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Pubblicato il 27 febbraio 2019

Vertice UE-Lega degli Stati arabi: un partenariato euro-arabo più forte per affrontare insieme le sfide globali

trade agreement

Il 24 e 25 febbraio si è svolto a Sharm El-Sheikh il primo vertice in assoluto fra l’Unione europea e la Lega degli Stati arabi, in occasione del quale si sono riuniti 49 paesi della Lega degli Stati arabi e dell’UE.

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha rappresentato l’Unione europea al vertice, insieme al Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che lo ha anche copresieduto assieme al Presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.

Erano invitati anche i leader dei 28 Stati membri dell’UE e dei 21 paesi della Lega degli Stati arabi nonché il Segretario generale della Lega. Hanno partecipato al vertice anche l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione europea Federica Mogherini e il Commissario per la Politica di vicinato e i negoziati di allargamento Johannes Hahn.

“Vorrei che noi, insieme, difendessimo i valori fondamentali del rispetto per i diritti umani e la tolleranza. La nostra storia comune e la nostra vicinanza geografica ci esortano a collaborare”, ha dichiarato il Presidente Jean-Claude Juncker in occasione della sessione di apertura del vertice. “Nel complesso gli Stati membri della Lega degli Stati arabi e quelli dell’Unione europea rappresentano il 12 % della popolazione mondiale. Quello che possiamo realizzare insieme – garantire la stabilità nelle nostre regioni e oltre – rappresenta ben più del nostro peso demografico.”

Le dichiarazioni del Presidente Juncker rilasciate in occasione della sessione di apertura del vertice UE-Lega degli Stati arabi e della conferenza stampa* sono disponibili online nella loro integralità.

I leader hanno anche adottato una dichiarazione congiunta, che sintetizza l’ampia gamma di argomenti trattati.

Cooperazione euro-araba

Nelle discussioni l’UE e la Lega degli Stati arabi hanno ribadito che una cooperazione regionale più stretta costituisce la chiave per reperire soluzioni comuni alle sfide comuni. Hanno rinnovato l’impegno a creare nuove opportunità attraverso un approccio collaborativo, nel quale le persone, in particolare le donne e i giovani, siano poste al centro di un lavoro comune. I leader hanno riconosciuto l’importante ruolo svolto dalla società civile. Le due parti hanno inoltre convenuto anche di intensificare la cooperazione economica e si sono impegnate a elaborare un programma concreto, in particolare nei settori del commercio, dell’energia, della scienza, della ricerca, della tecnologia, del turismo, dell’agricoltura e in altre aree di reciproco vantaggio.

Sfide globali

I leader dell’UE e della Lega araba hanno espresso il loro impegno a favore del multilateralismo e di un sistema internazionale basato sul diritto internazionale. È essenziale una maggiore cooperazione fra l’UE, la Lega degli Stati arabi, le Nazioni Unite e l’Unione africana per far fronte alle sfide globali. Hanno ribadito totale impegno a favore dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Questi principi dovrebbero informare l’azione per affrontare le sfide comuni, come i cambiamenti climatici, l’adesione al diritto internazionale dei diritti umani, la migrazione irregolare, il traffico e la tratta di esseri umani, la protezione e il sostegno ai rifugiati nonché la lotta contro l’odio e l’intolleranza. I leader hanno altresì discusso delle minacce alla pace e alla sicurezza, come il terrorismo e la radicalizzazione. Si tratta di sfide globali che richiedono un’azione concertata a norma del diritto internazionale.

Questioni regionali

Come indicato dall’Alto rappresentante/Vicepresidente Mogherini, i leader hanno tenuto discussioni costruttive, serie e approfondite sulle questioni regionali, come il processo di pace in Medio Oriente e i recenti sviluppi in Siria, Libia e Yemen, e hanno ribadito l’impegno a favore dei processi a guida ONU e il pieno sostegno agli inviati/rappresentanti speciali delle Nazioni Unite. Hanno ribadito le posizioni comuni riguardo al processo di pace in Medio Oriente e l’impegno a favore della soluzione a due Stati quale unica soluzione realistica per una pace equa, duratura e globale. Hanno sottolineato l’esigenza di sostenere l’UNRWA e hanno auspicato un cambiamento fondamentale per il meglio nella Striscia di Gaza. Riguardo alla Siria hanno rammentato che l’unica soluzione sostenibile è una transizione politica reale in linea con il comunicato di Ginevra del 2012 e hanno convenuto di condurre le rispettive politiche nei confronti del paese in fase con progressi tangibili verso una risoluzione politica pacifica. Per quanto concerne la Libia hanno espresso sostegno per le iniziative dell’ONU e l’attuazione dell’accordo politico per la Libia del 2015 e si sono appellati a tutti i cittadini del paese affinché partecipino in buona fede alle iniziative a guida ONU. Relativamente allo Yemen i leader hanno accolto con favore l’accordo di Stoccolma, in particolare per quanto riguarda il cessate il fuoco nella regione di Hodeidah, e hanno lanciato un appello affinché gli aiuti umanitari siano consegnati rapidamente e in sicurezza, senza incontrare ostacoli.

FONTE: COMMISSIONE EUROPEA