Pubblicato il 9 aprile 2019

Intervento del Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Phil Hogan sulla Brexit (anche in vista di un’uscita del Regno Unito dall’UE senza accordo)

Brexit

Ieri 8 aprile, il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan, nel corso di una conferenza stampa sulla Brexit (in vista di un’uscita del Regno Unito dall’UE senza accordo), ha fornito alcuni dettagli sulla “pianificazione di emergenza” che la Commissione europea sta predisponendo sul potenziale impatto della Brexit sul settore agroalimentare dell’UE.

Il 10 aprile si svolgerà una riunione cruciale del Consiglio europeo e, potenzialmente, ol Regno Unito potrebbe uscire dall’UE il 12 aprile. Questa mancanza di chiarezza complica la nostra “pianificazione” della Brexit, anche perché le circostanze in cui il Regno Unito partirà e le conseguenze di tali circostanze influenzeranno in modo significativo la risposta dell’UE.

Tuttavia, e sebbene ciò possa ancora non accadere, negli ultimi giorni e negli ultimi mesi c’è stato un aumento del rischio di una Brexit “senza accordo” e la pianificazione ha dovuto tenerne conto. Naturalmente, il buon senso può ancora prevalere e questo scenario potrebbe ancora essere evitato, tenendo presente l’impegno comune a proteggere l’accordo ed evitare problemi con la confinante Irlanda.

Il Commissario si è mostrato fiducioso sul fatto che l’UE dispone dei mezzi per far fronte in modo efficace alla situazione.

La Commissione europea ha una notevole esperienza nell’implementazione di misure di sostegno del mercato in occasione di gravi turbative del mercato, in particolare nel settore agroalimentare. E sfortunatamente, questo è il caso perché l’agricoltura è esposta a eventi geopolitici e climatici difficili, che possono avere un impatto significativo sui mercati e sui prezzi dei prodotti agricoli.

La fase iniziale della pianificazione si è concentrata sull’assicurare che l’UE ha la base giuridica necessaria per l’attuazione di misure di mercato appropriate, dopo aver esaminato attentamente le disposizioni dell’OCM.

La pubblicazione da parte del Regno Unito del suo programma tariffario, proposto nelle scorse settimane, ha permesso di sviluppare anche la pianificazione di emergenza dell’UE. Per la prima volta, si è avuta una certa chiarezza dal Regno Unito sul probabile impatto dell’applicazione di contingenti tariffari a dazio zero (TRQ) e l’imposizione di tariffe su una gamma limitata di prodotti. Naturalmente, la Commissione ha anche preso atto delle intenzioni del Regno Unito in relazione al commercio con l’Irlanda e della natura temporanea del programma tariffario.

Una delle difficoltà riscontrate è stata che i dettagli forniti finora sono stati indicati solo in linea teorica, e mancano ancora chiarezza e dettagli a livello legislativo su come questo regime funzionerà nella pratica.

Utilizzando le informazioni sul proprio programma tariffario, messe a disposizione dalle autorità del Regno Unito, la Commissione ha aggiornato il proprio database sull’accesso ai mercati per includere il Regno Unito. Questo database fornisce informazioni su dazi e tasse che si applicano alle esportazioni verso partner commerciali come gli Stati Uniti, la Cina, ecc. L’aggiornamento fa parte degli sforzi dell’UE per aiutare gli esportatori dell’UE ad affrontare la nuova situazione cui potrebbero presto confrontarsi. La Commissione continuerà a monitorare questi sviluppi e aggiornerà tali informazioni il più spesso possibile e secondo le necessità.

Tuttavia, il programma tariffario pubblicato include tariffe relativamente elevate su un certo numero di prodotti di origine animale, come carni bovine, pollame, carni suine e formaggi, nonché prodotti come zucchero e riso. È chiaro che un certo numero di Stati membri subirà il peso di queste tariffe proposte, a causa della loro esposizione al mercato britannico di tali prodotti.

L’UE-27 e il Regno Unito sono partner commerciali molto importanti. L’UE-27 gode oggi di un surplus di 25 miliardi di euro con il Regno Unito nei prodotti agroalimentari, con esportazioni di circa 41 miliardi di euro su base annua. Tale eccedenza è superiore all’attuale avanzo commerciale complessivo dell’UE-28 di 21 miliardi di euro a livello globale.

Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’importanza del mercato dell’UE per il Regno Unito. Dato che l’UE tratterà il Regno Unito come qualsiasi altro Paese terzo, con l’applicazione delle tariffe e dei controlli SPS, ciò rappresenta una sfida significativa per i produttori e gli esportatori britannici.

Oggi si è in “no deal scenario”: ove ciò si avverasse, si può dire con certezza che ci sarà un’interruzione significativa del commercio su alcuni mercati agricoli.

La Commissione europea ha l’obbligo legale di intervenire e lo fara. L’intervento precoce ha il vantaggio di fornire un sostegno non solo agli agricoltori europei, ma infonde fiducia al mercato sull’impegno della Commissione nel settore agroalimentare e contribuisce ad evitare lo sviluppo di una crisi potenzialmente molto più grande a lungo termine.

Per quanto riguarda precisamente il modo in cui la Commissione potrà intervenire, esistono una serie di misure disponibili, e ciò sarà discusso dal Collegio dei Commissari mercoledì 11 aprile.

Si prevede una combinazione di misure progettate per soddisfare particolari circostanze e prodotti. Un mix di alcuni o tutti gli interventi pubblici, aiuti all’ammasso privato, regimi per il ritiro dal mercato, ed aiuti mirati costituiranno il pacchetto di sostegno.

Oltre a queste misure, la Commissione sta anche esaminando le norme sugli aiuti di Stato, ed in questo caso sarà compito degli Stati membri fornire un sostegno finanziario. Proprio di recente, la Commissione ha adottato un nuovo regolamento che ha previsto un aumento del 66% del livello degli aiuti de minimis che possono essere concessi nel settore agricolo attraverso gli aiuti di Stato.

Vi sono inoltre opportunità per gli Stati membri di proporre modifiche ai loro PSR per reindirizzare il sostegno ai beneficiari che sono stati più colpiti dalla Brexit, sebbene l’obiettivo qui potrebbe essere limitato perché molti impegni potrebbero già essere stati presi.

La Commissione ha avuto una serie di discussioni con gli Stati membri e altre parti interessate sull’impatto della Brexit e sui modi in cui la Commissione può fornire il miglior aiuto possibile. Questo impegno continua e, oltre all’impatto evidente delle tariffe, guardiamo anche, con gli Stati membri, alle difficoltà che possono derivare da ritardi logistici, formalità doganali, controlli sanitari e fitosanitari, ecc.

Il Commissario si è detto, inoltre, impegnato a collaborare con il Commissario per il Bilancio Oettinger, il quale si è mostrato comprensivo della situazione in cui versa il settore agroalimentare e per il sostegno costante al settore in questa e nelle precedenti crisi. Hogan ha detto di comprendere pienamente i vincoli di bilancio entro i quali occorre muoversi, resi più difficili in caso di una Brexit “senza accordo”.

Gran parte dei prodotti agroalimentari che vengono esportati nel Regno Unito sono freschi e, quindi, deperibili, il cui commercio sarà coinvolto in gravi disagi logistici.

Hogan ha concluso ribadendo la sua fiducia in  una “pianificazione” in grado di consentire di rispondere in modo efficace e rapido alla Brexit ed, in particolare, ad una Brexit “senza accordo”, e che la Commissione continuerà a perfezionare il “piano di emergenza” alla luce di continue analisi e dell’impegno a collaborare con gli Stati membri e con le parti interessate, alla luce dell’evoluzione della situazione politica nel Regno Unito.