Pubblicato il 17 ottobre 2018

Consiglio Agricoltura (15 ottobre, Lussemburgo): risultati del dibattito orientativo sulla proposta di regolamento sui piani strategici della PAC

council

Nel corso della riunione del Consiglio Agricoltura di lunedì a Lussemburgo, i Ministri dell’Agricoltura degli Stati membri hanno discusso della proposta di regolamento sui piani strategici della PAC, sulla base della relazione predisposta dalla Presidenza austriaca sullo stato di avanzamento dei lavori a riguardo.

In generale, i Ministri hanno espresso il loro sostegno al nuovo modello proposto dalla Commissione europea basato sulla performance, il cosiddetto new delivery model, richiamando al tempo stesso la necessità di bilanciare le responsabilità in capo alla Commissione ed agli Stati membri (Germania, Spagna e Belgio). In particolare, è stato ribadito che il nuovo modello e la nuova architettura del greening non dovrebbero condurre all’aumento degli oneri amministrativi per gli agricoltori e per le autorità nazionali. Il Ministro austriaco Elisabeth Köstinger ha sottolineato che occorre un maggiore sforzo volto alla semplificazione, ed ha ricordato l’impegno della Presidenza per giungere ad un approccio generale del Consiglio sulla proposta.

La Presidenza austriaca ha orientato il dibattito ponendo alle delegazioni le seguenti due domande:

  1. Il nuovo modello di attuazione proposto comporterà un notevole trasferimento di responsabilità tra l’UE e gli Stati membri, unitamente al passaggio verso una PAC basata sui risultati. In tale contesto, concede la proposta una flessibilità sufficiente agli Stati membri, assicurando al tempo stesso condizioni di parità? Pur mantenendo l’attenzione sui risultati, vi sono elementi del nuovo modello di attuazione per i quali si può proporre una maggiore semplificazione?
  2. La nuova architettura verde è volta a incrementare i risultati ambientali della PAC e a concedere maggiore flessibilità per adeguare gli interventi alle condizioni locali. Ritenete che la nuova ambizione ambientale sia proporzionata? Sono gli strumenti proposti e la loro interazione adeguati per affrontare le future sfide climatico-ambientali?

Di seguito alcune delle considerazioni emerse dagli interventi delle varie delegazioni degli Stati membri:

  • Olanda: i pagamenti della PAC dovrebbero essere maggiormente legati alla produzione di beni pubblici da parte dei beneficiari; i regimi ambientali dovrebbero rimanere nel I pilastro della PAC mentre le misure agro-climatico-ambientali nel II pilastro;
  • Svezia: i requisiti obbligatori legati alla condizionalità dovrebbero essere adattati;
  • Malta: i tassi di cofinanziamento nell’ambito del II pilastro dovrebbero essere aumentati;
  • Irlanda: il sostegno al reddito dovrebbe restare nell’ambito del I pilastro;
  • Germania: sarebbe opportuno aumentare le misure volontarie (anche Belgio e Italia, che hanno ribadito la necessità di una maggiore flessibilità sulle modalità per raggiungere gli obiettivi stabiliti);
  • Estonia e Cipro: occorre eliminare gli oneri burocratici;
  • Portogallo e Finlandia: gli atti delegati devono limitarsi a regolare gli elementi essenziali;
  • Danimarca: occorre prevedibilità e trasparenza nell’approvazione dei piani strategici della PAC;
  • Olanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lussemburgo, Romania, Danimarca, Finlandia: l’introduzione di massimali ai pagamenti diretti dovrebbe rimanere volontaria;
  • Irlanda, Repubblica Ceca, Francia: dovrebbe essere garantita una maggiore complementarietà tra i regimi greening volontari nell’ambito del I pilastro e le misure agro-ambientali nell’ambito del II pilastro;
  • Belgio, Ungheria, Croazia, Bulgaria, Grecia: occorre assicurare che non si dia luogo a duplicazioni nei pagamenti per una stessa misura;
  • Irlanda, Repubblica Ceca, Belgio, Slovacchia, Lussemburgo, Danimarca, Finlandia: la definizione di agricoltore come proposta sarebbe troppo restrittiva e taglierebbe gli agricoltori che lavorano part-time.

In risposta ad alcune delle preoccupazioni emerse, il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Phil Hogan ha affermato che il nuovo quadro della PAC garantisce una reale semplificazione. In particolare, in risposta ai commenti della delegazione tedesca, Hogan ha affermato che, se si vogliono avere obiettivi comuni e condizioni di parità, non è possibile che le misure siano attuate su base volontaria. Al contrario, occorrono strumenti comuni per raggiungere i nove obiettivi (economici, ambientali e sociali), ed una certa flessibilità può essere concessa nelle modalità di attuare le misure. Inoltre, il Commissario ha ribadito la contrarietà alla rinazionalizzazione della PAC: consapevole del ruolo forte delle regioni (in Stati membri come la Germania, la Spagna, l’Italia e il Belgio), l’intenzione è di creare un quadro che sia adattabile alle esigenze locali. Infine, in risposta ai timori della della delegazione portoghese, Hogan ha confermato che il numero di atti delegati sarà ridotto del 50%, mentre gli atti di esecuzione saranno due. La Commissione europea intende prevedere un minor numero di norme negli atti di base per consentire una maggiore flessibilità in caso di condizioni climatiche avverse e perturbazioni del mercato.