Pubblicato il 26 settembre 2018

Riunione informale del Consiglio Agricoltura (23-25 settembre 2018): le principali considerazioni sulla PAC post 2020 emerse dal confronto tra i Ministri dell’Agricoltura dei vari Stati membri

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Durante la riunione informale del Consiglio Agricoltura, svoltasi in Austria dal 23 al 25 settembre, i Ministri dell’Agricoltura dei vari Stati membri hanno concordato che la PAC post 2020 dovrà affrontare sfide importanti in futuro, quali il cambiamento climatico e le sue ripercussioni sulla produzione alimentare in Europa, la posizione dell’agricoltura lungo la filiera alimentare e il desiderio dei consumatori di acquistare cibo locale.

A tal proposito il Ministro austriaco per la sostenibilità e il turismo Elisabeth Köstinger, presidente di turno del Consiglio Agricoltura, ritiene che la futura PAC debba concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Mentre, il Commissario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Phil Hogan, ha sottolineato che la PAC post 2020 dovrà essere caratterizzata da maggiore flessibilità e dovrà tutelare le aree rurali. Infatti, secondo il Commissario, l’agricoltura e la produzione alimentare operano in un ambiente molto dinamico e perciò la PAC dovrà essere in grado di sostenere il settore e dovrà dimostrarsi flessibile nel rispondere alle mutevoli circostanze e alle nuove sfide che ne caratterizzeranno il futuro.

Politica agricola comune: un driver di sviluppo per le regioni

La politica agricola comune è, insieme alla politica di coesione, la principale beneficiaria dei fondi comuni dell’UE. Infatti, circa il 40% del bilancio dell’UE viene destinato a questo settore. Gli agricoltori beneficiano non solo dei pagamenti diretti, ma anche dei fondi destinati allo sviluppo rurale, il secondo pilastro della politica agricola comune. Misure per migliorare la qualità del cibo,  la protezione del clima, iniziative di marketing e molti altri progetti, in Austria ad esempio, sono finanziati nell’ambito dello sviluppo rurale. Infatti, ogni anno in Austria, 1,1 miliardo di euro deriva dai fondi per lo sviluppo rurale e tale cifra dermina importanti investimenti che apportano vitalità alle aree rurali.

Pertanto i Ministri dei vari Stati membri hanno concordato che la politica agricola comune non solo avvantaggia gli agricoltori europei, ma molte regioni in Europa non sarebbero altrettanto competitive senza gli investimenti derivanti dai fondi PAC. Perciò, questo valore aggiunto per la società dovrebbe essere messo nuovamente in primo piano.

Sviluppare ulteriormente il sistema relativo alle indicazioni di origine

La posizione dell’agricoltura lungo la filiera alimentare e le relative indicazioni di origine sono stati argomenti ampiamente dibattuti in questa riunione.

I prodotti di origine locale stanno diventando sempre più importanti per i consumatori europei e perciò questa tendenza deve essere presa in considerazione nella riforma della politica agricola comune, secondo il Ministro austriaco Köstinger, che ha ritenuto anche che la sicurezza alimentare debba procedere di pari passo all’indicazione di origine.

Il Ministro Köstinger ha poi ricordato che oltre all’origine alimentare, i consumatori europei attribuiscono un’importanza sempre maggiore anche al fatto che i prezzi siano equi per le aziende agricole europee. A tal proposito il Ministro ha assicurato che il Consiglio si impegnerà per raggiungere un accordo politico sul dossier relativo alle pratiche commerciali sleali. Gli agricoltori infatti, devono poter operare con prezzi equi, affinché possano rimanere competitivi anche nel ​​futuro.