Pubblicato il 1 febbraio 2019

Consiglio Agricoltura (28 gennaio, Bruxelles): principali risultati delle discussioni tra i Ministri sulle proposte legislative della PAC post 2020

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Durante la riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca dello scorso 28 gennaio, i Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri hanno discusso in merito alle proposte legislative della PAC post 2020, in particolare di alcuni aspetti contenuti nel regolamento sui piani strategici della PAC, nel regolamento orizzontale e nel regolamento sull’OCM. Il dibattito è stato orientato da alcune domande predisposte dalla Presidenza rumena.

In primis, la Presidenza rumena ha presentato le priorità per il semeste ed il programma di lavoro nei settori dell’agricoltura e della pesca.

In seguito, le discussioni si sono focalizzate sulle proposte legislative sulla PAC post 2020.

Piani strategici

Diverse delegazioni hanno espresso dubbi sulla scadenza del 15 febbraio per presentare le relazioni annuali sul rendimento secondo il new delivery model. Il Ministro irlandese Michael Creed ha chiesto alla Commissione europea di poter riconsiderare la data per motivi pratici. Altre delegazioni quali quelle di Austria, Slovenia, Spagna, Finlandia, Portogallo, Belgio, Croazia, Polonia, Germania, Svezia, Grecia, Estonia, Bulgaria, Malta, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Italia, Slovacchia e Cipro hanno convenuto che sarebbe difficile fornire un’analisi qualitativa dei dati finanziari e delle informazioni relative alle prestazioni a febbraio. Da parte sua, il Ministro tedesco Julia Klöckner ha chiesto ulteriori discussioni sul contenuto della relazione sullo stato di avanzamento, mentre il Ministro sloveno Aleksandra Pivec ha aggiunto che gli indicatori fondamentali dovrebbero essere meglio definiti. I Ministri bulgaro Verginia Krasteva, maltese Clint Camilleri ed ungherese István Nagy hanno suggerito che la scadenza del 15 febbraio dovrebbe essere limitata ai soli importi finanziari, e che non vi dovrebbe essere l’obbligo di fornire una relazione esauriente sugli indicatori. Il Ministro olandese Carola Schouten ha dichiarato che la data del 15 febbraio potrebbe essere fattibile, ma ha chiesto maggiore chiarezza sugli indicatori di output e di risultato. In risposta, il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan, ha ricordato che il termine ultimo per i pagamenti basati sulla superficie (RPUS) è il giugno 30 (85% dei pagamenti), mentre il 15 ottobre è la data per tutti quelli in sospeso. Questo dovrebbe fornire un adeguato margine di tempo per presentare i dati mancanti richiesti.
Le delegazioni di Spagna, Austria, Finlandia, Portogallo, Francia, Romania, Germania, Svezia, Lettonia, Bulgaria, Italia, Estonia, Lussemburgo e Cipro si sono mostrati favorevoli ad una maggiore flessibilità in termini di margine di tolleranza nei primi due anni di attuazione del piano strategico. I Ministri ceco ed ungherese hanno chiesto un margine di tolleranza di almeno il 50% (non il 35%), con una tendenza decrescente, dato che gli agricoltori hanno bisogno di flessibilità sufficiente. Il Ministro slovacco Gabriela Matečná ha chiesto un margine di tolleranza del 100% nel primo anno. Anche la Lituania ha sostenuto un approccio graduale, senza indicare una percentuale specifica. Il Ministro ceco Miroslav Toman ha aggiunto che sarebbe molto ambizioso che le nuove regole sulla PAC si applichino a partire dal 2021, esprimendo tuttavia più concretamente la necessità di un periodo di transizione, una preoccupazione sollevata anche dall’Italia.
Nel frattempo, il Consiglio si vede diviso sulla proposta di abolire la soglia di 2.000 euro per la disciplina finanziaria per finanziare la riserva di crisi agricola (parte del pacchetto negoziale del QFP): Finlandia, Svezia, Francia, Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Olanda, Danimatca, Lussemburgo e Slovacchia sostengono la proposta della Commissione europea nell’interesse della semplificazione; Slovenia, Austria, Croazia, Polonia, Cipro, Malta, Lituania, Ungheria, Italia e Spagna hanno dichiarato che la soglia di 2.000 euro dovrebbe essere mantenuta. Ampio consenso si è registrato sul fatto che la riserva di crisi debba in futuro essere finanziata tramite fondi non utilizzati, mentre la disciplina finanziaria dovrebbe rappresentare l’ultima risorsa per ricostituire la riserva. Il Commissario Hogan ha ribadito che l’UE ha bisogno di una riserva di crisi funzionante e di prodotti assicurativi nell’ambito del secondo pilastro.

Rinnovata “architettura verde” della PAC

Il Commissario Hogan ha sottolineato come la proposta di “architettura verde” della Commissione europea sia realmente in grado di contribuire a contrastare il cambiamento climatico, garantendo migliori prestazioni della PAC in termini ambientali. Hogan ha evidenziato il fatto che la società esige una maggiore sostenibilità dell’agricoltura, anche dal punto di vista ambientale, e che le istituzioni sono chiamate a garantire il raggiungimento di tale obiettivo. Affrontare il degrado delle risorse naturali, migliorare la qualità del suolo, preservare la biodiversità, adattarsi ai cambiamenti climatici: non si tratta soltanto di questioni ambientali, tutto ciò riguarda direttamente l’agricoltura e la capacità di assicurare il potenziale di produzione alimentare nell’UE, ha evidenziato ancora il Commissario. In merito al new delivery model, Hogan ha affermato che gli Stati membri dovranno adottare una strategia più generale che comprenda entrambi i pilastri della PAC, un importante cambiamento rispetto all’attuale approccio piuttosto frammentato, ed ha aggiunto che la Commissione europea si aspetta la fissazione di obiettivi ambiziosi da parte degli Stati. Nell’ambito del quadro legislativo proposto, i legami tra le norme della PAC e quelle ambientali sono stati resi più espliciti: secondo Hogan, ciò contribuirà a garantire una maggiore coerenza ed efficienza delle politiche, a beneficio dell’agricoltura dell’UE. Il Commissario si è detto consapevole del fatto che per alcuni le proposte in tema di condizionalità si spingano troppo oltre in termini ambientali, mentre per altri esse non siano abbastanza ambiziose. La condizionalità costituirà la baseline del sostegno della PAC per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici, ha aggiunto Hogan. I cosiddetti “regimi ecologici” rappresentano uno strumento nuovo a disposizione, interamente finanziato nell’ambito del primo pilastro della PAC, senza alcun cofinanziamento da parte degli Stati membri. Dal momento che i “regimi ecologici” si baseranno su obblighi annuali invece che su impegni pluriennali, gli agricoltori che desiderino adottare una nuova pratica per un periodo di uno o due anni avrebbero in questo modo la possibilità di farlo, potendo abbandonare tale pratica qualora lo ritengano necessario. A conclusione del suo intervento, Hogan ha ribadito che la rinnovata “architettura verde” sarà in grado di garantire agli agricoltori disposti a fornire più beni pubblici maggiori opportunità di pagamento.

Inoltre, i Ministri hanno anche discusso del QFP per il periodo 2021-2028 e del budget a disposizione per le misure di sviluppo rurale.

La coalizione di Stati membri richiede una forte politica di sviluppo rurale: il Ministro sloveno Aleksandra Pivec, rispetto ai tagli significativi apportati al secondo pilastro della PAC, ha affermato che i finanziamenti dovrebbero essere mantenuti ai livelli attuali anche nel prossimo periodo di programmazione. La politica di sviluppo rurale è essenziale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Durante il suo intervento, Pivec ha affermato che si tratta di un motore importante per guidare lo sviluppo rurale nell’UE facente parte dell’economia circolare e delle soluzioni alle sfide future affrontate dall’UE. Diverse delegazioni, quali quelle di Croazia, Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca, Germania, Cipro, Slovenia, Slovacchia, Grecia, Lussemburgo, Ungheria, Polonia, Lituania, Irlanda, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Svezia, Belgio, Finlansia, Malta e Austria, hanno sostenuto la posizione comune, mentre il Ministro portoghese Luís Capoulas Santos si è opposto all’ingiustificata riduzione dei finanziamenti che per il suo Paese rappresentano il 50% della dotazione finanziaria globale. Il Ministro greco Stavros Arachovitis ha affermato che la nuova PAC offre un’opportunità per stimolare la crescita economica e la coesione sociale, e deve affrontare le sfide ambientali e climatiche, mentre la delegazione svedese ha affermato che il finanziamento dell’UE del secondo pilastro dovrebbe essere esteso. Il Ministro olandese Carola Schouten ha affermato che è inevitabile che il bilancio per la PAC non possa essere mantenuto ai livelli attuali a seguito della Brexit e delle nuove sfide/priorità che l’UE dovrà affrontare, ed ha aggiunto che ogni decisione sul bilancio della PAC deve essere presa nel contesto del QFP. Hogan ha affermato che il Consiglio avrà bisogno di definire una posizione politica per sostenere la necessità di un bilancio adeguato ed ha invitato i Ministri a presentare proposte a riguardo, rientranti in una più ampia strategia politica.