Pubblicato il 11 marzo 2019

Nuove regole contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare

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Il progetto di legge UE per proteggere gli agricoltori da pratiche commerciali sleali delle aziende acquirenti e distributrici sarà discusso in plenaria mercoledì e votato giovedì.

Le nuove norme, concordate provvisoriamente con i ministri dell’UE a dicembre, mirano a introdurre un migliore equilibrio nella filiera alimentare. I ritardi nei pagamenti per i prodotti consegnati, le cancellazioni unilaterali tardive o le modifiche retroattive dell’ordine, il rifiuto dell’acquirente di firmare un contratto scritto con un fornitore e l’uso improprio di informazioni riservate figurano tra le pratiche che saranno vietate dalle nuove regole.

Altre pratiche, come la restituzione dei prodotti invenduti al fornitore senza pagarli, l’obbligo per i fornitori di pagare la pubblicità dei prodotti o l’imposizione di sconti al fornitore, saranno anch’esse vietate, a meno che non siano state concordate preventivamente nel contratto di fornitura.

Contesto

Il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto misure per contrastare le pratiche commerciali sleali (PCS) nella filiera alimentare dal 2010, dopo aver adottato una risoluzione su entrate più eque per gli agricoltori e una migliore funzionalità della filiera.

Secondo le stime della Commissione europea, le PMI del settore agricolo e della trasformazione alimentare nell’UE perdono circa tra 2,5 e 8 miliardi di euro all’anno (pari all’1%-2% del loro fatturato) a causa delle PCS.

Dibattito: mercoledì 13 marzo

Votazione: giovedì 14 marzo

Procedura: Procedura legislativa ordinaria, votazione finale (accordo in prima lettura)

FONTE: PARLAMENTO EUROPEO