoltura e al rinnovo generazionale.

Clima e Agricoltura

  • Comunicazione della Commissione europea “Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra”

I Ministri dopo la presentazione sulla comunicazione, adottata dalla Commissione europea il 28 novembre 2018, relativa al contributo dell’UE al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi, hanno discusso sul ruolo dell’agricoltura nella transizione verso un’economia a zero emissioni nette di GES (gas a effetto serra).

Tutte le delegazioni hanno ritenuto pertinente il contenuto della comunicazione, ribadendo che anche se il ruolo principale dell’agricoltura è quello di garantire la sicurezza alimentare, il settore dovrebbe contribuire anche alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Per quanto riguarda le azioni concrete da intraprendere, le delegazioni hanno proposto alcune iniziative, ad esempio: garantire una gestione sostenibile delle foreste e delle biomasse attraverso iniziative di imboschimento, stimolare l’economia circolare e la bioeconomia, fare un uso migliore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione attraverso la digitalizzazione e il trasferimento delle conoscenze, ridurre l’uso di risorse e rifiuti alimentari, garantire un finanziamento adeguato degli obiettivi climatici non solo nell’ambito della PAC e sensibilizzare gli agricoltori.

I Ministri hanno in generale affermato che la futura PAC può svolgere un ruolo importante nella transizione verso la neutralità carbonica, ma che è necessario adeguare gli interventi in base alle specificità dei singoli Stati membri e dei diversi settori.

Sul punto è intervenuto anche il Commissario Phil Hogan, ricordando le iniziative “1 hectare” e “Trees for Kids” annunciate in occasione della conferenza “Our Forests, Our Future” lo scorso aprile (cfr. news Euroconsulting del 24 aprile 2019), e proponendo anche una nuova iniziativa, “Farm Carbon Forest”, con lo scopo di premiare gli agricoltori che riducono le emissioni di carbonio.

Varie

  • organismi geneticamente modificati (OGM), mutagenesi e nuove tecniche di breeding (NBTs)

La delegazione olandese, con l’appoggio dell’Estonia, ha informato i Ministri sul seguito della sentenza della Corte di giustizia dell’UE del 25 luglio 2018 relativa allo status normativo delle piante derivanti dalla mutagenesi, chiedendo un approccio unificato a livello UE per l’attuazione della normativa europea in ambito di  OGM, mutagenesi e in generale in relazione alle  nuove tecniche di breeding (NBTs).

La sentenza stabilisce che gli organismi ottenuti tramite la pratica della mutagenesi sono organismi geneticamente modificati (OGM) e, in linea di principio, sono soggetti agli obblighi previsti dalla Dir. 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 marzo 2001 sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. (cfr. news Euroconsulting del 26 aprile 2019).

L’approccio unificato proposto dalla delegazione olandese è stato in generale sostenuto dalle altre delegazioni. In particolare, le delegazioni del Belgio, Italia, Finlandia, Estonia, Spagna, Slovenia, Portogallo e Grecia, hanno evidenziato la necessità di aggiornare l’attuale normativa europea per stare al passo con i progressi scientifici in materia.

  • situazione del settore frutticolo 

Le delegazioni del Belgio e della Polonia hanno informato il Consiglio dei Ministri sulla situazione del settore frutticolo, con particolare riferimento alla produzione di pere e mele, invitando la Commissione a rendere disponibili ulteriori risorse per sostenere i produttori e a predisporre delle misure di intervento urgenti.

Non tutte le delegazioni si sono trovate d’accordo con la richiesta, tra queste quella francese, che ha affermato che la situazione non può ancora essere descritta come una vera e propria crisi, e quella italiana. Anche la delegazione tedesca, nonostante abbia riscontrato i medesimi problemi di mercato, ha affermato di essere contro a qualsiasi intervento. Mentre sono d’accordo con la richiesta della delegazione belga e polacca la delegazione della Grecia, della Slovacchia e dell’Ungheria.