Pubblicato il 10 aprile 2019

FFA 2019: discussioni sul futuro dell’agricoltura

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Martedì 9 aprile si è tenuto a Bruxelles il dodicesimo Forum per il futuro dell’agricoltura (FFA), evento in cui l’agricoltura e l’ambiente si incontrano ogni anno per un dialogo aperto; quest’anno il tema principale del Forum è stato “The next generation”.

Il presidente del FFA, Janez Potočnik, ha aperto il Forum richiamando l’attenzione sui cambiamenti climatici e sull’importanza di una gestione sostenibile del suolo e delle risorse, al fine di assicurare un futuro migliore alla prossima generazione.

Ertharin Cousin, ex direttore esecutivo del World Food Programme delle Nazioni Unite (2012-2017), ha poi preso la parola ricordando che il settore in questione deve essere più vantaggioso e redditizio affinché le nuove generazioni decidano di investire nell’agricoltura.

Durante il primo dibattito sul tema dei cambiamenti climatici, il relatore Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha affermato che il settore agricolo può e deve agire per il clima al più presto, mentre la ricercatrice dell’ Institute for Public Policy Research (IPPR, Regno Unito) Lesley Rankin ha evidenziato i problemi del sistema agricolo attuale, auspicando in un cambio netto e in una decarbonizzazione entro il 2030.

Daniel Calleja Crespo, direttore generale di DG ENVI, ha ricordato che per avere un’agricoltura più sostenibile è necessario che il settore si adatti velocemente alle ambizioni ambientali dell’UE; il progresso ambientale e il progresso agricolo devono avanzare insieme.

Infine, l’On.le Philippe Lamberts (Verdi/EFA, Belgio) ha rimarcato l’importanza di difendere e tutelare i piccoli agricoltori e la loro competitività nel settore, mentre Jean-Marc Bournigal, direttore generale dell’Associazione generale dei produttori di grano e altri cereali (AGPB, Francia), ha affermato che una maggiore sostenibilità in agricoltura si ottiene supportando l’innovazione e la digitalizzazione del settore.

Successivamente sono intervenuti i nuovi partner strategici del Forum: Cargill e Thought For Food (TFF). In rappresentanza di Cargill, Hendrik Bourgeois ha affermato che per creare delle sinergie lungo la filiera agroalimentare è fondamentale una maggiore flessibilità e un adattamento ai diversi interessi in gioco, mentre Christine Gould, fondatrice e CEO di TFF, ha evidenziato l’importanza di collaborare con la futura generazione.

Nel secondo dibattito, sul tema “Finanziare la sostenibilità: cosa significa “crescita” nel 21esimo secolo?”, il relatore Wiebe Draijer, presidente del Consiglio amministrativo di Robobank, ha affermato che per incentivare dei cambiamenti è necessario creare degli standard comuni di trasparenza e monetizzare le emissioni di CO2.

Emmanuel de Merode, direttore del Parco Nazionale dei Virunga (Congo), Alexander El Alaoui di Salm-Salm & Partners e Jeremy Oppenheim di SYSTEMIQ, hanno ricordato che la sostenibilità in agricoltura ha un costo e ribadito dunque l’importanza di ricevere sussidi e finanziamenti pubblici in tal senso.

Michel Barnier, Segretario di Stato per l’uscita del Regno Unito dall’UE,  è intervenuto in videoconferenza ribadendo come la Brexit sia una vera e propria sfida per l’agricoltura europea, dato che il Regno Unito ha un ruolo importante nel finanziamento delle politiche europee, tra cui la PAC.

La fondatrice di VBites, Heather Mills, ha poi tenuto una presentazione sull’importanza di incentivare un’agricoltura puramente vegetale e un’alimentazione vegana, per contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Sono intervenuti anche Teleri Fielden, in rappresentanza della nuova generazione di giovani agricoltori,  Bernie Krause, ecologista del paesaggio sonoro, e Jenny DU, co-fondatrice di “Apeel Sciences”.

Durante il terzo dibattito sulla “Futura generazione di consumatori”, hanno preso parola Mette Lykke, CEO di Too Good To Go, Andreas Hensel, presidente dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bfr), Stefan Goethaert, direttore amministrativo di Colruyt e Rob Hamer, vicepresidente degli affari esteri di Unilever. La discussione è ruotata intorno al problema dello spreco alimentare e della sua stretta connessione con i cambiamenti climatici, dato che i rifiuti alimentari creano un inquinamento da CO2, e sulla differenza ingiustificata di prezzo tra prodotti biologici e “cibo spazzatura”. Matte Lykke in particolare ha affermato che il rispetto per il cibo va trasmesso ai consumatori attraverso l’educazione.

Il relatore dell’ultima sessione di dibattito Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, ha parlato di PAC post 2020, affermando che le attuali proposte rappresentano una grande speranza per il futuro del pianeta, in quanto riconoscono le sfide ambientali e climatiche e considerano gli agricoltori e le comunità rurali parte della soluzione piuttosto che parte del problema. Phil Hogan ha però ricordato che anche se ci sono stati progressi nel ridurre l’impatto del settore agroalimentare sul clima e sull’ambiente, si deve ancora fare molto e soprattutto bisogna agire più velocemente.

Successivamente, hanno risposto alla domanda “Una PAC per la generazione futura ?Galina Peycheva-Miteva, in rappresentanza della nuova generazione di agricoltori (Romania), Valeriu Andrei Steriu, membro della Camera dei Deputati del Parlamento romeno, Rudolf Mögele, direttore generale aggiunto di DG AGRI e Faustine Bas-Defossez, dell’Istituto per le politiche ambientali europee (IEEP). Gli speakers hanno evidenziato come i giovani spesso non considerino “attraente”, aggiungendo che la proposta della nuova PAC deve essere rivista in alcuni punti tenendo conto non solo degli agricoltori, ma anche di consumatori e della società nel suo complesso.

In conclusione, il presidente Janez Potočnik ha ringraziato e ricordato che il Forum non deve essere solo un luogo stimolante di discussione, ma che il dibattito deve tradursi in delle azioni reali e in un cambiamento concreto dell’agricoltura.